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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dino Nardi (UIM): “Immobili ereditati in Italia da emigrati in Svizzera. Diversamente proprietari”

INTERVENTI

 

ZURIGO – Sollecitati da molti emigrati, torniamo volentieri a trattare l’argomento“livellario” del quale avevamo già scritto recentemente. In quell’occasione avevamo informato i connazionali che con la campagna sull’autodenuncia fiscale lanciata in Svizzera dalla UIM e dal patronato ITAL UIL – verificando le Visure catastali dei beni immobili posseduti in Italia da quanti intendevano autodenunciarsi – era venuto alla luce che diversi emigrati italiani risultavano “livellari” e non proprietari effettivi dei loro immobili ereditati dai genitori e posseduti dalla famiglia da varie generazioni. Dopo quella nostra nota, rilanciata da alcune agenzie di stampa e pubblicata in Svizzera dal settimanale L’ECO, molti altri emigrati – anche non coinvolti dalla campagna sull’autodenuncia fiscale – hanno raccolto in nostro invito a verificare negli Uffici catastali lo status delle loro proprietà immobiliari in Italia e, pure diversi di loro, hanno poi scoperto di essere dei “livellari”. Da qui le tante richieste pervenute alla UIM ed alle sedi del patronato ITAL UIL nonché alla redazione de L’ECO, per conoscere se sia possibile entrare in possesso effettivo di queste “loro” proprietà e quali siano le azioni, anche legali, da intraprendere.

Innanzitutto ricordiamo che “I Livellari” erano contadini che nel medioevo coltivavano delle terre concesse loro in affitto, dall’effettivo proprietario (concedente, in genere, un ente statale o religioso), attraverso un così detto “Contratto di livello”. Con questa tipologia di contratto, ai livellari veniva concesso in godimento per un certo periodo di tempo ed a determinate condizioni un terreno o più terreni (terra da coltivare, pascolo o boschivo). In genere tale contratto prevedeva un obbligo, da parte del livellario, sia a migliorare quel terreno che a versare al concedente un canone annuo, nonché a pagarvi le relative tasse. Ciò premesso – grazie alla legislazione intercorsa su questa materia in tempi più recenti – è permesso, oggi, di regolarizzare l’effettiva proprietà su quei fondi agricoli, da parte degli ultimi eredi (gli attuali livellari). Per farlo, abbiamo come potuto chiarire, necessita un atto notarile (magari avvalendosi della consulenza di un geometra) sapendo che tale “contratto di livello” può essere sciolto “per usucapione” se il canone, stabilito in origine, non è stato più corrisposto da almeno 20 anni. In questo caso per il relativo l’atto non sono necessari né l’assenso, né la presenza del concedente. Tuttavia, se ciò non fosse il caso, il Livellario può diventare ugualmente proprietario del fondo mediante il pagamento al concedente di una somma ammontante a quindici volte il canone annuo versato ultimamente. Ovviamente è consigliabile che tutti coloro, che si ritrovano ad essere dei livellari e non dei proprietari effettivi, provvedano alla correzione della registrazione catastale per evitare che queste situazioni, ereditate dal medioevo, si trascinino ancora nel tempo e soprattutto per poter essere in condizioni di poter, eventualmente, vendere questi terreni liberi da vincoli. (Dino Nardi* – Inform)

* Coordinatore europeo UIM

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