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“Dante 700 nel Mondo”, la Farnesina presenta le iniziative culturali per l’anno dantesco

CULTURA

ROMA – E’ stato presentato dalla Farnesina “Dante 700 nel Mondo”, evento anticipatorio delle iniziative che si terranno a partire dai prossimi giorni per l’anno dantesco. Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha parlato dell’importanza delle iniziative commemorative di Dante nel mondo per i 700 anni della sua scomparsa, che coinvolgono molti enti ed istituzioni: giornata simbolica sarà proprio il 25 marzo. Di Maio ha ricordato come il numero di iniziative previste nel mondo ammontino a circa 500 e vedranno protagoniste la Farnesina insieme alle Ambasciate, ai Consolati e agli Istituti Italiani di Cultura, più le comunità italiane all’estero. Il Ministro ha citato il lavoro svolto dai Comites, dal Cgie e dai Comitati della Società Dante Alighieri nel mondo: “un’esplorazione di Dante articolata mediante esposizioni pittoriche, concerti ed esperienze multimediali”, ha evidenziato Di Maio sottolineando come la lunga marcia commemorativa si chiuderà ad ottobre con la consueta Settimana della lingua italiana nel mondo. Ad essere coinvolti nei 700 anni di Dante sono anche altri Ministeri: Cultura, Istruzione e Università; ma anche l’Accademia della Crusca, la Rai e naturalmente la già menzionata Società Dante Alighieri. “E’ un importante momento storico quello in cui celebriamo Dante: esso ha richiesto cambiamenti nelle modalità relazionali dovute alla pandemia. Abbiamo raccolto la sfida con determinazione sfruttando al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie. Quello al digitale è stato un ricorso obbligato: esso ha ridotto le distanze portando molto estero in casa nostra e molta Italia all’estero”, ha spiegato Di Maio ritenendo che questi sviluppi tecnologici lasceranno il segno anche dopo la fine di questa crisi e saranno determinanti per la promozione culturale dell’Italia. “Dante è il genio che ispira generazioni e culture lontane e diverse: figure come la sua simboleggiano il patrimonio culturale dell’Italia che è l’essenza del nostro ‘soft power’ e quindi Dante è l’icona del genio italiano”, ha aggiunto Di Maio riconoscendo il contributo dantesco alla stessa identità nazionale a 700 anni dalla sua scomparsa, continuando ad alimentare l’immaginario collettivo con Francesca, Virgilio e Beatrice. “Le loro storie riassumono l’essenza stessa dell’umanità terrena”, ha concluso Di Maio. Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, ha ricordato come questa presentazione sia giunta a pochi giorni di distanza dal lancio del nuovo portale ‘italiana’ dedicato proprio alla lingua e alla cultura italiane nel mondo. “Diamo spessore alla cultura nella nostra strategia integrata e celebrare Dante ci permette di sottolineare l’importanza stessa dell’industria culturale: essa nel 2019 determinava l’intero sistema produttivo per un 6% del Pil impiegando 1,5 milioni di posti di lavoro e generando benefici con effetto trainante. Per questo è stata importante la decisione di rifinanziare con l’ultima legge di bilancio il fondo di potenziamento della promozione culturale e linguistica”, ha spiegato Angeloni ricordando l’integrazione di tre componenti: cultura, economia e innovazione. “Da sempre il fascino della Divina Commedia ha ispirato drammaturghi e musicisti; oggi quella stessa seduzione affascina fumettisti e realizzatori di videogiochi. Bisogna quindi declinare l’eredità dantesca attraverso l’attualizzazione della sua lettura con mostre, concerti, incontri tematici e audiolibri”, ha aggiunto Angeloni menzionando il ruolo determinante di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura. Ha ricordato su tutti il progetto di un murales dantesco in Cina sostenuto dal Consolato di Chongqing ed eventi multidisciplinari come quelli promossi dall’Ambasciata d’Italia a Londra per il Dante Dì.

Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, ha invitato a riflettere su come il situare Dante 700 nel Mondo in un periodo di pandemia con turismo ridotto sia ribadire l’estroversione italiana come concreto atto di volontà. “La nostra promozione culturale e linguistica si basa su una solida offerta di lingua e cultura italiana e questo celebrare Dante rende consapevoli di questa realtà. Dante è l’icona di quello che siamo: la nostra non è una lingua imperiale ma neanche una lingua provinciale. L’italiano che parliamo trae linfa dalla lingua della Commedia: la nostra storia è impastata dalle parole di Dante”, ha spiegato Riccardi ricordando il progetto della piattaforma digitale, con diverse stanze, volta a promuovere un rinnovato metodo didattico basato sul Dante Global, connettendo insieme varie iniziative culturali nel mondo. “Il genio italiano è pluralismo ma deve essere sostenuto da una piattaforma e dalla connessione: la piattaforma travalica i confini della nostra storica rete sociale ed è un atto di estroversione verso un mondo attratto dalla nostra lingua e dalla nostra cultura”, ha aggiunto Riccardi che, come già ricordato di recente in audizione in Commissione Esteri alla Camera, non ha mancato di sottolineare ulteriormente come il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbia carenze e tenga poco in conto le potenzialità della nostra lingua. Claudio Marazzini, Presidente dell’Accademia della Crusca, ha ricordato tutta una serie di collaborazioni della Crusca: da quella con la Commissione dantesca del Pontificio Consiglio della Cultura alle numerose iniziative su Dante promosse dalla città di Firenze: dai proverbi danteschi alla mostra del Museo del Bargello; e ancora il Festival di Dante nel 2021 a Ravenna. La Crusca vanta anche attività organizzate in prima persona intorno al Dante Dì. Il 23 marzo inaugurerà una mostra su Dante mentre il 25 sarà inaugurata la nuova sala dell’Accademia dedicata a Mazzoni, che è stato un esimio studioso di Dante e gli eredi hanno donato un intero studio alla Crusca. “Iniziativa cardine sarà il grande vocabolario dantesco e un’iniziativa più leggera è ‘la parola di Dante fresca di giornata’: ogni giorno l’Accademia fornisce una parola dantesca con un commento più o meno scientifico o estemporaneo”, ha spiegato Marazzini evidenziando come espressioni di uso comune siano in realtà originarie del vocabolario dantesco. “Così l’espressione ‘Belpaese’, ancor più importante nel giorno dedicato alla dichiarazione dell’Unità d’Italia, che parte da Dante e passa per Petrarca e poi fino ai tempi moderni”, ha sottolineato Marazzini evocando la consueta iniziativa promossa con il Maeci ossia la Settimana della lingua italiana nel mondo: quest’anno sarà dedicata a Dante con un e-book.

Marino Sinibaldi, Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, ha invitato a riflettere sulla ragione per cui oggi Dante possa essere reinterpretato usando diversi generi linguistici o artistici. “Questo è per sua capacità di portare in scena una potenza linguistica dai contenuti universali: avremo Dante nei dialetti italiani e in altre lingue del mondo”, ha spiegato Sinibaldi ricordando la maratona dantesca che si terrà dal 21 al 25 marzo e che vedrà coinvolti 12 Istituti Italiani di Cultura. In ultimo ha citato due importanti appuntamenti che vedranno protagonista l’Italia: il nostro Paese sarà infatti ospite del Salone del Libro di Parigi e della Mostra del Libro di Francoforte. Carlo Ossola, Presidente del Comitato per le Celebrazioni di Dante, ha parlato della Commedia come di un poema universale che vedrà celebrazioni dal Nord al Sud America fino a Expo Dubai 2021 con l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi. Quindi la Commedia che sbarcherà nei cinque continenti con lo spettacolo teatrale dantesco di Ravenna, New York e Nairobi. In Francia l’Ambasciata d’Italia avrà un ruolo fondamentale con iniziative anche nelle scuole francesi; iniziative importanti vi saranno in Spagna e Portogallo, soprattutto a Lisbona con la mostra dedicata a rari manoscritti e incunaboli danteschi; poi a seguire in UK, Polonia e Germania.

Giorgio Bacci, curatore della mostra Dante Ipermoderno, ha brevemente spiegato in cosa consista la mostra basata su illustrazioni dantesche nel mondo dal 1983 ad oggi e destinata agli Istituti Italiani di Cultura. Essa presenta al pubblico una selezione di 83 illustrazioni di importanti artisti: serigrafie, stampe ad alta qualità, acquerelli. Alberto Casadei, curatore del libro ‘Dalla selva oscura al Paradiso’, ha sottolineato come il volgare fiorentino della Commedia sia stato la base per il nostro italiano, superando la dissonanza linguistica e proponendo ai lettori di ogni tempo un capolavoro perenne e universale. Il progetto dell’audiolibro consiste in un prodotto realizzato in diverse lingue, con l’adesione di 32 Istituti Italiani di Cultura. In progetto c’è anche un futuro audiolibro per l’opera dantesca ‘Vita Nova’. Marco Martinelli, autore con Ermanna Montanari del progetto ‘Dante nei 5 continenti’, ha parlato del progetto di Ravenna Teatro e Maeci previsto per fine 2021 e inizio 2022 che porterà Dante da Ravenna a Buenos Aires, fino a New York, Melbourne, Jakarta e Nairobi. Roberto Rea, membro della commissione Cantica21, ha spiegato che la Commedia ha influenzato la storia dell’arte, basti pensare alla Cappella Sistina, “mentre oggi gli artisti sono chiamati ad attualizzare Dante che non è un qualcosa di ovvio da fare, perché Dante non è un poeta attuale ma profondamente immerso nella cultura del proprio tempo e ha pagato con l’esilio i conflitti politici del proprio tempo”, ha aggiunto Rea invitando dunque ad attualizzare Dante con nuove metafore tratte dalla realtà quotidiana. Bianca Garavelli, curatrice dell’App ‘Inferno5’, ha parlato dell’applicazione dedicata al Canto quinto dell’Inferno che è esemplare ed è ambientato nel secondo cerchio infernale: “pericoloso per chi come Dante lo attraversa da vivo, qui si intreccia la sua storia personale con quella di Francesca e tutte le controversie politiche del suo tempo”, ha spiegato Garavelli. Nel corso dell’evento sono stati proiettati diversi contributi multimediali dedicati alla promozione dell’anno dantesco. (Simone Sperduto/Inform)

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