ASSOCIAZIONISMO
BELLUNO – “Un provvedimento atteso, che apre nuove possibilità di mobilità professionale per migliaia di cittadini italiani residenti all’estero”. Così l’UNAIE-Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati, presieduta da Oscar De Bona, sul decreto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che permette ai discendenti di cittadini italiani di entrare e soggiornare in Italia per lavoro subordinato al di fuori delle quote previste dal decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, pubblicato il 24 novembre in Gazzetta Ufficiale il (v. https://comunicazioneinform.it/in-gazzetta-ufficiale-il-decreto-del-maeci-per-lingesso-in-italia-dei-discendenti-italiani-per-lavoro-subordinato-al-di-fuori-dalle-quote-di-immigrazione/).
I Paesi inclusi nel decreto sono Argentina, Brasile, Stati Uniti d’America, Australia, Canada, Venezuela e Uruguay. Non è stata invece accolta la proposta del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) di estendere la misura anche a Sudafrica, Messico, Perù e Cile.
De Bona ha espresso “apprezzamento” per l’iniziativa, sottolineando il “valore del provvedimento nel favorire il ritorno di competenze e risorse nel Paese”. De Bona ha tuttavia ribadito la “importanza di includere anche i Paesi suggeriti dal CGIE”, auspicando “un ampliamento della misura da parte del Ministero”. Secondo De Bona, “il decreto potrà avere un impatto positivo sull’Italia, contribuendo a contrastare lo spopolamento e la carenza di personale in diversi settori”. L’UNAIE si dichiara “pronta a mettere a disposizione la propria rete per supportare l’attuazione della misura e facilitare l’inserimento dei discendenti italiani nel mercato del lavoro”. (Inform)