CAMERA DEI DEPUTATI
Illustrato da Fabio Porta (Pd) e appoggiato dal Governo, con l’intervento in Commissione del sottosegretario agli Esteri Mario Giro, un impegno per promuovere iniziative utili alla riconciliazione e al dialogo, a tutela anche dalla numerosa collettività italiana residente nel Paese
ROMA – La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha discusso e approvato una risoluzione riguardante la difficile situazione maturata in Venezuela in questi mesi, proposta dal gruppo democratico e recante quale prima firma quella di Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella ripartizione America meridionale e presidente del Comitato per gli italiani all’estero e la promozione del Sistema Paese.
Tensioni innescate da proteste popolari e studentesche a partire dal mese di febbraio sono andate via via crescendo nel Paese ed esacerbandosi, coinvolgendo anche cittadini italiani o italo-venezuelani. Una situazione che il Governo italiano “sta seguendo con grande attenzione e preoccupazione” – si legge nel testo della risoluzione, che richiama a questo proposito i colloqui del ministro degli Esteri, Federica Mogherini con gli ambasciatori italiano in Venezuela e venezuelano in Italia, le visite del sottosegretario Mario Giro in loco nonché la recente missione dei parlamentari eletti nella ripartizione America meridionale per confermare “la solidarietà del Parlamento italiano alla grande collettività italiana che vive in Venezuela e il sostegno dell’Italia ad una soluzione pacifica della grave crisi politica in corso”.
Tenuto conto delle preoccupazioni segnalate proprio dalla collettività italiana residente in loco, la terza del continente per consistenza numerica, per “la situazione di violenza, insicurezza, incertezza e difficoltà economica” e di quelle provenienti dalle numerose imprese italiane in Venezuela, la risoluzione impegna il Governo “a condannare l’uso della violenza da ogni parte provenga, sostenendo attivamente le iniziative volte ad assicurare il rispetto del diritto alla libertà di espressione, associazione e riunione sia nei confronti dei singoli cittadini sia nei confronti dei rappresentanti parlamentari e dei mezzi di informazione”; a “esortare tutte le forze politiche a continuare sulla strada del dialogo politico e a cooperare per il rafforzamento dei processi e delle istituzioni democratiche, confidando nel ruolo del Parlamento e degli eletti ed evitando un incontrollato aumento della tensione”; e a “continuare a lavorare, sia in ambito bilaterale che nelle sedi multilaterali, perché vengano sostenuti tutti gli sforzi volti a promuovere una politica di riconciliazione e dialogo tra maggioranza e opposizione, volta a garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, che possa aiutare il Paese a uscire da questa grave crisi economica, politica e sociale”.
Illustrando il testo della risoluzione Porta ha segnalato l’escalation della violenza politica e l’aggravarsi della crisi economica e alimentare attraversata dal Paese, lamentando l’interruzione del dialogo avviato dalla Santa Sede e dal gruppo di contatto costituito dai ministri degli Esteri di Brasile, Colombia ed Ecuador. Nell’attesa di una ripresa dei contatti, segnala “l’esigenza di restare vicini alla numerosa comunità italiana presente in Venezuela e di sostenere l’azione del Governo ed in particolare del sottosegretario Giro”, l’opportunità di proseguire il monitoraggio della crisi e di valutare l’eventualità di una nuova missione a Caracas.
Da segnalare anche l’intervento del sottosegretario Giro, che ha confermato l’appoggio suo personale e quello del Governo alla risoluzione. Ha inoltre ricordato come la collettività italiana risenta fortemente della grave situazione economica in cui versa il Venezuela, segnalando anche il pericolo di “ripercussioni destabilizzanti su non pochi Paesi dell’America centrale e dei Caraibi”, così come manifestato in particolare dalle autorità brasiliane in occasione di un vertice in Salvador. Positivo, infine, “il fatto che le parti più ragionevoli di entrambi gli schieramenti siano ampiamente consapevoli che la sola via d’uscita dalla crisi è rappresentata dal ritrovamento dell’unità nazionale – conclude il sottosegretario. (Inform)