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Ex ILVA, Francesco Giacobbe (Pd): “Serve un vero piano industriale”

PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – “Il settore siderurgico è strategico e irrinunciabile per il nostro Paese, ma proprio per questo non possiamo continuare a rincorrere le emergenze con provvedimenti parziali. Il tempo dell’attesa e delle soluzioni tampone è finito: servono decisioni, tempi certi e responsabilità”. Lo ha dichiarato il senatore del Partito Democratico Francesco Giacobbe, intervenendo in Senato nella discussione generale sul decreto-legge n. 154. Da Giacobbe è stata sottolineata la necessità che il Governo prenda tempestive decisioni “sulla riconversione industriale, sulla decarbonizzazione, sulle nuove tecnologie, sulle bonifiche, sull’occupazione e sulla tutela dell’indotto”. Per il senatore Pd la riconversione deve tenere insieme salute dei cittadini, tutela dell’ambiente, occupazione, salvaguardia dell’indotto e innovazione tecnologica, puntando su decarbonizzazione, forni elettrici, tecnologie DRI, efficienza energetica e formazione. “La cassa integrazione è necessaria per evitare licenziamenti, ma non può diventare la destinazione permanente di migliaia di lavoratori. Occorre offrire una prospettiva concreta di rientro, accompagnata da formazione e riqualificazione”, ha sottolineato Giacobbe, richiamando anche la necessità di tutelare le imprese dell’indotto. Altro punto centrale è la salvaguardia dell’unità industriale del gruppo: “Dobbiamo tenere insieme Taranto, Genova, Novi Ligure e gli altri siti. Non possiamo accettare una vendita per pezzi che lasci allo Stato gli oneri ambientali e sociali e trasferisca ai privati soltanto le attività più redditizie. Un eventuale acquirente deve essere valutato per la solidità del piano industriale, gli investimenti e le garanzie occupazionali”.

“Al Governo chiediamo quattro cose immediate: un programma chiaro per la fermata e la messa in sicurezza degli impianti; l’operatività degli ammortizzatori per l’indotto; la convocazione a Palazzo Chigi di un tavolo nazionale permanente; risorse e tempi certi per bonifiche, forni elettrici e decarbonizzazione”. “Non possiamo più discutere soltanto se spegnere o non spegnere l’ILVA – ha concluso Giacobbe –. Dobbiamo decidere quale ILVA vogliamo costruire: una siderurgia moderna, tecnologicamente avanzata e sostenibile, capace di tutelare salute, ambiente e lavoro e di

garantire al Paese una produzione di acciaio strategica e competitiva”. (Inform)

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