FARNESINA
ROMA – Si è svolta, presso il Ministero degli Esteri, la sessione di apertura della Conferenza internazionale Sviluppo e Migrazioni, che vede la partecipazione di Capi di Stato e di Governo nonché i Ministri degli Esteri della regione del Mediterraneo allargato, i vertici dell’Unione europea e delle principali Istituzioni finanziarie internazionali. I lavori della Conferenza sono stati aperti dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Abbiamo lavorato insieme per far sì che questa prima conferenza non fosse solo un incontro formale ma un momento di confronto che rappresenti un punto di svolta in un’area importante come quella del Mediterraneo allargato, vedendo coinvolti anche Africa, Medioriente, area del Golfo e Paesi europei”, ha spiegato Tajani invitando al confronto sulle questioni legate alle migrazioni e al cambiamento climatico, ma anche alla lotta al terrorismo fino al contrasto alla povertà. “Vogliamo che il Mediterraneo cosiddetto allargato sia un mare di pace e di progresso portando così beneficio a tutte le nostre nazioni e a tutti i nostri popoli”, ha aggiunto Tajani ricordando anche lo svolgimento in questi giorni a Roma del vertice FAO sulla sicurezza alimentare e auspicando un accordo tra Russia e Ucraina per consentire il passaggio di navi destinate a portare cereali nel continente africano. Tajani ha inoltre ricordato un altro appuntamento: il vertice Italia-Africa di inizio novembre prossimo. “Vogliamo che tutti questi incontri, dove quello odierno è di fondamentale importanza, possano essere forieri di risultati positivi: l’inizio di una nuova stagione. Con questo spirito di amicizia e di fraternità vi accogliamo con piacere nel nostro Paese che vuole essere protagonista di pace, stabilità e sicurezza in tutta l’area del Mediterraneo, in Africa e nell’Indo-Pacifico”, ha concluso Tajani.
“Il fatto che attorno a questo tavolo siedano i massimi rappresentanti di oltre 20 Stati, molti a livello di Capi di Stato e di governo, e che ci siano diverse organizzazioni internazionali, dimostra non solo l’amicizia che intercorre tra le nostre Nazioni; dimostra soprattutto la consapevolezza che ciascuno di noi ha: per affrontare efficacemente le grandi sfide che abbiamo di fronte è fondamentale che siamo capaci di lavorare insieme. Io credo che sia la prima volta che, in tema di migrazione e sviluppo, si incontrino gli attori che sono intorno a questo tavolo”, ha esordito il Premier Meloni parlando quindi di un’iniziativa unica nel suo genere. “La consideriamo come l’inizio di un percorso, un percorso che ci piace chiamare ‘processo di Roma’, che deve rafforzare sempre di più il dialogo tra noi ma anche essere aperto ad altri contributi. Su una cosa voglio essere chiara: quello che noi inauguriamo oggi è soprattutto un dialogo tra pari, basato sul reciproco rispetto, perché quello tra Europa e Mediterraneo allargato non può essere un rapporto competitivo o addirittura conflittuale”, ha aggiunto Meloni. “Noi abbiamo spesso approcciato la questione delle migrazioni e più specificamente dell’immigrazione non governata, dell’immigrazione illegale, come un tema che contrapponeva i Paesi di partenza e di transito da una parte e i Paesi di approdo dall’altro. Invece non è così, perché l’immigrazione illegale di massa danneggia tutti, danneggia ciascuno di noi. Nessuno ne trae vantaggio se non le organizzazioni criminali che si arricchiscono sulla pelle dei più deboli”, ha precisato Meloni dettando quattro linee da seguire: contrasto all’immigrazione illegale, governo di flussi legali di migrazione, sostegno ai profughi e ai rifugiati, una cooperazione ad ampio raggio per sostenere lo sviluppo nei Paesi di provenienza delle rotte dei migranti. “Combattere le reti di trafficanti ci consente soprattutto di offrire nuove opportunità di migrazione legale. L’Italia e l’Europa hanno bisogno di immigrazione: per questo noi non possiamo continuare a dare il segnale che verrà premiato chi entra illegalmente a discapito di chi