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Fabrizio Spada: I ritardi dei pagamenti, soluzione vicina?

COMMISSIONE EUROPEA

Da “Le 12 Stelle” , newsletter della Rappresentanza a Milano

Fabrizio Spada: I ritardi dei pagamenti, soluzione vicina?

MILANO – Le imprese italiane sono il motore dell’intera economia nazionale. Basti ricordare che l’80% della nostra innovazione ha origine proprio nell’industria, e che ogni posto di lavoro creato in questo settore ne stimola fino a due nel campo dei servizi. La forza delle imprese, specie delle piccole e medie, si vede anche a livello europeo: le PMI forniscono l’85% dei nuovi posti di lavoro, producendo quindi ricchezza e occupazione.

L’attuale crisi economico-finanziaria e la difficoltà di accesso al credito hanno però colpito duramente questo motore. A farne maggiormente le spese sono state proprio le PMI: la diminuzione dei consumi e la difficoltà delle banche nel fornire finanziamenti hanno portato molte di loro a ridurre significativamente le loro attività, a licenziare e a chiudere. I numeri fanno riflettere: da inizio anno sono più di 5 mila le imprese italiane che hanno dichiarato fallimento.

Che fare quando il motore della nostra economia si ingolfa? Come sappiamo, i temi dell’economia e della crescita economica sono al centro dell’azione del Governo italiano. L’Europa non è assente da questo dibattito: anche la Commissione europea ha messo in atto tutta una serie di politiche a favore delle imprese. Uno degli impegni più recenti, che ha avuto una risonanza importante in Italia, riguarda i pagamenti dovuti dalla Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese, stimati sui 100 miliardi di euro.

Il ritardo dei pagamenti non è solo un problema italiano, ma è qui da noi che assume dimensioni consistenti: i debiti delle PA vengono saldati in media dopo 180 giorni, ben al di là della media europea. Per sbloccare la situazione e garantire tempi più certi per il futuro, l’Unione europea ha approvato una direttiva che prevede per gli enti pubblici l’obbligo di pagare i propri debiti entro 30 giorni (portati a 60 in casi eccezionali), pena interessi di mora superiori all’8%.

La direttiva è stata recepita in Italia a inizio gennaio, entro i termini previsti dall’Unione europea, e costituisce un passo importante per permettere alle aziende di tornare a crescere, riavendo accesso al credito cui hanno diritto.

Inoltre, la Commissione ha seguito da vicino le proposte del Governo italiano per la riduzione dei debiti pregressi, ossia quelli esistenti prima dell’entrata in vigore della direttiva. È questa la parte più consistente dei debiti nei confronti delle imprese ed è su questo tema che l’attenzione del Governo si è concentrata, con l’approvazione dell’ormai noto decreto “sblocca-debiti”. È un segnale importante per l’economia e per ridare fiato alle imprese. Il pagamento dei debiti è un obbligo morale e un elemento indispensabile per rinstaurare un clima di fiducia per gli investimenti. In effetti, se è legittimo riscuotere tempestivamente i tributi, altrettanto doveroso è pagare i debiti alla scadenza, evitando ulteriori difficoltà ad aziende sane.(Fabrizio Spada*-Le 12 Stelle/Inform)

*Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea

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