direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Deputati Pd Estero sugli articoli di “Libero” contrari al voto all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Gli attacchi agli italiani nel mondo sono attacchi al futuro dell’Italia

 

ROMA – “Con la puntualità della frutta di stagione, arriva un nuovo attacco al voto degli italiani all’estero e agli eletti della circoscrizione Estero. In altre parole, ai diritti di cittadinanza di cinque milioni di persone”.  Inizia cosi la nota congiunta dei deputati Pd della circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta e Alessio Tacconi sugli articoli pubblicati dal giornale Libero che, cogliendo l’occasione del confronto politico sulla nuova legge elettorale, sottolineano la necessità di abolire il voto degli italiani all’estero.   

 In proposito gli eletti all’estero del Pd precisano “I cittadini italiani all’estero sono cittadini come tutti gli altri e nessuno gli può togliere il diritto di voto, che è il primo dei diritti di cittadinanza. La circoscrizione Estero, inoltre, è stata messa in Costituzione per “dare effettività” a questo inalienabile diritto e nessuna legge elettorale (ordinaria) la può toccare. In Costituzione è indicato anche il numero dei parlamentari (12 alla Camera e 6 al Senato) per cui la stessa abolizione della legge sul voto degli italiani all’estero non cancellerebbe la rappresentanza, semmai ne potrebbe modificare le sole modalità di elezione. …Quanto alla presenza e alla incidenza degli eletti della circoscrizione Estero, – proseguono Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – i dati ai quali il giornale fa riferimento dimostrano precisamente il contrario. I parlamentari eletti all’estero, gli unici – si ricordi – scelti direttamente dagli elettori con il voto di preferenza, nonostante l’ampiezza e la distanza dei loro collegi elettorali, sono stati più presenti e attivi della maggior parte degli eletti in Italia”. Per i deputati Pd la cosa che però più colpisce degli articoli è  l’affermazione del valore residuale dato agli italiani all’estero rispetto ai problemi del Paese. “Se l’economia italiana è restata a galla in questi anni di crisi – spiegano – lo si deve soprattutto alla proiezione del made in Italy nel mercato globale e la rete di sostegno assicurata dai cittadini all’estero e dagli italodiscendenti è stata determinante per questa capillare presenza. Oltre al contributo di immagine e di relazioni che il nostro retroterra emigratorio, vecchio e nuovo, assicura costantemente al Paese. In gioco, dunque, non è il ruolo degli italiani all’estero ma la visione che si ha del presente e del futuro dell’Italia nel mondo”.

I deputati del Pd ricordano inoltre come un altro giornale parlando delle trattative sulla legge elettorale, abbia accennato ad una possibilità di accordo tra Forza Italia e il Pd sulla sostituzione del voto per corrispondenza con quello nei seggi. La soluzione proposta da Forza Italia nel suo disegno di legge elettorale. “Abbiamo più volte detto – spiegano Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi  – che il voto nei seggi sarebbe una soluzione peggiore del male, un primo passo per il superamento del voto in loco. Nel merito, dunque, nulla da aggiungere, se non che non esiste alcun accordo al riguardo semplicemente perché il Pd non è disponibile ad una tale soluzione”. (Inform)  

 

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