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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dalla II Commissione del Cgie un’incontro online sull’amianto: le tutele previdenziali per i cittadini e i lavoratori  esposti, attualità e prospettive del Fondo per le Vittime dell’amianto

CGIE

 

 

ROMA – La II commissione tematica del Cgie  “Sicurezza, tutela sociale e sanitaria” ha programmato un  ciclo di riunioni per il primo semestre 2021 definite “Seminario formativo informativo”. In questo ambito un incontro online è stata dedicato al tema:  “L’amianto: una panoramica internazionale sui Paesi in cui sono ancora consentiti l’estrazione e l’impiego, le conseguenze sanitarie dell’esposizione e le tutele previdenziali per i cittadini e per i lavoratori, attualità e prospettive del Fondo per le Vittime dell’amianto”. L’incontro è stato presieduto e moderato dalla Presidente della II Commissione Maria Candida Imburgia che ha introdotto i lavori sottolineando come questo incontro “rappresenti un’opportunità al fine di promuovere e sviluppare le condizioni di vita delle comunità degli italiani all’etero e l’adozione dei diritti del nostri connazionali che, sopratutto in questa complessa e critica fase storica che stiamo vivendo, assume un valore aggiunto”. La Presidente della II Commissione è poi entrata nel merito dell’argomento ricordando come in Italia dal 1992 l’estrazione, l’importazione e la lavorazione dell’amianto sia stata vietata. Dopo aver segnalato che la latenza delle malattie connesse all’amianto può arrivare  a 40 anni, Imburgia  ha sottolineato come l’Inail oggi indennizzi i danni alla salute in ambito lavorativo da amianto prevedendo prestazioni di carattere economico e sanitario. E’ poi prevista una prestazione aggiuntiva dal Fondo per le Vittime dell’amianto che è stato istituto presso l’Inail con contabilità autonoma dalla legge finanziaria del 2008. Il Fondo è gestito da un comitato dal 2019. In questo ambito l’indennizzo è previsto anche per i lavoratori che hanno lavorato all’estero e sono tornati in Italia e viceversa. La Presidente della II Commissione ha inoltre sottolineato come a tutt’oggi il rischio amianto, visto che vari paesi nel mondo ancora lo utilizzano,  sia di valenza internazionale e interconnesso con la mobilità dei lavoratori. Come possibile spunto di riflessione per attività future Imbrugia ha infine ricordato l’iniziativa lanciata nel 2009 volta ad informare gli ex lavoratori italiani in svizzera rientrati in patria sui loro diritti alle prestazioni assicurative in questo ambito.

Dal canto suo il segretario Generale del Cgie Michele Schiavone ha rilevato come nei mondi professionali le malattie che coinvolgono i nostri connazionali all’estero, che lavorano in Paesi dove le leggi statali non sono ancora evolute, rappresentino un tema trasversale e di impatto globale.  “Compito del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – ha detto Schiavone – è quello di garantire la tutela la salute e soprattutto la sicurezza sul posto di lavoro dei nostri connazionali”. “ La rincorsa alla sicurezza, alle tutele e alle garanzie  nel mondo del lavoro – ha concluso Schiavone – resta ancora uno degli obiettivi e dei baluardi da superare”.  Anche Elio Munafò, Presidente del Comitato di gestione del  Fondo Vittime amianto, dopo aver ripercorso le variegate modalità d’uso dell’amianto nel corso degli anni,  ha sottolineato l’aspetto transnazionale della problematica. “Il problema dell’amianto non è solo del nostro paese ma è un problema di livello globale, dove dei paesi ancora in via di sviluppo utilizzano queste tecniche con l’amianto, mentre i paesi più avanzati attuano la rimozione dell’amianto.  Munafò ha anche evidenziato come in Italia in 12 anni si siano registrate circa 13.000 patologie causate dall’amianto, più di mille all’anno. Per quanto riguarda il Fondo  per le Vittime dell’amianto Manafò ha segnalato come  per il futuro, visto che questo Fondo è presente anche in altri paesi, vi siano le premesse per portare avanti una riforma in questo ambito non solo in Italia ma anche a livello europeo, avviando un confronto sulle tutele da dare a chi viene colpito dalle malattie da amianto.

E stata poi la volta di Massimo Aliotta, presidente dell’Associazione nazionale svizzera delle vittime dell’amianto, che ha sottolineato la necessità di ampliare la tempistica della prescrizione dei diritti di lavoratori ad almeno 40 anni visti i tempi molto lunghi in cui si manifesta la malattia causata dall’amianto. Aliotta ha inoltre rilevato come il Fondo per le vittime di amianto in Svizzera, dove si registrano fra i 100  e i 130 casi di malattia all’anno riguardanti l’amianto, abbia portato a risarcimenti per circa 25 milioni di franchi svizzeri.  “Questo fondo per le Vittime dell’amianto in Svizzera – ha  segnalato Aliotta – è aperto anche alle istanze della vittime di amianto italiane che hanno lavorato in svizzera per tanti anni. Stiamo lavorando per far si che l’esistenza di questo Fondo sia conosciuto anche in Italia per coloro che vogliono far valere i loro diritti in Svizzera”.

Fra gli altri interventi segnaliamo quello del consigliere del Cgie Gianluca Lodetti, membro del Comitato di Presidenza, che ha posto in evidenza la necessità di uniformare fra i vari Stati le modalità attraverso cui queste patologie da amianto vengono riconosciute. “Bisogna cercare di convertire questo riconoscimento sanitario unitario – ha spiegato Lodetti – con delle regole precise, con una prestazione che valga per tutti i paesi con cui l’Italia ha prodotto delle convinzioni di sicurezza sociale, evitando così problemi burocratici.

Su questa tematica è intervenuto Elio Munafò rilevando come l’obiettivo sia quello di arrivare ad una normativa per la tutela delle malattie professionali comune in tutta Europa ,trovando un equilibrio tra le patologie che vengono riconosciute e le modalità con cui vengono riconosciute. Per Munafò vi è inoltre l’esigenza di coordinare i Fondi per le vittime dell’amianto dei vari paesi. Su questo punto è tornato anche Massimo Aliotta, precisando come in tutta Europa, nonostante legislazioni diverse, queste patologie più gravi siano riconosciute dal punto di vista medico.

Dopo un intervento del consigliere del Cgie Renato Palermo (Uruguay) che ha fatto il punto sulla presenza e l’utilizzo dell’amianto in alcuni paesi del Sud America , ha preso di nuovo la parola il Segretario Generale Schiavone auspicando la realizzazione da parte del Cgie di un convegno su questa tematica in presenza o online. Un evento da porsi in essere in collaborazione con il Ministero della Sanità, il Ministero del Lavoro e la Conferenza delle Regioni anche per cercare di far conoscere la problematica ai nostri connazionali. Il nostro compito – ha affermato Schiavone  – è quello di sostenere e di agevolare l’informazione per i connazionali rientrati in Italia che hanno lavorato in ambienti a rischio, dando risposte e soluzioni ai problemi delle persone malate”. (Inform)

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