STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su Tribuna Italiana di oggi, l’editoriale del direttore Marco Basti
BUENOS AIRES – Pochissimi giorni ancora per esercitare il diritto di voto, da parte degli italiani all’estero che hanno avuto la cura e la premura di iscriversi al registro elettorale e la fortuna di essere stati effettivamente iscritti, per partecipare alle elezioni per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Il 17 aprile, infatti, sarà l’ultimo giorno durante il quale le sedi consolari in Argentina e nel resto del mondo, riceveranno le buste elettorali, restituite dagli elettori, con il voto espresso per eleggere i consiglieri che faranno parte dei rispettivi Comites.
E’ molto importante che chi si è iscritto, voti e faccia arrivare il suo voto nei consolati e che chi non ha ricevuto il plico elettorale, pur avendosi iscritto, reclami il duplicato.
Anche se a Roma (ma non solo) hanno voluto snobbare e rendere difficile il voto degli italiani all’estero, bisogna dimostrare che gli italiani all’estero meritano rispetto, e lo meritano i rappresentanti che saranno eletti, anche da quei pochi connazionali che hanno avuto la volontà e la responsabilità di iscriversi.
L’altro argomento del titolo, riguarda il pagamento delle pensioni INPS. Come è noto, sono in corso le operazioni annuali dell’INPS, di certificazione dell’esistenza in vita dei beneficiari residenti all’estero e della dichiarazione dei redditi che ogni anno reclama l’ente previdenziale italiano. Chi avesse bisogno di assistenza, può chiederla, gratuitamente, alla vasta rete di patronati italiani presenti in Argentina.
Ma sul fronte pensione italiana ci sono due novità. Da una parte la sentenza della Corte Suprema, a conferma di quanto deciso dalla corte d’appello federale di La Plata, a sostegno di una sentenza di un giudice di Lomas de Zamora che aveva dato ragione alla vedova di un pensionato italiano che aveva fatto causa per ottenere che la pensione INPS le fosse pagata in euro. Le sentenze favorevoli ai pensionati italiani (che sono diecine), mettono bianco su nero il fatto che c’è un accordo previdenziale bilaterale tra l’Argentina e l’Italia, che prevede il pagamento in euro, e che un trattato bilaterale, per l’ordinamento legale argentino, è superiore giuridicamente a una decisione della Banca Centrale.
Ora, il Banco Itaú (convenzionato col Citibank a sua volta incaricato dall’INPS italiano), chiedono una formale liberatoria ai singoli pensionati, per poter effettuare d’ufficio il cambio Euro/Pesos, dicendo che in caso contrario non sono in grado di erogare gli assegni pensionistici; la procedura è probabilmente legata proprio alla sentenza citata che configurerebbe la “pesificazione” come illegale in assenza di un assenso dei singoli pensionati.
C’è da ricordare però che il contratto delle banche con l’INPS, prevede il pagamento da parte dell’ente previdenziale italiano, anche delle spese che possa affrontare la banca nelle operazioni di compravendita della valuta estera. Per cui non si capisce, perché il Banco Itaú esige queste dichiarazioni ai pensionati italiani, così come comincerà a esigere un certificato di esistenza in vita ogni tre mesi. Perché esigerlo se per l’INPS basta la certificazione una volta all’anno?
Quindi è lecito chiedersi chi si occupa di controllare il Banco Itaú? Non dovrebbe essere l’INPS che, all’estero dovrebbe affidare tale controllo alla rete diplomatico-consolare? E chi difende i pensionati? Dovrebbero essere i Patronati? I parlamentari eletti all’estero? Comites e Cgie?
E chi esigerà allo Stato argentino il rispetto dei trattati e delle sentenze della giustizia argentina? O sarà necessario che ogni pensionato si rechi dal giudice?
E’ evidente che tra lo Stato italiano e lo Stato argentino ci sono molte differenze, ma nei confrontidegli italiani residenti in questo paese, sembrano dimostrare la stessa indifferenza.
I Comites sono rappresentanti eletti dalla gente. Speriamo che i nuovi eletti si impegnino seriamente nella difesa della comunità e di ognuno dei cittadini. Se ne sente il bisogno. (Marco Basti . Tribuna Italiana /Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.