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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Forum imprenditoriale Italia-Algeria, il dibattito e gli interventi conclusivi del Premier Meloni e del Presidente algerino Tebboune

FARNESINA

 

ROMA – Nell’ambito del Forum imprenditoriale Italia-Algeria, svoltosi a Roma nei giorni scorsi, dopo gli interventi del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dell’omologo algerino Ahmed Attaf (Vedi Inform Forum imprenditoriale Italia-Algeria, gli interventi del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dell’omologo algerino Ahmed Attaf | www.comunicazioneinform.it) è svolto un dibattito con vari esponenti istituzionali. Lorenzo Ortona (Presidenza del Consiglio) ha espresso soddisfazione per l’aspetto legato al settore dell’energia collegato al Piano Mattei. “L’Algeria è stato visto fin da subito come partner naturale dell’Italia”, ha dichiarato Ortona ricordando come lo stesso Mattei ebbe un legame particolare con il continente africano. Guido Brusco (DG Eni) ha parlato di strategia “dual flag” ossia di condivisione di rischi e successi senza alcun atteggiamento predatorio verso i Paesi nei quali si va ad operare. Brusco ha segnalato importanti investimenti in Algeria: “contiamo di rinnovare il contratto di import del gas algerino che oggi copre quasi il 40% dei fabbisogni del gas italiano”, ha precisato il DG Eni. Ferhat Ounoughi (Sonatrach) ha parlato di una visione lungimirante del Piano Mattei “che si basa su fasi storiche che non possiamo dimenticare”. “La cornice e i valori del Piano Mattei sono stati per noi l’accelerazione di un piano, il Piano Africa, che il Gruppo BF aveva avviato quasi in contemporanea”, ha rilevato Federico Vecchioni (Presidente BF) sottolineando che il progetto nasce da un’esigenza diffusa in Africa come la sicurezza alimentare. Imane Toumi (AAPI) ha spiegato che l’Agenzia algerina per la promozione degli investimenti è un’entità governativa che esiste dal 2022: si occupa di accompagnare gli investitori principalmente nei settori industriali, urbani e turistici e fornire consigli sulla fiscalità. Toumi ha evidenziato che in Algeria si è lavorato per l’abbattimento delle barriere burocratiche in entrata per investitori stranieri. Enrico Bagnasco (Confindustria Assafrica e Mediterraneo) ha spiegato che tale associazione raccoglie ad oggi 180 aziende che operano in Africa e in Medio Oriente. Bagnasco ha precisato che il ruolo dell’associazione diventa fondamentale sia nella relazione tra aziende e istituzioni che nella relazione diretta business to business. Christian Camisa (Confapi) ha sottolineato come la formazione sia un elemento centrale all’interno del Piano Mattei e come avere un partner come l’Algeria sia fondamentale anche per attrarre manodopera qualificata. L’età media della popolazione algerina è di circa 28 anni a fronte di una media anagrafica italiana che si aggira sui 48 anni. Dario Scannapieco (Amministratore delegato Cassa Depositi e Prestiti) ha spiegato che il ruolo di CDP si è nel tempo evoluto fino a comprendere anche la finanza per lo sviluppo e la cooperazione internazionale. “Il Piano Mattei è un fortissimo acceleratore”, ha aggiunto Scannapieco parlando di oltre un miliardo in finanziamenti all’interno del Piano Mattei. Salah Labani (Direttore generale Fondo Nazionale Investimenti) ha sottolineato come questo partenariato strategico è particolarmente importante per i due Paesi: “la missione del Fondo è quello di promuovere, sostenere e accompagnare gli investimenti strutturali in Algeria”, ha aggiunto Labani. Alessandra Ricci (Amministratore delegato SACE) si è focalizzata sull’importanza del tema dell’impulso alle aziende e sulla volontà di SACE di “essere al fianco delle imprese per favorirne la crescita”. Ricci ha sottolineato come SACE sia parte di una struttura che coinvolge nella messa in pratica dei progetti anche entità come Ambasciate, ICE e CDP: il tutto orientato all’avvicinamento della filiera delle imprese italiane a quelle estere. Mohand Bourai (Presidente ABEF) ha spiegato la struttura del sistema bancario algerino. Bourai ha evidenziato che le banche algerine non operano solo verso il profit in senso stretto ma anche nel finanziamento degli investimenti di varia natura ed anche a lungo periodo. Regina Corradini (Direttore generale SIMEST) ha spiegato come ad oggi si sia dato supporto ad oltre 20mila imprese italiane, con una crescita importante, e per circa 30 miliardi di finanziamenti. “Il nostro compito è quello di affiancare per facilitare, velocizzare e focalizzare opportunità a livello sistemico”, ha spiegato Corradini. Al termine dell’incontro sono intervenuti il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente Algerino Abdelmadjid Tebboune. “Sono riuniti in questa sede i massimi rappresentanti