RICORRENZE
BERNA – La liberazione d’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista è stata commemorata a Berna dall’ambasciatore d’Italia, Cosimo Risi, dal sindaco Alexander Tschäppat, dal presidente del Comites Cosimo Titolo, dalla deputata del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, e dal consigliere del Cgie per la Svizzera, Michele Schiavone.
I relatori e la relatrice si sono rivolti ai connazionali, che hanno gremito la sala delle riunioni della Casa d’Italia di Berna, ricordando il significato e le gesta del sacrificio dei numerosi partigiani italiani, compreso il padre dell’Ambasciatore Cosimo Risi, impegnati nella resistenza contro il nazifascismo.
“La commemorazione del 69° anniversario della liberazione – è detto in una nota – ha dato lo spunto per ricordare i caduti, ma anche per richiamare i presenti ad un maggiore impegno civile al fine di custodire i valori per i quali i coraggiosi partigiani si sono battuti. Con questo spirito di impegno civile e stata ricordata la figura del compianto presidente della Casa d’Italia e del Comites, Emirano Colombo. Significativi sono stati gli interventi che hanno qualificato il valore della libertà e della pace in qualsiasi epoca, in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo. Un forte monito invece è stato rivolto a coloro che per interessi spiccioli e di parte vogliono confondere e riscrivere la storia. Abiurare in patria e in Europa ogni tentativo di revisionismo della storia e riscoprire il lato umano e ospitale della Svizzera, per affermare il ruolo propositivo della presenza italiana in un momento difficile e particolare della sua coesione politica è un impegno che tutta la Comunità dovrà assumere rendendosi protagonista del futuro della Svizzera. Un paese che ha dato asilo ai tantissimi antifascisti, alcuni dei quali al loro rientro hanno scritto pagine indelebili dell’Italia libera, democratica e repubblicana.
La Liberazione – conclude il comunicato – è il frutto della resistenza, del sacrificio di tanti italiani che scelsero di prendere le armi per battersi contro la dittatura e per dare il proprio contributo alla costruzione di una società di liberi e uguali, una grande democrazia moderna”. (Inform)