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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Accordo UE-Mercosur, l’audizione al Senato dell’Ambasciatore brasiliano in Italia Renato Mosca de Souza

SENATO DELLA REPUBBLICA

Davanti alle Commissioni Esteri-Difesa e Politiche dell’Unione Europea

(Fonte immagine Senato)

ROMA – Si è tenuta in Senato, davanti alle Commissioni Esteri-Difesa e Politiche dell’Unione Europea, l’audizione dell’Ambasciatore del Brasile in Italia Renato Mosca de Souza, in merito ai rapporti tra l’Unione europea, l’Italia e il Brasile, con particolare riferimento all’accordo UE-Mercosur. La Presidente della Commissione Esteri- Difesa del Senato Stefania Craxi ha evidenziato come il Brasile sia stata da sempre meta di destinazione di moltissimi italiani. “Le comunità italiane hanno contribuito allo sviluppo del Paese, nell’agricoltura e nell’imprenditoria”, ha precisato Craxi menzionando i 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile, essendo stato il 1874 l’anno in cui sbarcarono i primi italiani: quella nave aveva a bordo circa 400 migranti tra i quali soprattutto veneti e tirolesi. Craxi ha anche evidenziato l’aspetto economico che è vincolato all’accordo oggetto di audizione, ossia quello tra UE e Mercosur. “Il Brasile è divenuto un attore globale estremamente influente”, ha aggiunto Craxi ricordando che l’UE auspica avanzamenti su questo fronte e vede un importante appuntamento nel prossimo vertice G20 a Rio de Janeiro. “Bisogna continuare a lavorare per definire meglio le prospettive di questo accordo”, ha continuato Craxi non nascondendo che ci sono perplessità da risolvere. E’ poi intervenuto l’Ambasciatore Renato Mosca de Souza che ha spiegato come i rapporti bilaterali tra l’Italia e il Brasile siano storici e consolidati, basandosi su un’ampia gamma di valori e interessi comuni: una condizione facilitata dalla presenza in Brasile di circa 35 milioni di discendenti italiani ma anche dalla presenza in Italia di circa 150mila cittadini brasiliani. Il 21 febbraio 1874 la nave Sofia partita da Genova approdò in Brasile con a bordo italiani provenienti da Veneto e Trentino. “Fu l’inizio ufficiale dell’immigrazione italiana in Brasile”, ha spiegato l’Ambasciatore sottolineando però che i legami tra i due Paesi vanno ben oltre l’aspetto storico essendo determinati da rapporti ancora vivi e che vedono una proficua cooperazione tra i due Stati sotto numerosi fronti. “Nonostante la produttiva cooperazione bilaterale in molti settori c’è ancora spazio per ampliare e diversificare il commercio”, ha spiegato Mosca de Souza parlando di necessità di promuovere ancora di più la cooperazione affrontando i temi della sostenibilità. L’Ambasciatore ha parlato di un Brasile adesso di nuovo in crescita dopo la parentesi della pandemia . “Siamo tornati alla normalità politica dopo tanti anni di turbolenze. Il Governo del Presidente Lula ha ripreso soprattutto le politiche pubbliche e di carattere sociale a beneficio delle classi meno avvantaggiate”, ha aggiunto Mosca de Souza parlando poi di politiche volte al multilateralismo sul fronte internazionale. “Stiamo modernizzando il nostro parco industriale con l’acquisto di macchinari, attrezzature, tecnologie e prodotti italiani ad alto valore aggiunto”, ha spiegato l’Ambasciatore ricordando che ad esempio nel 2022 lo stock di investimenti italiani in Brasile ammontò a circa 21 miliardi di dollari. “Lo scambio economico-commerciale tra Brasile e Italia mi sembra ancora ben al di sotto del potenziale delle due economie che sono tra le dieci più grandi del pianeta”, ha aggiunto l’Ambasciatore auspicando che l’accordo tra UE e Mercosur possa andare in porto contribuendo a benefici concreti. Per Mosca de Souza serve però una rinegoziazione che tenga presenti i mutamenti intervenuti a livello globale. In funzione di ciò Brasile e Mercosur hanno presentato una controproposta dove, tra i principali punti, si chiede di rimuovere gli elementi che potrebbero attribuire all’UE la capacità di restringere il commercio bi-regionale sulla base di apprezzamenti unilaterali su presunte violazioni di impegni internazionali. Inoltre il Mercosur chiede che l’UE riconosca i sistemi nazionali di Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay nelle aree di monitoraggio, tracciabilità e certificazione in settori legati alla sostenibilità. “Riteniamo l’accordo bi-regionale come un qualcosa di mutuo beneficio”, ha sottolineato l’Ambasciatore. Tra gli altri interventi segnaliamo quello del vicepresidente della Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea) Pierantonio Zanettin che ha ricordato la recente visita del Ministro degli Esteri Tajani in Brasile. “Da questi incontri si deve sviluppare molto perché le nostre aziende sono interessatissime a investire in Brasile”, ha spiegato Zanettin ponendo in risalto soprattutto alcuni settori: agroindustria, infrastrutture energetiche e biocarburanti.  Su questo punto l’Ambasciatore è intervenuto rilevando che regioni italiane come Veneto e Lombardia siano molto efficienti sul fronte della produzione; su questo punto è stato segnalato come non siano importanti solo i rapporti istituzionali a livello nazionale tra i due Paesi ma anche quelli tra le loro rispettive regioni o entità territoriali locali che, nello specifico del Brasile, corrispondono ai singoli Stati federali. (Inform)

 

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