vorrebbe farlo legalmente”, ha sottolineato Meloni aggiungendo che chi fugge dalle guerre, dal terrorismo, dalla fame e dalle catastrofi naturali, ha il diritto di mettersi in salvo, anche quando questo comporta attraversare i propri confini. Per questa ragione Meloni ha auspicato il potenziamento dei corridoi umanitari, legali e sicuri, anche verso Stati più lontani, come appunto l’Europa. “In un’epoca nella quale si presta molta attenzione al diritto a migrare, non stiamo prestando sufficiente attenzione al diritto a non dover emigrare”, ha aggiunto Meloni. Infine, sulla cooperazione allo sviluppo, Meloni ha ricordato che l’Italia è già impegnata per poco meno di un miliardo di euro in Africa. “A queste risorse si sommeranno quelle a favore del clima, tre miliardi nei prossimi anni e le molte iniziative delle nostre grandi e medie imprese. È la nostra parte in un complesso molto più ampio di risorse che possiamo attivare e siamo ovviamente pronti a fare ancora di più in un’ottica di partenariato strategico”, ha concluso Meloni. Il Presidente della Tunisia, Kais Saied, ha spiegato nel suo intervento che molti dei loro giovani si recano nei Paesi del nord e a volte non trovano fortuna pur essendo preziose risorse umane, spesso preparate professionalmente. “Siamo orgogliosi di appartenere al continente africano”, ha precisato Saied condannando poi il crimine organizzato che sta dietro non solo alle migrazioni ma anche alle schiavitù. Il Presidente della Mauritania, Mohamed Ghazouani, ha riflettuto sugli impatti che i flussi migratori hanno sullo sviluppo. “La posta in gioco della migrazione e dello sviluppo ha una portata mondiale avendo conseguenze eterogenee su tutti i Paesi. Accanto alle migrazioni regolari che hanno conseguenze positive vi è la migrazione irregolare che spesso dà luogo a situazioni umanitarie drammatiche”, ha spiegato Ghazouani ricordando che ad esempio la Mauritania accoglie sul proprio territorio circa centomila rifugiati del Mali ai quali si aggiungono immigrati di varie nazionalità. Il Presidente del Consiglio Presidenziale della Libia, Mohamed al-Menfi, ha ricordato la responsabilità comune delle società e dei Paesi delle due sponde: ossia l’Unione europea e l’Unione africana. Per al-Menfi era necessario un incontro di questa portata per superare le divergenze del passato e giungere a un partenariato stabile, soprattutto in fatto di flussi migratori. “Siamo interessati a collaborare perché siamo un Paese di transito e un Paese membro dell’Unione africana”, ha precisato al-Menfi auspicando l’aiuto della vicina Europa per il superamento del problema nell’ambito del rispetto reciproco. Il Premier libico Abdel Dbeibah ha ricordato che spesso l’immigrato lotta contro la morte e affronta fame e sete. “I nostri cuori piangono davanti a queste immagini, quando vediamo persone deboli che patiscono queste cose”, ha spiegato Dbeibah. Ha poi preso la parola la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha ribadito la volontà e la possibilità di “trasformare queste sfide in opportunità costruendo partenariati”. Von der Leyen ha parlato di un momento particolare legato ai problemi del cambiamento climatico che sono anche portatori di opportunità, ad esempio attraverso un modello di sviluppo sostenibile e la produzione di energia pulita. “Dobbiamo impedire la tragica perdita di vite umane nel Mediterraneo”, ha precisato von der Leyen parlando quindi della questione migratoria. Sul fronte energetico particolare attenzione è stata rivolta alla Tunisia. “Vogliamo un approccio pragmatico basato su interessi condivisi e trovando le soluzioni più adatte”, ha sottolineato von der Leyen evidenziando come il piano di investimenti europeo, il cosiddetto Global Gateway, valga 300 miliardi di euro. Sono stati menzionati anche i partenariati per il talento, ossia dei piani formativi rivolti alle persone al fine di creare nuove opportunità lavorative per i giovani. “Dobbiamo gestire meglio la migrazione”, ha concluso von der Leyen. (Inform)