direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Esaminato dalla Commissioni Esteri l’Accordo di sicurezza sociale tra il Italia e Canada

CAMERA DEI DEPUTATI

Gli interventi della relatrice Sandra Zampa, del sottosegretario agli Esteri Mario Giro e dei deputati Fabio Porta (Pd) e Alessandro Di Battista (M5S)

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera ha esaminato il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di sicurezza sociale tra il Italia e Canada stipulato a Roma il 22 maggio 1995, con Protocollo aggiuntivo del 22 maggio 2003.

La seduta è stata aperta dalla relatrice Sandra Zampa che ha spiegato come nei 33 articoli dell’accordo, che si applicherà a persone che siano, o siano state, soggette alla legislazione di uno degli Stati contraenti e ai loro familiari o superstiti, siano elencate le gestioni assicurative italiane e canadesi a cui si applicherà l’intesa, prevedendo altresì l’estensione a eventuali successive modifiche legislative in Italia o in Canada. L’accordo stabilisce sia la trasferibilità territoriale delle prestazioni di cui una persona sia titolare, anche qualora risieda in uno Stato terzo rispetto all’Italia o al Canada, sia che una persona che svolge attività lavorativa subordinata nel territorio di uno dei due Stati contraenti sia soggetta esclusivamente alla legislazione di quel medesimo Stato; qualora invece si tratti di lavoratore autonomo che opera in entrambi i Paesi, questi sarà soggetto alla sola legislazione del Paese di residenza. L’articolo 7 dell’intesa prevede anche che un lavoratore dipendente inviato nel territorio dell’altro Stato contraente rimanga soggetto alla legislazione dello Stato di origine, purché il periodo del distacco non superi i 24 mesi. Qualora il distacco si prolunghi oltre tale termine, comunque, le autorità o istituzioni competenti potranno convenire che la persona rimanga ugualmente assoggettata solo alla legislazione dello Stato di origine. Un accorgimento, quest’ultimo che viene incontro alle esigenze imposte dalla sempre maggiore mobilità delle imprese italiane e canadesi operanti all’estero .  L’articolo 10 salvaguarda invece le disposizioni in materia previdenziale contenute nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961 e nella Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963. Ugualmente, è previsto che saranno soggetti solo alla legislazione dello Stato contraente di origine gli impiegati pubblici o le persone ad essi assimilate, inviati a lavorare nel territorio dell’altro Stato contraente o ivi assunte. Da segnalare inoltre l’articolo 13, che prevede la possibilità della totalizzazione dei periodi contributivi accreditati nei due Paesi consentendo il raggiungimento più agevole dei minimi contributivi e un più elevato livello delle prestazioni, e il 14 che estende la totalizzazione, in caso di carenza contributiva del soggetto interessato dopo la totalizzazione tra Italia e Canada, anche ai periodi contributivi accreditati nei sistemi previdenziali di Paesi terzi, a condizione che tanto l’Italia quanto il Canada abbiano in vigore con detti Stati separati Accordi in materia previdenziale che includano la clausola di totalizzazione dei periodi contributivi. La relatrice ha poi ricordato come l’applicazione concreta delle previsioni sulla totalizzazione per il calcolo delle prestazioni venga disposta dagli articoli 17 e 18 (per la legislazione canadese) e dall’articolo 19 (per la legislazione italiana). In particolare il comma 5 dell’articolo 19 prevede che, se la somma di prestazioni cui una data persona ha diritto ai sensi delle legislazioni di entrambe le parti non raggiunge l’importo del trattamento minimo di pensione stabilito dalla legislazione italiana, la competente istituzione del nostro paese conceda l’integrazione per il raggiungimento di tale importo. Una disposizione, quest’ultima, che interessa direttamente i nostri connazionali rimpatriati dal Canada. In ragione del peculiare assetto istituzionale canadese, l’articolo 30 dell’accordo prevede poi la possibilità della conclusione di intese in materia di sicurezza sociale tra le competenti autorità italiane e una qualsiasi provincia canadese, purché tali intese non siano in contrasto con le disposizioni dell’accordo stesso. Per quanto riguarda invece gli oneri derivanti dall’applicazione dell’accordo  la relatrice ha spiegato che sono stati valutati in 313.600 euro per il 2014, 521.600 euro per il 2015 e 2.555.500 euro a decorrere dal 2016.

Ha poi preso la parola il sottosegretario agli Esteri Mario Giro che ha espresso l’auspicio che il disegno di legge venga approvato quanto prima, sia per porre fine alla lunga attesa della ratifica, sia per evitare che le imprese italiane operanti in Canada perdano competitività a causa della prossima entrata in vigore del nuovo accordo commerciale tra l’Unione europea e il Canada (Canada-European Union Comprehensive Economic Trade Agreement). Dal canto suo il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale ha espresso grande soddisfazione per la discussione in Parlamento dell’Accordo di sicurezza sociale con il Canada, la cui ratifica era attesa ormai da quasi venti anni. Un ritardo che, per Porta, ha recato danno non soltanto all’immagine dell’Italia all’estero, ma anche alle imprese italiane in loco e soprattutto alla nostra comunità in Canada. Porta, dopo aver sollecitato il Governo a presentare tempestivamente in Parlamento anche il disegno di legge di ratifica dell’accordo di sicurezza sociale stipulato fra Italia e Cile, ha sottolineato come le ratifiche di queste intese acquistino sempre maggiore importanza anche a causa dell’intensificazione  dei flussi migratori e della conseguente costituzione in Italia di comunità di stranieri spesso consistenti. Da segnalare anche l’intervento del deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista che ha espresso scetticismo in merito alla quantificazione e alle modalità di copertura dell’onere finanziario necessario per l’applicazione dell’accordo. Il presidente della Commissione Fabrizio Cicchitto ha infine annunciato che il provvedimento sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri di merito. (Inform)

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