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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Decreto “Missioni” e rinnovo Comites all’esame delle Commissioni riunite Esteri e Difesa

SENATO DELLA REPUBBLICA

Il dl scadrà il 3 ottobre: difficile introdurre modifiche ed inviare nuovamente il testo alla Camera dei Deputati per una terza lettura

 

ROMA – Del rinnovo dei Comites si è parlato ieri in sede di Commissioni riunite Esteri e Difesa, chiamate ad esaminare il decreto Missioni, già approvato dalla Camera dei Deputati. Il relatore della commissione Esteri, Carlo Lucherini (Pd), ha ricordato che l’articolo 10 del decreto-legge, prevede il mantenimento del voto per corrispondenza per il rinnovo dei Comites, ma ammette al voto solo chi abbia preventivamente manifestato la volontà di votare, richiedendo l’iscrizione nell’elenco elettorale. La modifica ha lo scopo di limitare l’invio dei plichi elettorali ai soli elettori realmente interessati al voto, con conseguente maggiore sicurezza del procedimento. Il relatore ha anche ricordato che al riguardo il Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato si è espresso in modo piuttosto critico.

Di rinnovo dei Comites hanno parlato anche alcuni dei senatori intervenuti nella discussione generale. Secondo Antonio Razzi (FI) l’introduzione dell’obbligo di registrazione ridurrà drasticamente il numero degli elettori e, dunque, la rappresentatività dei Comitati. A fronte di questo svilimento della consultazione elettorale, sarebbe addirittura preferibile l’abolizione dei Comites, del resto da lui già proposta in passato.  Aldo Di Biagio (PI) eletto all’estero nella ripartizione Europa ha osservato che l’articolo 10 appare estraneo alle tematiche inerenti le missioni internazionali, per cui, a suo avviso, sarebbe opportuno toglierlo dal testo del decreto. Richiesta  a cui si è associato Claudio Zini (MAIE) eletto in Sud America.

Un certo sconcerto per l’introduzione nel decreto delle norme sulle elezioni dei Comites, che sono evidentemente prive di omogeneità con il resto del provvedimento, è stato espresso anche da Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri. Secondo Casini tale scelta manifesta la difficoltà da parte del Governo di delineare una convincente linea strategica nella gestione della rappresentanza politica degli italiani all’estero, che produce interventi spesso non coordinati fra loro (anche in tema di riforme costituzionali) e privi di un ragionamento complessivo sul rapporto tra i Comites e i parlamentari eletti all’estero.

Di fronte alle perplessità manifestate nel corso del dibattito il presidente della Commissione Difesa, Nicola Latorre, ha fatto osservare che il termine per la conversione in legge del decreto scadrà il prossimo 3 ottobre. Inoltre, il provvedimento risulta calendarizzato in Assemblea già a partire da domani 25 settembre. Pertanto  appare difficile introdurre delle modifiche ed inviare nuovamente il testo alla Camera dei Deputati per una terza lettura, ed è assai probabile che la maggioranza sia orientata a respingere tutti gli emendamenti eventualmente presentati.

Su proposta del presidente Latorre le Commissioni riunite hanno deliberato infine di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti ed ordini del giorno per le ore 12 di oggi 24 settembre. (Inform)

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