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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Fausto Longo (Psi): Come senatore eletto all’estero ritengo che il governo debba visibilmente procedere alla ridefinizione delle sue politiche rivolte alla comunità degli italiani nel mondo

INTERVENTI

ROMA – Ieri, con il voto della Camera il governo Renzi è nel pieno delle sue funzioni. Il nostro impegno come parlamentari è che la ripresa produttiva avvenga  con maggior rapidità e che sia all’insegna della necessaria riduzione delle diseguaglianze e nella giustizia sociale,  Ci aspettiamo concretezza , rapidità di esecuzione, confronto  con il parlamento.

Come eletto all’estero ritengo che il governo debba visibilmente procedere alla ridefinizione  delle sue  politiche rivolte alla comunità degli italiani nel mondo iniziando a darsi una agenda organica che comporti  anche la strutturazione di rapporti e  relazioni con la più vasta comunità degli italo discendenti.

Non sarà sufficiente un vice ministro o un sottosegretario, dedicato, presso il Mae ancorché necessario. E’ la presidenza del Consiglio in quanto tale che deve decidere di attrezzarsi con un suo dipartimento costituito con apporti qualificati delle pubbliche  amministrazioni. Bisogna dirlo ad alta voce che in questi anni , e non solo a causa della spending revue, sono cadute nel vuoto proposte di rinnovamento delle politiche  nazionali e regionali rivolte agli italiani nel mondo.

Come senatori eletti all’estero abbiamo votato il governo Renzi dando la nostra disponibilità a collaborare e chiedendo  impegni concreti per l’immediato.

Tuttavia non si può sempre seguitare ad affrontare come singoli dossier questioni interconnesse e reciprocamente condizionanti  quali la lingua e la cultura italiana, la rappresentanza degli italiani all’estero nei Comites e nel CGIE, l’informazione, l’internazionalizzazione,  le nuove migrazioni i diritti di cittadinanza,  la rete consolare e la riforma del Ministero degli Esteri”.

E’ ora che si prenda coscienza, alla fine della seconda repubblica, che va ridisegnata una strategia nuova. La convocazione degli “Stati Generali degli italiani nel mondo “ è la risposta “ alta” che il governo dovrebbe dare al voto convinto ma vigile  che i senatori eletti all’estero hanno dato al governo Renzi.

Serve una sede  nella quale il pluralismo dei punti di vista , degli interessi e delle aspettative di una comunità italiana  “larga” comprendente gli italiani che vivono ed operano fuori dei confini si possa misurare con le proposte del governo. Sarebbe un errore seguitare a navigare “a vista” o a far calare singole decisioni prese in modo accentrato e burocraticamente .

Gli Stati Generali degli italiani nel mondo devono anche far uscire dal recinto degli slogan e delle frasi fatte il tema degli italo discendenti perno della permanenza e del rafforzamento del modo di vita italiano fuori dell’Italia e trasformarlo in obiettivi operativi.

Non è dunque importante soltanto  l’aggancio dell’Italia,  tramite italodiscendenti, ai luoghi dove meglio si realizzano business , ma certo è anche tutto ciò ed è strategicamente rilevante.

Il voto che ho dato  al governo Renzi è dunque il voto a chi ha promesso che tempi della decisione e dei processi di riforma saranno molto più brevi.

Per me i processi di riforma sono ancora quelli in cui eguaglianza e giustizia sociale non sono contraddetti dalla valorizzazione del merito.

L’affermazione di tali principi e la loro traduzione concreta in atti di governo è quello che mi aspetto dal governo stesso ed è anche la più generale motivazione della mia presenza nel Parlamento italiano.

Non è questa una posizione ideologica ma una ricetta pratica in quanto il progresso del nostro paese passa dall’ attivazione di processi di inclusione sociale che l’articolo 3 della Costituzione impone.

Solo l’eguaglianza relativa dei redditi produce: a) crescita economica sostenibile e razionale; b) mobilità sociale. E’ proprio la crescente diseguaglianza  di redditi ad avere causato l’economia del debito finanziarizzato  che è all’origine della crisi lunga  che ha impoverito i ceti medi, tolto l’avvenire ai giovani, reso molto difficile la vita a milioni di lavoratori pensionati, fatto chiudere centinaia di migliaia  di imprese.

Questo governo nel porre mano alle questioni urgenti degli italiani nel mondo e nell’avviare una nuova politica , più attenta verso gli stessi, può contare sul contributo degli eletti all’estero . Ci si aspetta che lo stesso, nell’assegnare le deleghe specifiche nel Mae, dia un primo segnale individuando una persona che abbia  una vasta esperienza delle questioni dell’estero, una persona che già conosca bene le problematiche da affrontare, parlamentare  o meno che sia.

Il Presidente Renzi nel suo discorso di presentazione del governo in Senato ha affermato: “L’Italia che noi immaginiamo e che vogliamo costruire e per alcuni aspetti ricostruire è l’Italia che può essere leader nel mondo, non ho paura a dirlo…”.

Questo auspicio non può non essere condiviso con l’impegno di tutti a trasformarlo in realtà . Lo spazio per costruire e ricostruire l’Italia esiste e in  questo spazio  deve esserci l’Italia intera, della quale fa parte l’Italia fuori dai confini che vogliamo sia ben collocata nei programmi del governo che ha ricevuto la fiducia della maggioranza del Parlamento italiano. (Fausto Longo* -Inform)

* Senatore eletto all’estero nella ripartizione dell’America Meridionale

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