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Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale: parere favorevole della Commissione Esteri

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha preso in esame, dando parere favorevole, il disegno di legge di delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale.

La relatrice, Lia Quartapelle Procopio (Pd), ha rilevato l’importanza del provvedimento, ai fini del conseguimento dei più alti obiettivi programmatici fissati dalla nostra Costituzione in tema di uguaglianza, di diritti e libertà, per il concorso di ogni cittadino al progresso materiale o spirituale della società e per l’adempimento degli imprescindibili doveri di solidarietà sociale, connessi alla titolarità della cittadinanza. Per tali ragioni, a suo avviso, il provvedimento occupa anche un posto centrale nell’architettura del programma del Governo Renzi, in considerazione della finalità di realizzazione di condizioni favorevoli alla crescita, che esso persegue. Infatti, secondo il censimento Istat svolto nel 2011, si tratta del settore più dinamico del sistema produttivo italiano, che conta sul contributo lavorativo di quasi 5 milioni di volontari, concentrati prevalentemente in regioni quali la Lombardia, il Lazio e l’Emilia Romagna.

Assume particolare rilevanza ai fini delle competenze della Commissione Esteri l’articolo 8 del provvedimento, relativo alla istituzione del Servizio civile universale finalizzato alla difesa non armata con modalità dirette a promuovere attività di solidarietà e di inclusione sociale nonché di valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale anche allo scopo di realizzare un’effettiva cittadinanza europea e di favorire la pace tra i popoli. La norma prevede un meccanismo triennale di programmazione dei contingenti di giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni che possono essere ammessi al servizio civile universale – per un periodo non inferiore a otto mesi complessivi e, comunque, non superiore a un anno – e di procedure di avvio degli stessi improntate ai princìpi di trasparenza, semplificazione e non discriminazione. Resta aperta la questione del riconoscimento dell’accesso dei giovani immigrati al servizio civile.

Segnaliamo, nel corso del breve dibattito, l’intervento di Fabio Porta, deputato eletto all’estero nella ripartizione dell’America Meridionale che ha preannunciato il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico sulla proposta di parere della relatrice, evidenziando come la riforma recata nella delega si inserisca in una più ampia riforma della cooperazione. Con l’occasione ha ricordato, peraltro, come il servizio civile internazionale sia oggi utilizzato anche dagli italiani all’estero e costituisce un’esperienza da valorizzare come fattore di integrazione per gli stranieri.

Nel parere approvato dalla Commissione su proposta della relatrice (sul quale ha espresso un orientamento a favore anche il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli), si sottolinea, in particolare, che le norme del provvedimento sono destinate al riordino di un corpus normativo, di cui è parte centrale la legge n. 125 del 2014 di riforma del settore della cooperazione allo sviluppo, con cui i decreti attuativi dovranno coordinarsi; pertanto tali decreti saranno adottati anche su proposta del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (Inform)

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