INTERVENTI
ZURIGO – Tantissimi giovani, ed anche meno giovani, italiani si rivolgono ormai quasi quotidianamente ai circoli della Unione degli Italiani nel Mondo (UIM) ed alla rete di uffici del patronato ITAL UIL per avere informazioni per venire a lavorare in Svizzera dove, ancora nel 2013, sono arrivati ben 17.700 italiani su 94.000 persone che complessivamente hanno lasciato l’Italia per cercare un lavoro all’estero.
È bene pertanto che le persone interessate a venire a lavorare in Svizzera sappiano, quantomeno, quali sono le regole per ottenere un permesso di soggiorno da parte delle autorità elvetiche.
Dopo l’entrata in vigore, nel 2002, dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Confederazione e l’Unione Europea, in Svizzera il permesso di soggiorno viene concesso:
– alle persone in possesso di un contratto di lavoro valido, per cui è indispensabile trovare un datore di lavoro disposto ad assumerci;
– alle persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente e, ovviamente, la sua effettività verrà poi controllata da parte delle autorità elvetiche;
– alle persone che, pur non esercitando un’attività lucrativa, dimostrano di disporre di mezzi finanziari sufficienti nonché di un’assicurazione malattia completa (anche in questo caso vi sarà un controllo delle autorità locali).
Il permesso di soggiorno in Svizzera, pertanto, non è concesso alle persone che non soddisfano nessuna delle condizioni citate. Morale, per quanti intendano venire a lavorare in Svizzera per svolgervi un lavoro dipendente, è indispensabile quindi trovare una ditta disposta ad assumerli facendo loro un contratto di lavoro ed il permesso di soggiorno seguirà automaticamente. Da non dimenticare, poi, che oggi difficilmente le ditte svizzere assumono persone straniere che non conoscono la lingua locale (tedesco o francese a nord delle Alpi, italiano in Ticino e parte dei Grigioni), oppure l’inglese per impieghi di più alta professionalità.
Tutto questo, naturalmente, sarà possibile fintanto che saranno in vigore gli attuali Accordi bilaterali Svizzera-Unione Europea sulla libera circolazione delle persone. Accordi che sono a rischio dopo il referendum popolare tenutosi nella Confederazione lo scorso 9 febbraio con il quale la maggioranza degli elettori svizzeri e dei Cantoni ha accettato, sia pure con un esigua maggioranza, l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”. Infatti il nuovo articolo costituzionale elvetico – conseguente al risultato referendario, quando entrerà in vigore (il Consiglio Federale ed il Parlamento svizzeri hanno tre anni di tempo per mettere in atto le nuove norme costituzionali e per rinegoziare i trattati internazionali che le contraddicono), in mancanza di una soluzione di compromesso con l’Unione Europea – prevede che i futuri permessi di soggiorno rilasciati agli stranieri saranno limitati da tetti massimi di contingenti annuali. Quindi, per uno straniero, sarà molto più difficile poter venire a lavorare in Svizzera. (Dino Nardi* . Inform)
* Coordinatore UIM per l’Europa, uimeuropa@bluewin.ch )