PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
ROMA – Diritto all’assegno unico universale: eliminati i requisiti di residenza in Italia per i cittadini UE ed estesa la prestazione anche ai figli all’estero in un Paese comunitario . “Queste sono le importanti modifiche alla normativa dell’Assegno Unico Universale introdotte con la legge 50/2026 che confermano la fondatezza delle battaglie portate avanti in questi anni a tutela dei lavoratori italiani all’estero e dei nuclei familiari transnazionali” sottolinea Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale. “Da ora in poi -continua Porta – per i cittadini di un Paese membro della UE che lavorano in Italia non sarà più necessario aver maturato due anni di residenza né possedere il diritto di soggiorno permanente: sarà sufficiente essere cittadini comunitari iscritti ad una gestione previdenziale italiana e in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sia come lavoratori dipendenti che autonomi. Un lavoratore che si trasferisce in Italia per la prima volta avrà diritto all’Assegno Unico Universale sin dal primo mese di attività. È caduto inoltre il vincolo della residenza del figlio nel territorio nazionale: l’assegno infatti spetterà anche per i figli a carico che vivono in un altro Stato membro”. Porta ricorda di essere su questa materia intervenuto più volte, sia con emendamenti sia con atti ispettivi parlamentari, segnalando gli “effetti penalizzanti prodotti dall’esclusione dall’Assegno Unico di contribuenti che producono reddito e pagano le imposte in Italia ma hanno figli residenti all’estero”. Il deputato segnala che la modifica normativa è stata introdotta attraverso un emendamento governativo durante l’iter parlamentare di conversione del Decreto-Legge n. 19/2026 (Decreto PNRR), con l’obiettivo di evitare il giudizio della Corte di giustizia dell’Unione europea nell’ambito della causa C-630/24 promossa dalla Commissione europea. Nella nota si riporta come già nell’aprile del 2025, insieme ai colleghi del Pd Toni Ricciardi e Di Sanzo, Porta aveva presentato una specifica interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro richiamando la condizione dei “non residenti Schumacker”, cioè quei contribuenti che producono almeno il 75% del proprio reddito in Italia e che, fino al marzo 2022, potevano beneficiare delle detrazioni per figli a carico al pari dei residenti. Con l’introduzione dell’Assegno Unico tali detrazioni sono state eliminate senza alcuna misura compensativa. Il comunica rileva quindi come rimanga “ancora aperta la questione dei cittadini italiani residenti fuori dall’UE e del pieno ripristino delle detrazioni per figli a carico e dell’assegno al nucleo familiare per i contribuenti fiscalmente collegati all’Italia”. “La battaglia non è conclusa. Continueremo a lavorare in Parlamento affinché nessun lavoratore italiano che contribuisce al sistema fiscale e previdenziale del nostro Paese venga discriminato in base alla residenza dei propri familiari”, conclude Porta. (Inform)