ITALIANI ALL’ESTERO
Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo
BOLOGNA – “Oltre i confini: dati e volti dell’emigrazione italiana 2024″, è il titolo della puntata di Dossier – format online di informazione della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo – che ha visto la partecipazione di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Insieme a lei sono intervenuti anche Monsignor Pierpaolo Felicolo (Direttore Generale della Fondazione Migrantes) e Maria Chiara Prodi (Segretaria Generale del CGIE e Direttrice della Maison de l’Italie di Parigi). Il dibattito è stato introdotto da Gianfranco Coda (membro della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo) che ha precisato come proprio il RIM sia fonte di ispirazione e di partenza per ogni confronto di natura qualitativa e quantitativa sulle dinamiche migratorie italiane, vedendone l’evoluzione nello spazio e nel tempo. In particolare, il numero del RIM di quest’anno contiene un focus sul tema della cittadinanza. Dal canto suo Mons. Felicolo ha sottolineato come la Fondazione Migrantes sia da sempre, per sua stessa natura, al centro delle questioni legate alla mobilità umana. “Ci sta a cuore creare cultura e divulgare queste realtà”, ha precisato il Monsignore segnalando come a volte vi sia anche superficialità intorno al tema delle migrazioni con una certa confusione attorno alle figure dei migranti dove spesso le diverse tipologie vengono addirittura sovrapposte o mescolate nello stesso calderone. “Bisogna conoscere le situazioni ed entrarci dentro”, ha aggiunto Felicolo. La sociologa Delfina Licata ha sottolineato come proprio il tema della cittadinanza sia stato complesso da trattare; d’altronde complessa e strutturale è la stessa emigrazione italiana anche sotto un profilo storico. “Questa diciannovesima edizione dà riscontro di questi elementi. Quella che facciamo è una narrazione corale”, ha spiegato Licata precisando che oltre sessanta autori, per lo più dall’estero, hanno descritto queste dinamiche nel RIM 2024. “È una complessità narrata nel tempo che ci dà anche la possibilità di vederne i cambiamenti. In diciannove anni la nostra presenza all’estero è cresciuta del 97%”, ha aggiunto Licata riferendosi agli italiani iscritti all’Aire. “L’Italia che cresce è quella che mette radici e che risiede all’estero: un’Italia sempre più dinamica”, ha continuato Licata affiancando questo fenomeno con il suo esatto contrario: ossia lo spopolamento interno e il tasso di invecchiamento della popolazione residente in Italia. Licata ha poi sottolineato come il fenomeno migratorio italiano sui di fatto quasi esclusivamente in uscita e infatti il filo rosso dell’edizione dello scorso anno era cercare di capire se si potesse intravedere una possibilità per parlare di migrazioni circolare e di ritorno. “È un processo migratorio unidirezionale e quando si sta all’estero non si sceglie quasi mai di tornare, anche se il desiderio ci sarebbe. Culturalmente parlando, l’Italia non è pronta a valorizzare il processo migratorio”, ha precisato Licata che sulla varietà delle destinazioni all’estero ha invece ricordato che oltre il 70% degli emigranti preferisca l’Europa e che gli espatri riguardano l’intera Penisola. La Segretaria Generale Prodi ha spiegato che alla base della tematica c’è la questione di numeri, della narrazione ma anche di infrastrutture tanto partecipative quanto istituzionali. Prodi ha spiegato l’importanza per gli italiani all’estero di avere una relazione forte con l’Italia. “Avere due amori è una caratteristica fondante di un progetto migratorio. Nella battaglia delle identità si rischia di perdersi”, ha aggiunto la Segretaria Generale richiamando l’attenzione sull’importanza di creare e mantenere legami. “Il Cgie rappresenta le comunità ; ma non è solo una sfida del Consiglio Generale , bensì di tutte le persone in emigrazione. Emigriamo come singoli o cerchiamo di farlo guardandoci attorno stringendo relazioni con le altre persone?”, ha aggiunto Prodi ponendosi la domanda su come valorizzare l’emigrazione attraverso quelle istituzioni che possono essere l’autostrada per dare risposte a tali quesiti. “La sfida è essere comunità all’estero”, ha precisato Prodi parlando anche di rinnovamento e di trasmissione generazionale nel mondo associativo. “Non c’è niente di più efficace del legame dei piccoli territori”, ha aggiunto la Segretaria Generale parlando anche del progetto della Maison de l’Italie che aiuta a far convivere i giovani talenti provenienti da diverse parti del mondo. Prodi ha anche segnalato i propositi del Cgie per il 2025: la messa in sicurezza del voto per gli italiani all’estero, la legge sulla cittadinanza, gli incentivi di rientro. “Questi sono i tre temi sui quali lavoreremo nel 2025”, ha sottolineato la Segretaria Generale annunciando che si proverà a innovare l’assetto istituzionale su questi temi coinvolgendo le diverse entità del mondo della rappresentanza e di quello associativo. Prodi ha rilevato come ancora ad oggi non sia permesso a un italiano residente fuori dall’UE di votare per il rinnovo del Parlamento europeo se non rientrando fisicamente in Italia per esercitare il voto in presenza. (Inform