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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Domani all’Università Federico II il convegno “Combattere lo sfruttamento lavorativo: quali strumenti?”

CONSIGLIO ITALIANO RIFUGIATI

Momento conclusivo del progetto biennale “Rosarno… e poi?”, iniziativa promossa per favorire l’accesso a misure di tutela e integrazione per stranieri vittime di sfruttamento lavorativo

 

NAPOLI – Domani all’Università Federico II di Napoli (Dipartimento di Giurisprudenza, Aula Cicala, Corso Umberto I) si svolgerà alle ore 14.30 il convegno intitolato “Combattere lo sfruttamento lavorativo: quali strumenti? L’esperienza del progetto Rosarno… e poi?” finanziato dalla Fondazione con il Sud.

Si tratta del momento conclusivo del progetto biennale “Rosarno… e poi?”, iniziativa promossa per favorire l’accesso a misure di tutela e l’avvio di percorsi di integrazione per stranieri vittime di sfruttamento lavorativo nelle province di Salerno e Caserta, attraverso una pluralità di azioni: informazione sul territorio, orientamento socio-legale, assistenza legale, mediazione culturale, accoglienza e predisposizione di specifici percorsi di integrazione sociale e sanitaria. In questi due anni oltre 3.500 persone hanno ricevuto orientamento socio-legale nell’ambito del progetto, mentre 150 vittime di sfruttamento hanno beneficiato di servizi specifici per l’integrazione, con oltre 70 azioni legali intraprese. Il percorso, finanziato dalla Fondazione con il Sud è stato gestito dal Consiglio Italiano per i Rifugiati insieme con il Comitato per il Centro Sociale Ex Canapificio, la Comunità Rut Suore Orsoline, la Caritas Diocesana di Caserta, l’Ufficio Immigrazione e Asilo Cir – Provincia di Salerno, l’Associazione Futura e l’Università degli Studi Federico II di Napoli.

L’iniziativa è maturata in seguito ai preoccupanti dati emersi sullo sfruttamento lavorativo in Campania, regione che ha registrato una presenza crescente nel numero di stranieri residenti (passata da 164mila unità nel 2010 a oltre 203mila nel 2014, in base ai dati del Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes) a cui si aggiunge un popolo di lavoratori stagionali nei periodi di raccolta agricola. Il dato sull’incidenza del lavoro sommerso in agricoltura è in costante aumento – nel 2014 interessa il 32% dei lavoratori dipendenti – ponendo la Campania, insieme alla Calabria, in cima alla lista delle regioni italiane che registrano maggiori irregolarità occupazionali.

Il fenomeno dello sfruttamento lavorativo ha molte dimensioni, non interessa solo l’agricoltura. La cultura diffusa di illegalità si allarga infatti al mondo degli affitti, della sanità, e a tutti i modi in cui una persona migrante o rifugiata nella Piana del Sele, a Castel Volturno o in altri “non luoghi” dispersi nelle campagne, nei cantieri o dietro mura domestiche può essere considerato solo come “braccia”, come “mezzo” di guadagno senza diritti e senza dignità.

Il convegno intende essere una riflessione sulle politiche che la Regione Campania adotta per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo, sugli strumenti di tutela giuridica e la loro reale applicazione, sulle storie, i risultati e le criticità che gli operatori incontrano nel lavoro sul campo per la tutela e l’integrazione delle vittime. Parteciperanno rappresentanti delle istituzioni della Regione, della Prefettura, della Direzione Territoriale del Lavoro, avvocati, magistrati e rappresentanti di associazioni di tutela quali Asgi, Medu, il Comitato per il Centro Sociale Ex Canapificio. Il programma completo del convegno è disponibile sul sito: www.cir-onlus.org. (Inform)

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