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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Emergenza Covid-19, lettera degli italiani nel Regno Unito a Boris Johnson: “Fate di più contro il Coronavirus”

ITALIANI ALL’ESTERO

LONDRA –Una lettera firmata da cento connazionali è stata recapitata al capo dell’esecutivo britannico, Boris Jonhson  per chiedere di fare di più contro il Coronavirus e tenere in considerazione le indicazioni contro il contagio fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La petizione è stata lanciata da Manfredi Nulli, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia di Covid-19 una pandemia e il numero di persone infette nel Regno Unito sta crescendo rapidamente…Come membri della comunità italiana nel Regno Unito, vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per il fatto che le attuali misure adottate nel Regno Unito per contenere Covid-19 sembrano essere meno che adeguate a queste difficili circostanze”, si legge nella lettera evidenziando come tutti gli esperti in campo sanitario raccomandino l’isolamento sociale quale unico modo per contenere la diffusione del virus: questo in attesa di avere un vaccino efficace. “Un livello adeguato di isolamento sociale allenterà, con ogni probabilità, la diffusione di Covid-19. Molti Paesi europei hanno annunciato misure più forti per contenere la diffusione del virus: l’Irlanda ha deciso di chiudere le scuole, la Francia è pronta a fare lo stesso nell’immediato futuro….il Governo italiano ha invece imposto restrizioni alla libertà di circolazione delle persone. “E’ significativo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia elogiato le azioni dell’Italia in questo senso, come la cosa giusta da fare. Misure simili sono state istituite anche in altri Paesi: tali misure drastiche avranno, evidentemente e infelicemente, ripercussioni importanti e negative su ciascun Paese e sull’economia globale. Tuttavia, è molto probabile che salveranno molte vite umane, il problema più importante da considerare nell’attuale crisi sanitaria”, conclude la lettera. (Inform)

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