ITALIANI ALL’ESTERO
Con una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri
ROMA – Il senatore Francesco Maria Amoruso (Fi), presidente dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo, ha rivolto una interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.
Premesso che in Libia, Paese oggi nel caos e in preda alla guerra civile e alle scorribande dell’Isis, si sta consumando nel silenzio un dramma che chiama in causa la capacità dello Stato italiano di proteggere i propri simboli e la memoria dei connazionali all’estero, l’interrogante fa presente che a Tripoli è in stato di totale abbandono il cimitero italiano, nel quale sono presenti i resti di 7.800 italiani, e che Bruno Dalmasso, ultimo custode del cimitero, ha raccontato alla stampa di avere saputo da Tripoli che un mese fa estremisti islamici hanno sfondato il muro entrando nel cimitero con un bulldozer, profanandolo e devastandolo ancora una volta.
Il senatore Amoruso ricorda poi che nel 2005, dopo che il cimitero italiano di Mogadiscio era stato profanato da bande legate ad Al-Qaeda, su mandato del Governo Berlusconi i servizi segreti italiani organizzarono con successo, in poche settimane e con risorse limitate, un’operazione riportando in Italia i resti di circa mille italiani. Pertanto chiede di sapere “quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere per reagire alla profanazione del cimitero italiano di Tripoli e, di fronte alla totale instabilità della situazione libica, per valutare un’operazione che consenta, in analogia con quanto avvenuto con successo in Somalia nel 2005, di recuperare le salme degli italiani lì sepolti, dando poi loro una adeguata sistemazione in Italia”. (Inform)