CAMERA DEI DEPUTATI
Espressa soddisfazione per l’obiettivo del DEF di avvicinare alla media OCSE la percentuale del PIL per l’aiuto pubblico allo sviluppo attraverso la razionalizzazione della spesa e un incremento delle risorse del 10%. Gli interventi del relatore Amendola, del sottosegretario agli Esteri Della Vedova e dei deputati eletti all’estero Picchi (Forza Italia) e Garavini (Pd)
ROMA – In merito al Documento di Economia e Finanza per il 2014 la Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha approvato un parere favorevole in cui, per quanto riguarda le parti di competenza della Commissione, si sottolinea l’innovazione metodologica del provvedimento che prevede “un crono-programma che impegna il Governo a procedere ad interventi normativi ed attuativi a scadenze prestabilite e ravvicinate”. Nel parere si evidenzia inoltre condivisione “per l’impostazione volta ad imprimere, durante il semestre italiano di presidenza dell’Ue, una svolta nella promozione della strategia per la crescita e l’occupazione”. In questo ambito viene poi riaffermata “la scelta strategica di un rafforzamento dell’internazionalizzazione dell’economia italiana, a cui la politica estera è chiamata a contribuire in modo incisivo” e “la validità della sfida di Expo 2015 come occasione di rilancio del modello italiano di sviluppo sostenibile”.
Dalla Commissione sono inoltre rilevati “i positivi progressi compiuti nei negoziati internazionali volti a contrastare l’evasione fiscale, con particolare riferimento agli Stati Uniti”. Viene poi espressa soddisfazione “per l’obiettivo prefissato di avvicinare alla media OCSE la percentuale sul PIL dell’aiuto pubblico allo sviluppo con un incremento di almeno il 10% degli stanziamenti annui, nel quadro della riforma della legge sulla cooperazione da varare nel più breve tempo possibile”. Ribadito infine nel parere l’impegno “a riqualificare la spesa del Ministero degli Affari Esteri, in virtù dell’ottimizzazione delle risorse umane e materiali in relazione all’esigenza di garantire la proiezione europea ed internazionale dell’Italia”.
Nel corso del dibattito il relatore Vincenzo Amendola (Pd) ha in primo luogo rilevato come il DEF per il 2014 si distingua dai provvedimenti del passato per l’introduzione di un crono-programma che impegna il Governo e la maggioranza parlamentare ad adottare interventi normativi ed attuativi rapidi e certi, a scadenze prestabilite e ravvicinate. Il relatore ha poi ricordato come , nonostante il rallentamento nel 2013 del volume complessivo degli scambi commerciali in Italia, l’export italiano verso le aree extraeuropee sia rimasto dinamico e costante, a fronte però di un calo delle esportazioni nei confronti dei Paesi sviluppati. Amendola si è anche detto d’accordo l’esigenza, evidenziata dal DEF, di imprimere, durante il semestre di Presidenza italiana dell’Ue che inizierà il prossimo luglio, una svolta in Europa, per indirizzare i Paesi dell’Unione verso una strategia di crescita e occupazione, grazie ad un forte sostegno agli strumenti che mirano a rilanciare il settore manifatturiero e l’economia reale. Il relatore ha inoltre segnalato come a partire dal 2015, mentre la crescita del Prodotto Interno Lordo per l’anno in corso si attesta intorno allo 0, 8% , il rapporto debito/Pil dovrebbe iniziare a ridursi. Per quanto invece riguarda l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS), la cui percentuale sul PIL risulta in lievissima crescita nel 2013 e per l’anno corrente, nel DEF si conferma la volontà dell’esecutivo di allineare gradualment6e l’Italia alla media dei paesi OCSE per arrivare ad impegnare nel 2017 in favore della cooperazione lo 0,28 per cento del Pil. Un incremento delle risorse che, per il relatore, sarà reso possibile dalla razionalizzazione e dalla riqualificazione della spesa per la cooperazione allo sviluppo, nel quadro di una rinnovata disciplina legislativa del settore – attualmente all’esame del Senato – nonché dall’incremento del 10% anno degli stanziamenti in questo ambito previsti nella legge di stabilità. Ricordato inoltre l’incremento degli stanziamenti dell’Italia per i Fondi internazionali.
Amendola ha anche rilevato che la Farnesina sarà chiamata a svolgere un ruolo centrale nel rafforzamento dell’internazionalizzazione dell’economia italiana, parte essenziale del quale è l’aumento dell’attrattività del nostro Paese per gli investimenti esteri. Su questo punto il relatore ha segnalato il pacchetto “Destinazione Italia” presentato dal Governo nel corso del 2013, l’incremento dei fondi a disposizione dell’attività dell’Agenzia ICE, il rafforzamento del ruolo dell’ Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (INVITALIA). Evidenziato anche l’importante ruolo per la promozione dell’Expo 2015 del ministero degli Esteri che potrà contribuire ad organizzare nel mondo iniziative per la promozione del turismo, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare, nonché percorsi riguardanti l’arte e le eccellenze italiane, come ad esempio l’enogastronomia.
Per quanto concerne infine la cooperazione internazionale per la lotta all’evasione fiscale il relatore ha segnalato sia i negoziati della Commissione europea con cinque paesi esterni all’Unione (fra cui Svizzera e San Marino), un’iniziativa che mira a ottenere il riconoscimento dello scambio automatico delle informazioni fiscali quale standard comune superando la fase della ritenuta sui redditi da risparmio dei cittadini non residenti, sia la firma , avvenuta lo scorso gennaio, di un accordo tra Italia ed Usa volto ad applicare la normativa del Foreign Account Tax Compliance Act (Fatca) e a migliorare la tax compliance internazionale.
E’ poi intervenuto il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova che si è associato alle considerazioni svolte dal relatore e si è detto d’accordo sui punti ritenuti rilevanti per il ministero degli Esteri ed in particolare per quanto concerne la cooperazione allo sviluppo.
A seguire ha preso la parola il deputato Guglielmo Picchi (Fi-Pdl) che, preannunciando il voto contrario di Forza Italia, ha lamentato la sovrapposizione degli uffici all’estero di “Destinazione Italia”, evidenziando il contrasto con le chiusure sofferte dalla rete diplomatico- consolare della Farnesina. Quanto alla collaborazione internazionale in materia fiscale, Picchi ha fatto presente come i risultati in questo settore siano stati già acquisiti dai precedenti governi. Il deputato di Forza Italia, eletto nella ripartizione Europa, ha poi sottolineato sia l’impossibilità di immaginare ulteriori tagli al bilancio del Mae, sia la necessità di un’adeguata mappatura degli interventi di cooperazione allo sviluppo, comprensivi anche di quelli promossi dalle regioni e dalle autonomie locali, da porre in essere prima di incrementare gli stanziamenti statali in questo settore.
E’ infine intervenuta la deputata del Pd Laura Garavini che, dissentendo dalle opinioni espresse da Picchi, ha evidenziato come DEF imprima, inviando un chiaro messaggio per la crescita ed il lavoro, una svolta radicale alle prospettive del Paese anche in vista dell’appuntamento del semestre di presidenza dell’Ue. La deputata del Pd , eletta nella ripartizione Europa, ha inoltre precisato come le previste chiusure delle sedi della rete estera del Mae siano state parzialmente attenuate e si stia cominciando a orientare la riduzione della spesa anche verso altri settori, come ad esempio l’ISE. La Garavini ha infine segnalato la necessità di riqualificare la spesa per la cooperazione allo sviluppo, di fronte alle urgenze poste dall’evoluzione degli scenari globali. (Inform)