LEGGE ELETTORALE
Si avranno maggiori possibilità di verificare la statura intellettuale, morale e politica di tutti i candidati e candidate, manca però la reciprocità
ROMA – “L’emendamento presentato a sorpresa da Alleanza Popolare nella Commissione Costituzionale, che permette ai partiti di inserire candidati/e residenti in Italia nelle liste dei collegi esteri, è stata una manovra che considero non all’altezza dei normali processi democratici”. Lo scrive in una nota il deputato del Pd Gianni Farina, eletto nella ripartizione Europa. “Tuttavia nel merito, – prosegue Farina – ritengo non sia una iattura per le nostre comunità italiane nel mondo. Gli elettori e le elettrici all’estero avranno maggiori possibilità di verificare la statura intellettuale, morale e politica di tutti i candidati e candidate.
“L’emendamento – prosegue Farina – ha un forte limite: non permette la reciprocità. Cioè, i candidati e le candidate residenti all’estero, senza attuare l’opzione di voto, non potranno presentarsi nei collegi italiani. La formulazione originaria di quell’emendamento che permetteva candidature dall’Italia in tutti e quattro i collegi esteri, l’abbiamo contrastata limitandole in un solo collegio. Dipenderà dai partiti e dai rapporti di forza interni ai partiti l’utilizzo virtuoso o improprio di questa opportunità.
Sono convinto che il Partito democratico non ‘paracaduterà’ alcun candidato/a nella Circoscrizione Estero”. (Inform)