direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Franco Santellocco (Cgie) sulle proposte del mondo politico di razionalizzazione delle risorse del Mae

ITALIANI ALL’ESTERO
Franco Santellocco (Cgie) sulle proposte del mondo politico di razionalizzazione delle risorse del Mae
 “E’ possibile che la struttura del Mae debba essere riformata, ma l’augurio è che tale riforma sia studiata e proposta da funzionari capaci”
ROMA – Franco Santellocco, presidente della V Commissione “Cooperazione, Formazione, Impresa, Lavoro” del Cgie e segretario generale dell’A.I.E., ricorda in una nota le iniziative intraprese dal senatore del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione Europa, volte a ridurre eventuali sprechi di risorse da parte del Mae. Su questo punto il senatore Micheloni ha infatti depositato un disegno di legge dal titolo “Delega al Governo per il riordino e l’adeguamento della rete diplomatica e consolare italiana nel mondo e per il rafforzamento dei servizi per l’economia e per i cittadini italiani all’estero” che si prefigge di acquisire, attraverso iniziative di risparmio, nuove risorse anche per i nostri connazionali nel mondo.
Santellocco, dopo essersi augurato che i risparmi previsto dal disegno di legge corrispondano al vero, ricorda come Micheloni abbia richiesto l’insediamento di una Commissione parlamentare di inchiesta sui costi di funzionamento connessi agli interventi per la Cooperazione allo sviluppo. Da Santellocco viene poi segnalata la proposta di alcuni esponenti del Maie, discussa secondo quanto riportato da “L’Italiano” nel corso del recente Comitato di Presidenza del Cgie, in cui si chiede l’abolizione delle ambasciate italiane negli Stati della Comunità europea. Un progetto che secondo Santellocco non è condiviso, a quanto si sa, “dagli altri partner europei e non tiene conto del fatto che la Comunità ha solo una politica monetaria in comune, ma politiche fiscali, industriali, agricole, commerciali, di difesa, diverse da Paese a Paese.
E’ pur vero – prosegue il consigliere del Cgie – che i ministri parlano direttamente più spesso che nel passato, non certo per evocare il menù del giorno, ma per discutere di reciproci interessi nazionali che debbono essere trattati sulla base di informazioni e documenti che solo una rete consolidata di relazioni, di conoscenze, di preparazione può offrire. Alcuni anni fa – ricorda Santellocco – un referendum approvò l’abolizione del ministero dell’Agricoltura, pilastro della politica comunitaria, che, nell’interesse del Paese, dovette essere ricostituito sotto altro nome, mettendo in luce che utopia e fantasia non possono guidare la politica di un Paese. Stupisce – continua – che in questa sagra di ricerca di risorse non sia mai stato acceso un faro sulla utilità di 178 (centosettantotto) Rappresentanze regionali all’estero, per un costo stimato da “Il Sole 24 ore” di oltre 20 milioni di euro di denaro pubblico, sui criteri di scelta del personale e sulla sua qualificazione”.
Per Santellocco la struttura del Mae dovrebbe comunque, nel caso fosse necessaria una riforma, essere riformata, studiata e proposta da funzionari capaci e non da improvvisatori politici.
“Nei Paesi in cui diritti umani, certezza delle leggi, autonomia della magistratura sono una utopia, – ricorda poi Santellocco – il personale di Ambasciate e Consolati è ancora un punto di riferimento e spesso un’ancora sicura”. E’ tempo di sacrifici e contemporaneamente di ricerca di nuovi mercati. La Francia, la cui comunità estera è circa un terzo di quella italiana, ha due consolati in Svizzera, uno in Argentina, uno in Australia, ma 7 in Cina e 5 in India. Gli italiani all’estero hanno pagato un duro prezzo e forse non hanno finito di pagarlo. I partiti – conclude Santellocco – che hanno funzioni di guida delle comunità hanno l’onere di spiegare l’azione di un governo che sostengono in Parlamento, di guardare alla presenza italiana nel mondo, anziché cavalcare la tigre del populismo… Gli esponenti delle comunità hanno la gravosa responsabilità di scegliere fra la ricerca di una nicchia in vista delle elezioni e gli interessi nazionali e di tutti gli italiani all’estero, ovunque essi siano, non solo nelle grandi, ma anche nelle minuscole comunità sparse nei vari continenti. Una scelta certamente difficile, ma sicuramente responsabile”. (Inform)
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform