SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – La Commissione Esteri-Difesa del Senato ha esaminato la ratifica dell’accordo di partenariato economico tra UE – e suoi Stati membri – e il Ghana: l’accordo fu siglato a Bruxelles nell’estate 2016. Il relatore, senatore Alfieri (PD), ha spiegato che il Ghana, Paese di oltre 30 milioni di abitanti, in netta prevalenza cristiani, occupa un’area di notevole importanza strategica in Africa occidentale, stretta fra il Golfo di Guinea, la Costa d’Avorio, il Burkina Faso e il Togo. Ex colonia britannica, il Paese, primo tra le nazioni dell’Africa sub-sahariana, ottenne l’indipendenza dal Regno Unito nel 1957, entrando da allora a far parte del Commonwealth delle Nazioni e avviandosi a diventare una delle economie più solide della regione occidentale del continente africano, forte soprattutto dell’industria estrattiva e della produzione di cacao, di cui è il secondo esportatore al mondo. Membro attivo dell’Unione Africana e della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), il Ghana risulta essere tra i principali fornitori africani di truppe per le operazioni di peace-keeping delle Nazioni Unite. Con l’Italia, che è il suo dodicesimo fornitore commerciale, il Paese africano vanta ottime relazioni bilaterali e un positivo interscambio commerciale. L’accordo in via di ratifica, frutto di un iter negoziale complesso e piuttosto lungo, – ha spiegato il relatore – oltre ad essere finalizzato a porre le basi di uno sviluppo sostenibile del Paese africano attraverso la progressiva rimozione delle barriere commerciali e il rafforzamento della cooperazione economica con l’Unione europea, punta a garantire al Ghana un accesso privilegiato al mercato europeo, anche in vista di un consolidamento della relazione economica e commerciale complessiva dell’Europa con l’intera regione dell’Africa occidentale. Il testo, che si compone di 82 articoli, – ha continuato il relatore- ha l’obiettivo di permettere al Ghana di beneficiare di un miglior accesso al mercato dell’Unione europea, di gettare le basi per la negoziazione di un accordo di partenariato economico ancora più esteso, di promuovere una graduale integrazione del Paese africano nell’economia mondiale, nonché di rafforzare le relazioni esistenti fra le Parti su basi di solidarietà e reciproco interesse. L’intesa definisce, quindi, i termini del partenariato per lo sviluppo, da attuarsi non solo in forma finanziaria tramite le risorse del nuovo Strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale, ma anche mediante il sostegno delle politiche di cooperazione dei singoli Stati membri, nel rispetto dei principi di complementarietà degli aiuti e di efficacia. Inoltre disciplina gli aspetti tecnici relativi al regime commerciale per le merci, con riferimento ai dazi doganali e alle misure non tariffarie, agli strumenti di difesa commerciale, al regime doganale e all’agevolazione degli scambi commerciali, agli ostacoli tecnici al commercio e alle misure sanitarie e fitosanitarie. Alfieri ha poi spiegato come l’accordo richiami gli aspetti relativi ai servizi, agli investimenti e alle regole connesse al commercio, impegnando le Parti a concludere al più presto un completo accordo di partenariato economico, e disciplina le modalità di prevenzione e risoluzione di eventuali controversie, recando altresì clausole di eccezioni generali, fra cui quelle relative alla tutela della pubblica sicurezza, della vita e del patrimonio nazionale, e specifiche in tema di sicurezza e fiscalità. Infine si impegnano le Parti all’esecuzione dell’accordo anche tramite la creazione un Comitato APE responsabile dell’amministrazione dei settori coperti dall’intesa, nonché a facilitare la cooperazione in tutti i settori previsti dall’intese fra le regioni ultra-periferiche dell’Unione europea e il Ghana. Il relatore ha inoltre segnalato le regioni ultra-periferiche dell’Unione europea interessate dall’articolo 74, ovvero i Dipartimenti francesi d’oltremare (Guadalupa, Martinica, Guyana francese, Riunione), le Azzorre, Madeira e le Isole Canarie, mentre il protocollo disciplina gli aspetti correlati all’assistenza amministrativa reciproca in materia doganale. Evidenziato da Alfieri come questi ulteriori strumenti normativi costituiscano una parte integrante dell’accordo in via di ratifica. Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli. Con riferimento agli oneri economici, l’articolo 3 li quantifica complessivamente in poco meno di 14.000 euro annui a decorrere dall’anno 2024, essenzialmente ascrivibili a spese di missione. L’analisi delle compatibilità dell’intervento non segnala criticità di ordine costituzionale, né di contrasto con il diritto dell’Unione europea e con le altre norme di diritto internazionale cui l’Italia è vincolata. IL seguito dell’esame è stato rinviato dalla Commissione. (Inform)