direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Famiglie “oltre confine”, i primi risultati di uno studio esplorativo commissionato dalla Federazione Acli Internazionali condotto in sedici città del mondo

ITALIANI ALL’ESTERO

Dal Rapporto Italiani nel Mondo 2019 della Fondazione Migrantes

La storia dell’emigrazione italiana è in larga parte un “affare di famiglia”

ROMA – Come ogni anno il Rapporto Italiani nel Mondo 2019 realizzato dalla Fondazione Migrantes analizza la situazione della mobilità italiana. All’interno degli studi sulla mobilità internazionale c’è un’ampia convergenza rispetto all’esigenza di considerare le scelte migratorie in termini di decisioni familiari: il migrante non è un individuo isolato ma agisce all’interno di un nucleo familiare. La storia dell’emigrazione italiana infatti è in larga parte un affare di famiglia. La scelta di espatriare coinvolgeva tutti i membri del nucleo: alcuni partivano, altri restavano a casa, per poi magari raggiungere in un secondo momento coloro che erano già emigrati. Lo studio esplorativo si propone di superare l’individualismo tipico di molti studi sulle nuove mobilità italiane, proponendo i primi risultati di un’indagine sulle famiglie italiane in sedici città del mondo. Lo studio è stato commissionato dalla Federazione Acli Internazionali con l’obiettivo di sondare le caratteristiche delle famiglie italiane nelle città dove era attivo il progetto di Servizio civile internazionale “Italiani d’oltre confine”. Le città considerate sono tra le principali mete della mobilità contemporanea dei nostri connazionali: si va dalle grandi capitali europee (Parigi, Bruxelles, Londra) a centri più piccoli come Bedford in Gran Bretagna, Colonia e Stoccarda, Marsiglia e Valenciennes in Francia, Utrecht in Olanda, Lugano. Chiude la metropoli per antonomasia: New York. La formulazione di Sassen ha dato origine a diverse classificazioni, la più conosciuta delle quali è stata proposta dal Globalization and World Cities Research Network. Applicando la classificazione alle 16 città considerate nello studio è possibile associarne tre a livello alfa, cinque a livello beta, le rimanenti possono essere considerate città non globali.

La mobilità italiana post 1990 è composta in prevalenza da nuclei nei quali il rispondente ha un’età media inferiore ai 40 anni. In coerenza con la caratterizzazione anagrafica, l’anzianità migratoria è inferiore ai 10 anni con una maggioranza di famiglie spostatesi all’estero negli ultimi 5 anni (le regioni più rappresentate sono Lombardia, Sicilia e Lazio). La struttura familiare prevalente è la coppia con figli: ossia il 54,2% del campione. La percentuale tuttavia varia a seconda delle città: in generale nelle metropoli alfa tende ad essere superiore. C’è da evidenziare inoltre l’altissima percentuale delle coppie di fatto: tra le famiglie con figli, il 22,3% non si è unito in matrimonio. L’altro aspetto caratterizzante sono le coppie miste. Approfondendo la struttura delle famiglie con figli, si tratta per le più di famiglie con un solo figlio. L’ampiezza delle reti familiari degli expat è quindi abbastanza diversificata: gli schemi familiari sono vari e solo alcuni prevedono il matrimonio, anche in presenza di figli. Lo studio, a questo punto, prende in considerazione i motivi che spingono a tale spostamento: il miglioramento della posizione lavorativa è uno dei moventi fondamentali dei percorsi di mobilità verso l’estero. Ma da qualche anno sono ricorrenti i richiami da parte degli studiosi sulla parzialità di questo modo di intendere la mobilità italiana verso l’estero. In molti casi la decisione di migrare è determinata da più fattori congiunti: la ricerca del lavoro può combinarsi con il coronamento di un progetto di coppia, una passata esperienza di studio nel Paese di destinazione, valutazioni basate sulla qualità della vita nel suo complesso. Non sorprende constatare che la motivazione prevalente sia quella lavorativa; tuttavia occorre precisare che tale orientamento non dipende da precedenti condizioni occupazionali necessariamente penalizzanti. I dati lasciano intendere che la mobilità lavorativa sia stata optata soprattutto per migliorare la prospettive di carriera e mobilità sociale; quindi non necessariamente per fuoriuscire da una situazione di esclusione dal mercato del lavoro. La partecipazione al mercato del lavoro è molto elevata in tutte le città analizzate: considerando solo la posizione dell’intervistato, gli occupati sono il 78,4%. Ancora più probanti sono i dati relativi alle intervistate: il tasso di occupazione è dell’83, 8% mentre quello di inattività è di poco superiore all’11%. È bene ricordare che in Italia le donne occupate sono meno del 50%. Ovviamente occorre poi considerare anche la posizione lavorativa del partner: le coppie a doppia carriera sono nel complesso il 67,7%; le coppie composte da un occupato e un disoccupato sono invece il 15,6% mentre la combinazione di un occupato e un inattivo ammonta al 12,2%.

