APPUNTAMENTI
Interverranno il sindaco di Roma Ignazio Marino, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini
ROMA – Verrà presentato domani presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma (Sala Accademica, via dei Greci 17) alle ore 10.30 il X Rapporto annuale di Federculture, nell’ambito dell’assemblea annuale della Federazione che riunisce aziende ed enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero.
Significativo il titolo della pubblicazione, “Cultura, l’alternativa alla crisi per una nuova idea di progresso”, in cui si propone una riflessione ad ampio spettro su quanto produca l’investimento in cultura per la crescita, anche economica, del nostro Paese.
L’illustrazione del Rapporto sarà affidata al presidente di Federculture Roberto Grossi. Sono previsti gli interventi del sindaco di Roma, Ignazio Marino, del ministro dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini e del ministro dei Beni, le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini.
Nei giorni scorsi alcune anticipazioni del Rapporto diffuse dai media segnalavano un preoccupante calo della spesa del pubblico in importanti settori della cultura a Roma: -17% la spesa destinata dal pubblico al teatro, -27% per le mostre, -19% per la musica classica. In parallelo scende l’investimento del Comune di Roma per la cultura: dal 4% del Pil nel 2008 al 2,5% nel 2013. Una diminuzione allarmante per un Paese, come il nostro, che conta sempre più sull’incremento dei flussi turistici per uscire dalla morsa della crisi. E si tratta di un calo generale – osserva Grossi, segnalando come al diminuire dell’investimento pubblico corrisponda un calo anche dell’intervento privato. Per il presidente di Federculture la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare poi se dovesse concretizzarsi la proposta di un taglio a danno delle Camere di commercio.
Il Governo del Paese e il nuovo Parlamento Europeo – si legge nella nota di Federculture in proposito – hanno una responsabilità storica: orientare le scelte, nella grave situazione economica e finanziaria, verso settori come l’industria culturale e creativa che producono valore e sui quali è possibile sostenere la competitività delle imprese dei nostri territori.
Il Rapporto 2014 delinea gli scenari possibili, le politiche e le azioni per una vera alternativa alla crisi. Facendo perno sulla cultura come bene comune e come servizio pubblico, per ricostruire una democrazia delle opportunità. Rilanciando un processo di investimenti che superi i limiti della burocrazia dominante, le inefficienze del sistema produttivo e la cattiva politica. Per tornare a essere un Paese che produce cultura, idee e bellezza e riprendere, così, quella vocazione storica che ci appartiene e che può offrire anche oggi ai nostri giovani un futuro migliore.
La presentazione potrà essere seguita in diretta su www.radiocemat.org. (Inform)