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Francesca La Marca (Pd): incomprensibili i ritardi per l’accordo sulle patenti con il Canada

 ATTIVITA’ PARLAMENTARE
Interrogazione al ministro delle Infrastrutture e Trasporti
Francesca La Marca (Pd): incomprensibili i ritardi per l’accordo sulle patenti con il Canada

ROMA – Promesse e rinvii, annunci di accordi raggiunti e trattative arenate. La deputata del Pd Francesca La Marca, eletta nella Ripartizione America settentrionale e centrale, chiede al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti i motivi per cui l’accordo di reciprocità per la conversione delle patenti di guida tra Italia e Canada più volte annunciato in dirittura d’arrivo non è stato in realtà ancora firmato. Sono anni oramai che i cittadini italiani e canadesi che acquisiscono la residenza nell’altro Paese attendono con ansia la stipula di questo importante accordo che consentirebbe il rilascio della patente dello Stato di nuova residenza senza l’obbligo del superamento di esami teorici e pratici. D’altra parte numerose province canadesi hanno già stipulato accordi per la conversione della patente con altri Stati europei come la Francia, la Germania, l’Austria, il Belgio, ecc., l’Italia sembra essere invece il fanalino di coda.
Eppure le richieste da parte delle collettività interessate sono pressanti e a volte esasperate per il ritardo incomprensibile e ingiustificato.
L’on. La Marca, nella sua interrogazione al Ministro dei Trasporti, rileva come purtroppo alla quasi totalità dei cittadini italiani che si recano in Canada e dei cittadini canadesi che si recano in Italia, e che per motivi di studio o di lavoro acquisiscono la nuova residenza, non viene riconosciuta né convertita la patente di guida italiana.
Con la patente italiana si può, di norma, guidare in Canada per tre mesi, successivamente a tale periodo è necessario munirsi di patente canadese a seguito di esame.
In Italia invece per i titolari di una patente di guida non comunitaria è possibile guidare veicoli cui la patente abilita fino ad un anno dall’acquisizione della residenza; dopo un anno è necessario, per poter condurre veicoli sul territorio italiano, convertire la patente. Ciò è possibile ovviamente se lo Stato che ha rilasciato l’abilitazione alla guida ha sottoscritto accordi di reciprocità con l’Italia (non è il caso del Canada). Sembra quindi ovvio che un accordo di reciprocità tra Italia e Canada per la conversione delle patenti di guida renderebbe molto più semplice la possibilità di guidare nello Stato dove si è acquisita la nuova residenza.
Il Governo italiano – sottolinea La Marca – tramite l’ambasciata d’Italia in Canada, all’inizio degli anni 2000 aveva avviato un primo tentativo di negoziato con alcune province canadesi che avrebbe dovuto portare alla firma di un’intesa amministrativa tra il nostro Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e tali province per il riconoscimento reciproco delle patenti di guida.
Nell’ormai lontano 2006 le autorità competenti canadesi avevano predisposto e inviato al Governo italiano una proposta di accordo quadro a livello federale che prevedeva la successiva stipula di protocolli tecnici attuativi a livello delle varie province canadesi e si era successivamente avviato a Roma un negoziato specifico tra esperti dei due Paesi per definire un testo comune la cui ultima versione è stata sottoposta nel luglio del 2011 ai negoziatori canadesi da parte della nostra ambasciata a Ottawa.
Sembrava ormai cosa fatta ma da allora, nonostante i tentativi compiuti nella scorsa legislatura da parlamentari eletti nella Ripartizione America centrale e settentrionale con numerose iniziative politiche e legislative, e voci non confermate di un vicino accordo, le trattative sembrano essersi arenate.
Nella sua interrogazione la parlamentare eletta all’estero chiede quali misure il Ministro interrogato intende intraprendere per verificare lo stato dei negoziati e per eventualmente accelerarne l’iter, anche alla luce delle persistenti aspettative dei cittadini italiani e canadesi che si spostano da un Paese all’altro e che da anni attendono la stipula di un necessario accordo tra i due Paesi, e tra l’Italia e le province canadesi interessate, per la conversione delle patenti di guida. (Inform)
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