Passando ad analizzare il titolo di studio è possibile individuare una delle maggiori caratterizzazioni del campione esaminato, ovvero l’elevata diffusione di credenziali formative di tipo terziario. Nel complesso, gli intervistati in possesso di un diploma di scuola secondaria inferiore sono il 15,6%; ha un diploma di scuola secondaria superiore il 22,2%; una qualifica professionale il 7,3%; sommando infine laureati e persone con un titolo post-laurea si ottiene il 54,8% del campione. Si tratta di una percentuale molto elevata. In ogni caso alcune città sembrano attirare persone e famiglie più istruite: la percentuale di laureati è oltre il 75% a New York e Parigi. Analizzando poi l’interazione tra titolo di studio e livello di professionalizzazione, segmentata per tipo di città, si evidenzia che il possesso di una laurea nelle città globali non è sempre sufficiente per avere accesso ad una posizione lavorativa qualificata: i laureati che svolgono professioni high skilled sono il 32% contro il 42% riscontrato nelle città non globali. Può essere inoltre interessante comparare la classe professionale dei partner della coppia, per verificare tra le coppie a doppia carriera quante svolgano professioni poste sullo stesso livello di specializzazione. Le coppie che occupano posizioni professionali appartenenti alla stessa classe occupazionale sono il 41,3% del campione. Anche in questo caso la mobilità sembra aver permesso un relativo riequilibrio delle differenze tra i partner. In una coppia nella quale lavorano entrambi i membri, spesso una delle due occupazioni è ausiliaria: tipicamente in Italia ha queste caratteristiche la posizione lavorativa del partner femminile. Tra le famiglie expat questa tendenza sembra essere meno diffusa.

Per comprendere compiutamente le traiettorie assunte da un progetto migratorio, è necessario soffermarsi sulla stabilità dell’impiego. Bisogna capire se la scelta dell’espatrio abbia portato a un consolidamento della posizione lavorativa: possiede un lavoro a tempo indeterminato il 65,5% degli intervistati, mentre il lavoro a tempo determinato pesa per il 21,6% e le attività di consulenza e collaborazione per il 9,3%; infine il lavoro saltuario o in nero per il 3,6%. Tra le città con maggiore incidenza di contratti a tempo indeterminato si hanno: Bedford (82,1%), Londra (87,3%) e Stoccarda (81,2%). Si può dunque concludere che il profilo delle famiglie expat contattate durante la ricerca presenti tre elementi essenziali: un prevalente posizionamento nel segmento ad alta professionalità; una forte componente di occupazioni stabili; un riequilibrio delle posizioni professionali tra uomini e donne. La mobilità verso l’estero quindi compensa o previene i fenomeni di sottoccupazione e sovraistruzione subìti da alcuni segmenti della forza-lavoro italiana. Pertanto non sorprende il dato relativo alla propensione al rientro: solo il 15,6% del campione ha espresso l’intenzione di tornare a vivere stabilmente in Italia, mentre gli altri sono indecisi oppure non vogliono. (Maria Stella Rombolà/Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform