direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dino Nardi (Uim Europa/Cgie) sulla rete consolare italiana

INTERVENTI

Cambiar verso all’Italia… Cambiar verso alla Farnesina

ZURIGO – Dal 2000 ad oggi nella rete consolare italiana, pur usando nel tempo, da parte del Ministero degli Affari Esteri (MAE), terminologie diverse quali: riassetto, ristrutturazione, riallineamento e riorientamento, sono stati declassati o chiusi ben 34 Uffici consolari che, ricordo, significherà anche eleggere molti Comites in meno nelle prossime elezioni in cui si rinnoveranno questi organismi. Un dimagrimento della rete consolare che l’ha allontanata e resa irrangiungibile per gran parte della sua stessa utenza. Uffici consolari chiusi, per lo più, in aree con forte presenza di comunità italiane e ritornate la meta preferita dei nuovi flussi migratori di centinaia di migliaia di giovani e meno giovani italiani alla ricerca di un posto di lavoro negatogli in patria. Nuovi emigrati che, iscritti o meno all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), vanno comunque ad ingrossare le comunità italiane nel mondo e quindi il numero degli utenti della rete consolare (nel solo ultimo triennio abbiamo avuto 60.000 nuovi emigrati nel 2011, 78.000 nel 2012 e 94.000 nel 2013).

Sappiamo tutti, tra gli addetti ai lavori o per ragioni di servizio, oppure per essere dei testimoni diretti, del degrado che ormai ha raggiunto la rete diplomatico-consolare italiana nel mondo. Tutti noi, che viviamo all’estero, siamo al corrente delle difficoltà che vi sono nel mondo nel ricevere dei servizi decorosi dagli Uffici consolari e dei disagi che incontra quotidianamente il personale che vi lavora. Come pure conosciamo bene la rabbia dei nostri connazionali emigrati e di chiunque altro (turista italiano o cittadini ed imprenditori locali) cerchi di contattare un Ufficio consolare italiano nel mondo: ormai telefonando non si riesce più a parlare con un “umano” ma solo con una voce registrata; in molti Uffici si riceve il pubblico solo per appuntamento da prendere, peraltro, tramite internet dando per scontato che gli italiani all’estero siano tutti diventati degli internauti ed appuntamenti con tempi di attesa di mesi come, per esempio, sta avvenendo al Consolato Generale di Londra, ma non solo, e senza dimenticare i tempi di attesa incredibili che si hanno in America Latina per avere/recuperare la cittadinanza italiana. In Europa vi sono ormai sempre più italiani che, piuttosto di perdere tempo per avere un documento da un Consolato italiano, preferiscono prendere un volo low cost ed andarsene al Comune di appartenenza in Italia, specialmente gli “Expat” come amano definirsi questi nostri moderni emigrati. Questo degrado delle rete diplomatico-consolare è dovuto evidentemente ad un suo impoverimento quantitativo (sedi e addetti) e qualitativo (addetti) avvenuto, come già ricordato, negli ultimi lustri con una impennata in questi anni più recenti. D’altra parte sappiamo bene che il MAE deve fare i conti con un bilancio che da anni oscilla intorno allo 0,22% del PIL, ovvero molto meno di tanti altri Paesi analoghi al nostro ed un bilancio assorbito per l’83% da spese per il personale, Indennità di servizio all’estero (ISE) compresa. Tanto che pensando alla rete consolare italiana, scimmiottando una famosa battuta di Rino Formica (un politico socialista di spicco negli anni Ottanta), si potrebbe affermare che il convento è povero ma i frati (sia pure con le dovute eccezioni) sono ricchi! Tuttavia il degrado della rete, oltre che al suo impoverimento quantitativo e qualitativo, è dovuto anche ai maggiori impegni a cui è chiamata a far fronte da qualche anno come, per esempio, alla gestione dell’Anagrafe consolare ed alla gestione delle varie scadenze elettorali: Comites, referendum, voto politico e, in Europa, le elezioni europee che, come accaduto in queste ultime votazioni, ha portato all’interruzione temporanea dei servizi consolari in diversi Uffici in Europa, con il caso eclatante di Stoccarda che, addirittura, ha chiuso per ben un mese.

Stante questa situazione della rete consolare, che sicuramente crea difficoltà ed arrabbiature ad ogni tipo di utenza che abbia bisogno di un servizio da parte dello Stato italiano, ecco alcune proposte che potrebbero portare quantomeno dei benefici:

Primo. Rivedere l’attuale sistema di “Call center” installato negli Uffici consolari poiché, mentre ingrassa i suoi gestori, esaspera gli utenti, specie i più anziani, ed in secondo luogo non limitare ad internet il sistema di prenotazione degli appuntamenti che esclude una buona parte dell’utenza tradizionale. Secondo. Può andar bene l’obiettivo del MAE di arrivare ad avere solo una rete di Consolati Generali, così detti “Hub”, tuttavia si deve circondarli da una serie di satelliti, ovvero di Sportelli consolari, Uffici consolari onorari e Corrispondenti consolari nelle aree con forte presenza di comunità italiane e dotare gli stessi “Hub” di funzionari itineranti per portare un minimo di servizi nelle località più distanti per la raccolta delle impronte digitali per i richiedenti il passaporto, oppure per la consegna del PIN indispensabile per il voto remoto nelle prossime elezioni dei Comites ed in futuro per altre eventuali necessità. Terzo. Dare, infine, attuazione all’articolo 11 della legge 152/2001, stipulando la Convenzione MAE/Patronati per ottimizzare la reciproca collaborazione sinergica già esistente da decenni. Un appello, questo, ripetuto spesso anche nelle tante assemblee e riunioni del CGIE che si sono succeduti negli ultimi tredici anni, ma rimasto finora stranamente inascoltato. Una convenzione che, oggi, sembra trovare una migliore attenzione nell’attuale Ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini. Se son fiori fioriranno e gli italiani all’estero se lo augurano.

Ma, in definitiva, gli italiani all’estero si augurano soprattutto che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con la sua decisa volontà di voler cambiar verso all’Italia, riesca anche a far cambiare verso alla Farnesina che nel mondo rappresenta, da un lato, il biglietto da visita dell’Italia e che oggi è certamente un bel po’ sgualcito e, dall’altro, deve garantire tutta una serie di servizi che unicamente lo Stato può erogare ai suoi cittadini residenti all’estero e che oggi, spesso, sono più dei disservizi che altro!  (Dino Nardi* -Inform)

* (uimeuropa@bluewin.ch) , coordinatore UIM Europa e membro Cgie

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