direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dichiarazioni programmatiche, le repliche del Presidente Draghi in Senato e alla Camera dei Deputati

DOCUMENTAZIONE

Mercoledì 17 febbraio. La replica del Presidente del Consiglio Mario Draghi in Senato, al termine della discussione generale

 

Voglio ribadire quanto consideri cruciale la funzione e il lavoro del Parlamento nella sfida che stiamo affrontando. In particolare, in relazione al Programma nazionale di Ripresa e Resilienza più volte evocato nel dibattito parlamentare, ho indicato chiaramente come la governance debba essere incardinata nel Ministero dell’Economia e delle Finanze con la strettissima collaborazione dei ministeri competenti per definire e attuare politiche e progetti di settore.

Confermo che il Parlamento sarà informato in modo adeguato e tempestivo sull’impianto complessivo del programma e sulle relative politiche specifiche di intervento.

Ovviamente sono stati sollevati molti temi nel corso del dibattito di oggi e proverò a replicare su alcune questioni puntuali. Spero di coprire almeno gli interventi che mi hanno colpito di più ma certamente mi scuso in anticipo se non dovessi rispondere ad alcune domande.

C’era un punto sull’ambiente e sul concetto di sviluppo sostenibile. Questo è alla base della giustizia tra generazioni che so il Senato sta discutendo nella forma di progetti di legge costituzionale per inserire il concetto nella Costituzione. Questo governo conferma l’impegno di andare in questa direzione.

Secondo punto sull’ambiente. A proposito dell’impatto ambientale, c’è una legge del 2015 che prevede che ci sia una valutazione ex ante ed ex post delle politiche sul capitale naturale. Il Governo conferma il suo impegno su questo punto che d’altronde è in sintonia con le linee guida, anzi segue le linee guida del Pnrr e in accordo con le tematiche del semestre europeo.

Un terzo punto riguarda il coinvolgimento delle parti sociali e di alcuni corpi intermedi. Io – in maniera abbastanza inusuale – ho voluto incontrare durante le consultazioni le parti sociali e alcuni corpi intermedi, quindi confermo l’impegno al loro coinvolgimento nell’attività di Governo. La stessa cosa per quanto riguarda le Regioni: di nuovo, abbastanza insolitamente, durante le consultazioni ho incontrato i rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle Province. E d’altronde, in molte delle cose che ci siamo detti oggi, il loro coinvolgimento non solo è inevitabile ma è essenziale: certe cose non si fanno se non sono discusse con le Regioni.

Sulla cultura stamattina ho detto che l’Italia è una grande potenza culturale riconosciuta in tutto il mondo. E anche per questo durante il G20 daremo grande importanza ai temi della cultura con un incontro dedicato. Naturalmente le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, musica, danza, tutto lo spettacolo dal vivo e ogni arte in generale. La cultura va sostenuta e naturalmente il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità.

La perdita economica è ingente ma ancora più grande sarebbe la perdita dello spirito. Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati, serve fare ancora di più. Soprattutto occorre rinforzare le tutele dei lavoratori e va colta l’opportunità del “Next generation” per potenziare gli investimenti sul patrimonio culturale, sul capitale umano, sulle nuove tecnologie. Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura, in tutte le sue forme, perché è imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese.

Mi scuso per non aver esplicitamente sollevato il problema dell’immigrazione, svolgerò alcune osservazioni su questo. Per quanto riguarda questo problema, la risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità sul tema da parte delle Istituzioni comunitarie ed europee. D’altronde uno dei dossier politici più rilevanti a livello europeo è quello sulle proposte normative presentate dalla Commissione nel settembre dello scorso anno nell’ambito del cosiddetto “Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”. Si tratta di nuove proposte che fanno seguito al fallimento dei negoziati svolti nel periodo 14-19 per la riforma del sistema comune europeo di asilo ma che non sciolgono lo stallo politico che continua a bloccare l’azione dell’Unione Europea specie sulla declinazione del principio di solidarietà. Permane infatti la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, maggiormente esposti ai flussi migratori (Italia, Spagna, Grecia, Malta, in parte Bulgaria) e Stati del Nord ed Est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari di migranti dagli Stati di primo ingresso nel loro territorio.

L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei come Spagna, Grecia, Cipro e Malta, propone come concreta misura di solidarietà – per segnare la specificità della gestione delle frontiere marittime esterne – un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro quota.

Io ho fatto un breve accenno alla necessità di legalità e sicurezza su cui costruire il benessere, la ripresa, la crescita nel Mezzogiorno. Anzi, ho detto che senza legalità e sicurezza non ci può essere crescita. È chiaro che ci sono degli strumenti specifici come il credito d’imposta e anche altri strumenti da concordarsi in sede europea, ma senza riportare legalità e sicurezza è molto difficile crescere.

