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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Etiopia, l’intervento del Presidente del Consiglio Meloni al vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari: “Il cibo è un diritto, un’espressione culturale, il pilastro dell’identità e della sovranità di una Nazione. Ma è anche il primo tassello per essere davvero liberi, indipendenti e padroni del proprio destino”

ESTERI

(Fonte foto Presidenza del Consiglio)

ADDIS ABEBA – Nel contesto del vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari in corso in Etiopia, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un incontro bilaterale con il Primo Ministro Abiy Ahmed, presso il Palazzo Nazionale e, in seguito, con il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf. Nel suo intervento al vertice ONU il Premier Meloni ha ricordato che è la prima volta che questo summit si svolge in Africa. “Abbiamo scelto di co-organizzare con il governo etiope questo appuntamento ad Addis Abeba, non solo perché l’Italia è legata all’Etiopia da un rapporto speciale e da una cooperazione pragmatica fondata su progetti e iniziative concrete, ma anche perché riteniamo fondamentale coinvolgere il Continente africano come protagonista nelle scelte e nelle azioni della comunità internazionale. A partire, ovviamente, dalla sfida epocale che è oggetto dei nostri lavori oggi: la sicurezza alimentare”, ha rilevato Meloni sottolineando che in Africa una persona su cinque soffre la fame e non ha accesso a cibo sicuro. “Sappiamo bene che quando le persone non hanno accesso a cibo sufficiente o perdono i mezzi per produrlo, le conseguenze possono essere catastrofiche: la povertà si aggrava, i conflitti si intensificano, le comunità diventano più vulnerabili alla violenza, al terrorismo, alla migrazione forzata”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio ritenendo i sistemi alimentari un motore di crescita e di sviluppo, tanto per le Nazioni più fragili quanto per quelle economicamente più solide. “Al centro della nostra azione deve esserci quindi lo sviluppo delle comunità nelle quali scegliamo di concentrare i nostri interventi, perché non basta aiutare quelle comunità a produrre il cibo necessario per sfamare la popolazione ma è necessario anche che quel cibo possa essere commercializzato e avere accesso ai mercati, con filiere produttive e distributive solide e resistenti”, ha spiegato Meloni ricordando che questo è anche il filo rosso che lega le iniziative e i progetti del Piano Mattei per l’Africa: a partire, ovviamente, dal settore agro-alimentare. Tra i Paesi menzionati dal Premier ci sono anche Senegal, Ghana e Congo; l’auspicio è che si possano coinvolgere anche Costa d’Avorio e Kenya. “Il nostro è uno schema che sta funzionando anche in Tunisia, dove stiamo rafforzando le capacità e le competenze per l’utilizzo dell’acqua, risorsa attorno al quale si giocherà sempre di più una sfida anche geopolitica e di sovranità. Ma abbiamo scelto di declinare questa visione anche in altri progetti, come quello costruito insieme al Global Gateway dell’Unione europea, che combina risorse finanziarie europee e capitali privati per sostenere lo sviluppo delle filiere produttive del caffè in diverse Nazioni africane”, ha spiegato Meloni citando anche l’aspetto formativo e nello specifico il Polo di formazione professionale agricola che nascerà in Algeria e che servirà da punto di riferimento per il Sahel e per l’Africa intera. Secondo il Presidente del Consiglio un passo fondamentale è il sostegno all’autosufficienza di questi Paesi. “Il cibo è un diritto, un’espressione culturale, il pilastro dell’identità e della sovranità di una Nazione. Ma è anche il primo tassello per essere davvero liberi, indipendenti e padroni del proprio destino”, ha concluso Meloni. (Inform)

 

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