ITALIANI ALL’ESTERO
BOLOGNA – Il passaggio dalla Giunta all’Assemblea legislativa e l’elezione del presidente e dei due vicepresidenti fra i consiglieri regionali, senza alcuna indennità aggiuntiva. E’ la nuova Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, così come ridisegnata dall’Assemblea legislativa regionale, che ha approvato questa settimana ,dopo un lungo confronto in Aula, la legge di riforma dell’organismo regionale. Il provvedimento, presentato da alcuni consiglieri regionali del Pd, con Roberta Mori prima firmataria, ha per titolo “Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo”, ed è stato votato da Pd e Sel, contrari Ln, M5s, astenuti Fi e Fdi.
Abbinato al testo varato, un secondo progetto di legge (“Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 Interventi in favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo”) a firma Giulia Gibertoni e altri consiglieri M5s, che prevedeva la cancellazione della Consulta.
Il dibattito in Aula è stato introdotto dalle relazioni di maggioranza e di minoranza, svolte da Roberta Mori (Pd) e Massimiliano Pompignoli (Ln).
“Le novità sostanziali di questa riforma- ha spiegato Roberta Mori- stanno nel passaggio di gestione della Consulta direttamente nella responsabilità dell’Assemblea legislativa, in particolare sotto la guida di un consigliere regionale che ne assume la presidenza insieme a due vicepresidenti (un altro consigliere regionale, di opposizione, e un residente all’estero), senza ulteriori compensi rispetto all’indennità di consigliere”. Si prevede che la Consulta “venga costituita a inizio legislatura e duri in carica fino a scadenza della legislatura. L’organismo si riunirà almeno due volte all’anno e l’Assemblea convocherà almeno una volta nella legislatura la Conferenza regionale degli emiliano-romagnoli all’estero”. Si prevedono “interventi a favore degli italiani emigrati che rientrino in Emilia-Romagna e che la Regione incentivi indagini e ricerche, e valorizzi le migliori realizzazioni degli emiliano-romagnoli all’estero, in ambito artistico, culturale e scientifico”. Infine, “su proposta della Consulta, l’Assemblea approverà il Piano triennale degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all’estero, quantificando e assicurando le risorse necessarie”.
“Negli ultimi 4 anni – ha ricordato Mori – gli iscritti emiliano-romagnoli all’AIRE , l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, sono passati da 110mila a 147mila. Più di un milione sono i corregionali emigrati in diversi periodi della nostra storia e tuttora si registra un orientamento all’espatrio, almeno temporaneo, in particolare dei giovani tra i 18 e i 24 anni”.
Fra gli emendamenti presentati in Aula dalla relatrice Mori, quelli che stabiliscono che la Giunta, dopo la nomina del nuovo presidente della Consulta, trasferisca in capo all’Assemblea legislativa tutte le risorse umane, finanziarie e strumentali attribuite alla Consulta per l’esercizio 2015, e che tale disponibilità debba essere assicurata per gli anni successivi. Approvato un emendamento firmato da Tommaso Foti (Fdi) che all’inizio di ogni legislatura elimina il parere preventivo della commissione Parità e diritti sull’istituzione della Consulta. (Inform)