C’è poi un rischio specifico che corriamo, come è stato detto oggi, proprio in vista della stagione di ricostruzione con i fondi del “Next generation”: quello delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia a seguito della crisi di liquidità che sta interessando diversi settori. Questo pericolo viene costantemente seguito dall’ “Organismo permanente di monitoraggio e analisi” istituito nell’aprile del 2020 presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, a composizione interforze, con l’obiettivo di aggiornare costantemente la mappa delle filiere e delle attività delle mafie al fine di orientare l’azione di contrasto. Particolare attenzione viene anche dedicata all’erogazione dei finanziamenti previsti dalla normativa emergenziale a favore delle imprese e dei cittadini in difficoltà in conseguenza della crisi pandemica.

I prefetti sono stati sensibilizzati a porre la massima attenzione sui maggiori rischi di inquinamento dell’economia legale connessi al contesto emergenziale di oggi. L’obiettivo è anticipare una risposta strutturata dello Stato in termini di prevenzione e contrasto.

Dal monitoraggio effettuato sui seguiti della direttiva, è emerso che diverse Prefetture hanno attivato forme di collaborazione con le Camere di commercio e i Comuni per rendere più incisive le verifiche sui cambi societari intervenuti nelle attività economiche maggiormente a rischio di infiltrazioni malavitose, specie gli esercizi commerciali e il settore turistico alberghiero. Nello stesso contesto, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze da Sace allo scopo di assicurare la completa funzionalità del sistema di garanzia alle banche che finanziano le imprese impedendo l’erogazione di qualunque utilità di fonte pubblica a vantaggio degli operatori economici in odore di condizionamento malavitoso. Un analogo protocollo è stato sottoscritto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con l’Agenzia delle entrate.

Sul turismo stamattina ho accennato al fatto che alcune imprese potranno non riaprire dopo la pandemia. Ma una che certamente riaprirà è proprio il turismo: quindi investire nel turismo e sostenerlo non significa buttare via i soldi, perché quei soldi tornano indietro.

Per un Paese ad alta vocazione turistica come il nostro si tratta di una questione ovviamente essenziale. Quindi vanno messi in campo misure che permettono alle imprese del turismo di non fallire e ai lavoratori di tutelare i livelli di reddito. Ovviamente l’uscita dalla pandemia è la migliore forma di sostegno ma bisogna impedire che in questo periodo queste imprese falliscano perché poi si perde un capitale che è essenzialmente umano.

Gli interventi di oggi hanno dimostrato una consapevolezza del disastro sanitario, economico, sociale, educativo, culturale. È su questa consapevolezza che questo governo costruirà nei fatti la sua credibilità.

Vi ringrazio della stima che mi avete dimostrato ma anche essa dovrà essere giustificata e validata nei fatti dall’azione del governo da me presieduto. Grazie.

Giovedì 18 febbraio. La replica del Presidente del Consiglio Mario Draghi alla Camera dei Deputati, al termine della discussione generale

 

Buonasera, ho ascoltato con grande interesse il dibattito di oggi e ne ho tratto molti spunti. Cercherò di rispondere al maggior numero dei punti rilevati, alcuni erano già stati trattati nell’intervento di ieri, o nella replica, quindi credo che quelli che enumererò dovrebbero coprire gran parte degli interventi odierni.

Un primo punto riguarda cosa fare con le piccole e medie imprese. In merito vi sono tre aspetti: uno è l’emergenza, un altro riguarda la preparazione delle piccole medie imprese per la ripartenza, quando la pandemia comincerà ad attenuarsi. E poi sono stati sollevati due o tre esempi di tutele specifiche per le piccole medie imprese italiane.

Sul primo aspetto, cioè l’emergenza, quel che è stato fatto da noi ricalca abbastanza bene e da vicino ciò che è stato fatto in altri paesi europei, almeno dal punto di vista qualitativo. Per il secondo aspetto, la questione è un pochino più di medio periodo e questo comporta e incrocia internazionalizzazione, accesso al capitale, investimenti, allo scopo di rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva. La strada è quella di sostenere il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, di potenziare il credito di imposta per gli investimenti, ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno e anche quello per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese. Dobbiamo estendere a queste e rendere facilmente fruibile il piano nazionale della Transizione 4.0, per favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale. Il terzo aspetto riguarda tutele specifiche, la tutela del made in Italy e la tutela contro la concorrenza sleale che le piccole e medie imprese possono dover affrontare. Qui vi dico subito che l’impegno del Governo è totale.

Un secondo punto riguarda la corruzione. Un Paese capace di attrarre investitori, anche internazionali, deve difendersi dai fenomeni corruttivi. Rappresentano un pericolo di ingerenza criminale, anche da parte delle mafie, e un fattore disincentivante sul piano economico per gli effetti depressivi sulla competitività e la libera concorrenza. Nella replica di ieri, a proposito dello sviluppo nel Mezzogiorno, ho detto: sì, certo, c’è il credito d’imposta, ma la prima cosa è assicurare legalità e sicurezza. Gli altri strumenti si possono usare, si devono usare, ma se manca quella base..