di oltre 400 imprese italiane e algerine. L’incontro tra queste due realtà ha consentito di sottoscrivere circa 30 intese e accordi. A questi circa 30 intese e accordi si aggiungono gli altri 10 accordi bilaterali, a livello di Governo, che sono stati sottoscritti durante il Vertice intergovernativo”, ha esordito il Premier Meloni parlando di numeri soddisfacenti. “Le relazioni economiche, industriali e commerciali tra Italia e Algeria, che sono sempre state ottime, non sono state mai così solide come oggi. Vi è inoltre interesse ad esplorare insieme nuovi ambiti di collaborazione e a percorrere strade che finora non abbiamo battuto. Partiamo ovviamente tutt’altro che da zero in questo cammino, perché la connessione tra i nostri sistemi economici e produttivi è una connessione consolidata. L’Italia è il principale mercato di destinazione delle esportazioni algerine, con una quota di mercato di circa il 26%: significa che oltre un quarto delle esportazioni algerine è destinato al nostro mercato, è destinato all’Italia. E l’Italia, a sua volta, è il primo cliente e il secondo fornitore dell’Algeria, con quasi tre miliardi di euro di esportazioni, un dato che è in costante crescita soprattutto dal 2022 ad oggi”, ha aggiunto il Premier sottolineando come l’energia sia chiaramente uno degli ambiti che caratterizzano maggiormente questi rapporti. “L’Algeria svolge da molto tempo un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza energetica italiana e dell’Europa, ma il suo contributo è stato decisivo soprattutto all’indomani dell’inizio della guerra di aggressione russa all’Ucraina. Quando, in quel preciso momento, l’Italia aveva bisogno di diversificare le sue fonti energetiche per affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia, ovviamente ha trovato nell’Algeria l’amico che l’Algeria ha sempre dimostrato di saper essere”, ha proseguito Meloni esprimendo poi particolare soddisfazione per il ruolo svolto da due grandi aziende, l’italiana ENI e l’algerina Sonatrach. “Dare forma e sostanza alla naturale vocazione dell’Italia a diventare un hub di approvvigionamento energetico, un ponte per la trasmissione di energia tra Africa ed Europa, l’anello di congiunzione tra il Continente europeo, l’Africa e il Mediterraneo allargato”, questo è per Meloni uno degli obiettivi del suo Governo fin dal suo insediamento. “Questo comporta, chiaramente, – ha aggiunto il Presidente del Consiglio – il lavoro che facciamo a livello africano, con gli investimenti, con il nostro Piano Mattei, e comporta anche un lavoro particolarmente importante che riguarda le interconnessioni. Ed è una strategia, secondo me, particolarmente rilevante perché significa interpretare l’energia come chiave di sviluppo per le Nazioni che producono quell’energia e che devono beneficiare di quelle risorse”. “Chiaramente di questa cooperazione, di questa strategia che è legata alla produzione di energia e alle interconnessioni ne è un esempio su tutti il gasdotto Transmed: un’opera che quando è stata costruita era considerata visionaria, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, e che ancora oggi rappresenta un modello, anche grazie alle espansioni che poi sono state completate nel corso del tempo. Lo abbiamo fatto con Transmed, e possiamo farlo ancora, con progetti strategici capaci di liberare il loro potenziale nel medio e lungo periodo: penso al South H2 Corridor per il trasporto di idrogeno verde dal Nord Africa all’Europa, penso alla nuova interconnessione digitale che Sparkle e Algerie Telecom si sono impegnate a realizzare”, ha rilevato Meloni menzionando anche altri settori strategici come l’agroindustria, l’industria della difesa, la farmaceutica, i trasporti, la logistica, le infrastrutture fisiche e le infrastrutture digitali. Ha poi preso la parola il residente Tebboune che ha a sua volta sottolineato l’importanza della diversificazione dello sviluppo industriale ed economico tanto per il suo Paese quanto naturalmente per un partner come l’Italia. Tebboune ha segnalato le infrastrutture ferroviarie o aeroportuali, delle quali l’Algeria sarà protagonista in Africa. “Il capitale umano algerino è ben noto: abbiamo forza lavoro e risorse umane”, ha spiegato Tebboune ribadendo che in Algeria ci sono ad oggi 250mila studenti che ogni anno si laureano. “Tutto questo ci rende un Paese su cui fare investimenti in settori importanti”, ha aggiunto il Presidente algerino parlando di energie rinnovabili, industrie farmaceutiche e ancora di infrastrutture così come di risorse digitali e finanziarie. “Ribadiamo la volontà di lavorare partendo da queste basi solide in Algeria”, ha precisato Tebboune dicendosi convinto di poter utilizzare positivamente le competenze già acquisite dall’Italia in alcuni settori. (Inform)

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