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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Domani a Tirana l’inaugurazione della mostra Mostra “The Sun Also Sets” e “The Inner Door” di Anila Rubiku

CULTURA

 

TIRANA – L’Istituto Italiano di Cultura di Tirana collabora con ZETA Contemporary Art Center alla presentazione di “The Sun Also Sets”, prima mostra personale di Anila Rubiku in Albania e curata da Kari Conte. L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 1 marzo 2025 dal lunedì a sabato dalle 11 alle 19, verrà inaugurata alle ore 18, 30 di domani 30 gennaio presso il ZETA Contemporary Art Center (Rruga: “Abdyl Frasheri”, Nd. 8, H. 7, Ap. 4 – Tirana).  Anila Rubiku (Durazzo) è un’artista italiana di origine albanese formatasi all’Accademia d’Arte di Tirana (1994) e all’Accademia di Belle Arti di Brera (2000). Attualmente lavora tra Milano, Toronto e Durazzo. Il suo lavoro, intimamente connesso con questioni politiche e sociali, utilizza vari media: installazione, scultura, ricamo, incisione, pittura. Nelle sue opere affronta con taglio poetico e ironico temi legati alla disuguaglianza di genere e all’ingiustizia sociale (Vierzon Biennale, 2022, Biennale dell’Avana, 2019, 5ª Biennale di Salonicco, 2015), che toccano temi ambientali (Biennale di Kiev, 2012) e relazionali (56th October Salon, Belgrado, 2016), riflettendo sul significato dell’essere immigrati oggi (Biennale di Venezia, 2011, Hammer Museum residence, Los Angeles, 2013) e sul rapporto tra città e democrazia (Biennale di Architettura di Venezia, 2008).

Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui: Frac Centre Val De Loire, The National Gallery of Art (Washington DC); Mint Museum (Charlotte NC, USA); Museo di Israele (Gerusalemme); National Museum of Women in the Arts (Washington DC); Deutsche Bank Collection (Londra, UK); Edition 5 Collection (Erstfeld, Svizzera). Per il suo impegno sociale è stata premiata da Human Right Foundation e nel 2014 ha ricevuto la menzione dal Foreign Policy Magazine e dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Ispirata dalla poesia Ozymandias di Percy Bysshe Shelley, Anila Rubiku artista italiana di origine albanese riflette sull’arroganza dei sovrani che tentano di lasciare un segno permanente negli spazi pubblici, per poi per vedere questi segni materiali subire l’erosione del tempo. Il titolo della mostra si ispira alla constatazione che anche se i paesaggi cambiano, il sole si alzerà e tramonterà sempre su di loro. In questa mostra vengono presentati sessanta intricati disegni, incisioni e acquerelli di Rubiku che documentano la trasformazione dei paesaggi urbani e rurali dell’Albania, in particolare a Tirana e Durres. Questi lavori su carta – creati tra il 2016 e il 2018 ed esposti per la prima volta a ZETA Contemporary Art Center – sono un secolo di corruzione e mutevoli poteri politici attraverso le statue, i monumenti e l’architettura legati ai regimi di Enver Hoxha, Joseph Stalin e Vladimir Lenin . Attraverso una rigorosa ricerca d’archivio, Rubiku ricostruisce la storia di siti emblematici come Piazza Skanderbeg e Piazza Liria, modellati da influenze architettoniche ottomane, italiane e sovietiche. Questi luoghi portano le impronte del passato dell’Albania, riflettendo ciò che è stato preservato e cancellato. The Sun Also Sets, Rubiku raffigura i simboli torreggianti di potere una volta costruiti per far valere il controllo, rivelando come queste strutture sono transitorie come i regimi che simboleggiano. Il suo lavoro si concentra su questi siti contestati, in cui coesistono resti della storia e delle ideologie – spesso a disagio – con il paesaggio. Oggi, questi spazi sono alterati dal moderno sviluppo che spesso favorisce il profitto sulla conservazione del patrimonio storico e archeologico, complicando ulteriormente questi siti di memoria carichi. La mostra comprende anche tre opere di The Inner Door, una serie di quasi cento ricami realizzati negli ultimi quattro anni. Queste opere raffigurano le porte astratte e vibranti dei palazzi milanesi che catturarono l’attenzione di Rubiku durante il suo peregrinare per la città. In un processo collaborativo, le fotografie delle porte dell’artista sono state meticolosamente tradotte in ricamo dalle artigiane di Guri i Zi, nel nord dell’Albania. (Inform)

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