Con riguardo al settore degli appalti pubblici, tradizionalmente sensibili al tema della trasparenza delle procedure e della corretta selezione degli operatori, centrale è il ruolo dell’Anac, anche per i suoi compiti di vigilanza collaborativa con le amministrazioni pubbliche. Una delle chiavi per combattere la diffusione della corruzione è rappresentata dai presidi di prevenzione. Ovvero da quegli strumenti anche di natura pattizia con cui si fa schermo ai tentativi di interferenza illecita esercitata a fini corruttivi. Tuttavia molto resta da fare in vista della prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi di carattere ancora troppo formali. Questi meccanismi impegnano pubblici funzionari, cittadini e imprese in numerosi adempimenti che sottraggono tempo e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire fenomeni di illegalità. Qui la semplificazione avrebbe una funzione anti-corruttiva. Dobbiamo spostare l’asse degli interventi su un piano più sostanziale, puntando sui due cardini di un’efficace politica di prevenzione, trasparenza e semplificazione. La trasparenza della pubblica amministrazione è il presupposto logico. I cittadini devono poter far sentire la loro voce. E’ la base per la responsabilità. Quindi accesso alle informazioni, siano essi dati quantitativi o qualitativi. Questo consente ai cittadini di analizzare l’attività e i processi decisionali pubblici. Il tutto in un virtuoso rapporto di collaborazione tra istituzioni e collettività amministrate, che veda rispettato il principio del coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle scelte e riesca ad alimentare e consolidare la fiducia nelle istituzioni, ma anche il necessario controllo sociale.

La semplificazione dei procedimenti amministrativi serve per snellire e accelerare i processi decisionali pubblici. Sono proprio le farraginosità degli iter, la moltiplicazione dei passaggi burocratici, spesso, la causa inaccettabile di ritardi amministrativi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti.

Sulla criminalità solo un’osservazione: è vero che i dati quantitativi sulla criminalità nel corso degli anni sono andati migliorando, ma la percezione che ne hanno i cittadini no. Deve essere la percezione a guidare l’azione, a stimolare un’azione sempre più efficace.

Sulla giustizia. Non c’è dubbio che bisognerà intraprendere azioni innovative per migliorare l’efficienza della giustizia civile e penale, quale servizio pubblico fondamentale che rispetti tutte le garanzie e i principi costituzionali che richiedono, ad un tempo, un processo giusto e un processo di durata ragionevole, in linea con la media degli altri Paesi europei.

Come ho detto ieri in Senato nel discorso di replica, e tengo a ribadirlo anche in questa sede, dobbiamo impegnarci a tutelare il sistema economico contro il rischio di infiltrazioni criminali, conseguente all’immissione di flussi di denaro e di risorse pubbliche anche provenienti dall’Unione Europea. Infine, ma non meno rilevante, in tempi di pandemia non dovrà essere trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposti al rischio della paura del contagio e particolarmente colpiti dalle misure necessarie per contrastare la diffusione del virus.

Sullo sport, una breve considerazione. Il fatto che non abbia detto nulla non vuol dire che non sia importante. E’ un mondo profondamente radicato nella nostra società, nell’immaginario collettivo ed è stato fortemente colpito dall’emergenza della pandemia. Questo governo si impegna a preservare e sostenere il sistema sportivo italiano tenendo conto della sua peculiare struttura e dei molteplici aspetti che lo caratterizzano, non solo in relazione all’impatto economico, agli investimenti e ai posti di lavoro, ma anche per il suo straordinario valore sociale, educativo, formativo. Penso infine ai grandi eventi sportivi nazionali ed internazionali, la cui massima espressione saranno i Giochi Olimpici di Milano e Cortina che l’Italia ospiterà nel 2026. Il lavoro che dobbiamo sviluppare per prepararci al meglio all’evento è già una manifestazione di fiducia sul futuro dell’Italia, sia al suo interno sia all’estero, oltre che un’occasione per il suo sviluppo, specie nel campo delle infrastrutture, del turismo, dell’innovazione tecnologica, della ricerca, della sostenibilità ambientale.

Su altri due argomenti che sono stati sollevati oggi, turismo e fisco, ho già risposto ieri. Per il turismo ho risposto semplicemente dicendo che se c’è un settore che riparte, sicuramente è quello. In merito non abbiamo dubbi. Mentre magari per altri settori tecnologici non lo sappiamo, il turismo è sicuro che riparte, perché siamo l’Italia, quindi merita sostegno.

Bene. Spero condividiate questo sguardo costantemente rivolto al futuro, che confido ispiri lo sforzo comune verso il superamento di questa emergenza sanitaria e della crisi economica. E che certamente caratterizzerà, nelle mie ambizioni, l’azione di questo governo. Grazie.

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