CAMERA DEI DEPUTATI
Segnalata dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro l’eventualità che la tornata elettorale per il rinnovo degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero possa slittare di qualche mese rispetto alla prevista scadenza del 2014
Gli interventi del relatore Fabio Porta e dei deputati Laura Garavini (Pd), Alessio Tacconi (Misto), Manlio Di Stefano (M5S), Marco Fedi (Pd) e Mario Marazziti (Pd)
ROMA – Nella seduta di ierila Commissione Esteridella Camera ha approvato un parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica che modifica il regolamento per le elezione dei Comites. Nel parere si ricorda sia l’urgenza “di definire nel più breve tempo possibile le procedure di rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero e del Cgie, già oggetto di ripetuti rinvii che hanno di fatto portato al raddoppio del periodo di decorrenza previsto per tali organismi dalle rispettive leggi istitutive” , sia il fatto che “l’intervento normativo è finalizzato ad introdurre procedure che comportino una riduzione della spesa necessaria per le operazioni elettorali e a rafforzare le prerogative di sicurezza del voto, anche mediante l’adozione di modalità informatiche”.
Nel parere della Commissione vengono poi espresse le seguenti condizioni: “ che si facciano sforzi ulteriori per costituire un maggior numero di seggi al fine di sostenere i livelli di partecipazione al voto, considerando la possibilità di insediarli anche nei consolati di seconda categoria, negli Istituti di cultura, nei Comites ove abbiano sedi autonome e in altre ubicazioni nelle quali sia possibile assicurare la presenza di un rappresentante del Consolato; che siano previste per l’esercizio del voto ‘da remoto’ modalità di rilascio delle ‘credenziali’ diverse da quella del ritiro personale presso gli uffici consolari; che siano incrementate le forme di pubblicità relative all’appuntamento elettorale e di informazione agli aventi diritto”.
Queste condizioni vengono completate da alcune osservazioni: “che nelle operazioni elettorali presso i seggi sia altresì prevista la possibilità di votare mediante ‘schede’ ove per qualsiasi motivo non fosse presente o funzionante l’attrezzatura idonea a garantire il voto elettronico; che si consideri positivamente la disponibilità manifestata dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, dai Comites e dalle reti associative per collaborare al corretto funzionamento dei seggi elettorali attraverso il contributo del volontariato; che si tengano in debita considerazione le osservazioni del Consiglio di Stato sul provvedimento, ed in particolare in merito all’abrogazione della Rappresentanza del capo dell’ufficio consolare di cui all’articolo 17 dello schema di decreto”.
Nel corso del dibattito in Commissione il relatore Fabio Porta, dopo aver auspicato che il rinvio al 2014 del rinnovo dei Comites rappresenti l’ultimo slittamento delle elezioni, ha rilevato come l’utilizzo del voto informatico previsto dal regolamento, oltre a rispondere alle esigenze di modernizzazione della pubblica amministrazione, si inserisca nel quadro del programma di digitalizzazione dei servizi offerti dalla rete consolare del ministero Esteri. Nel ricordare che i costi previsti per il suffragio informatico non devono superare due milioni di euro, ovvero un decimo delle somme normalmente spese per le operazioni di voto per corrispondenza, Porta ha sottolineato come i voti espressi in modalità informatica, immediatamente acquisiti dal portale dedicato del Mae, risulterebbero idonei a tutelare la personalità e segretezza del voto. Per quanto poi concerne le specifiche del regolamento il relatore ha evidenziato come dal provvedimento sia previsto il voto elettronico sia in appositi seggi, allocati presso gli uffici consolari, sia a distanza tramite computer, ma in questo caso è necessaria la preventiva distribuzione, strettamente personale, di appositi pin, che garantiscano al titolare le credenziali di accesso al sistema online, ovvero al sito dedicato del Mae .
Per quanto riguarda le criticità del provvedimento da Porta viene rilevato come la limitazione delle operazioni di voto non da remoto alle sole sedi degli Uffici consolari, salvo autorizzazione del Mae e disponibilità di ulteriori fondi, potrebbe comportare gravi difficoltà nelle circoscrizioni con elevato numero di italiani residenti. Il relatore ricorda inoltre le perplessità espresse dal Comitato di Presidenza del Cgie soprattutto per l’esiguità delle risorse disponibili e per il cambiamento del sistema di voto, che limiterebbero il numero dei seggi e quindi la partecipazione al voto di tutti gli aventi diritto, mentre il voto da remoto sarebbe gravato dalla preliminare necessità di comparire nell’ufficio consolare per la consegna personale della prima parte delle credenziali. Dubbi espressi anche dalla Commissione Esteri del Senato a cui si aggiungono difficoltà di applicazione del voto remoto in paesi poco avanzati dal punto di vista tecnologico.
Da Porta viene infine segnalata la presenza di una relazione tecnico-finanziaria sul progetto del voto elettronico all’estero (VELE) da cui si desume che, in considerazione dei tempi ristretti, si renderà necessario l’acquisto o l’affitto di una soluzione informatica già sviluppata da terzi per la realizzazione di una piattaforma software che consenta il voto elettronico in condizioni ottimali di sicurezza e affidabilità. Rilevato inoltre il necessario apporto di una società di consulenza per il consolidamento della documentazione, vista l’imminente scadenza della presentazione del capitolato e del bando di pubblica gara, il tutto per oneri non superiori ai prefissati due milioni di euro.
Ha poi preso la parola il sottosegretario agli Esteri Mario Giro che ha evidenziato, ferma restando l’intenzione del Governo di procedere nel più breve tempo possibile alle elezioni, la necessità di non modificare lo schema di decreto per evitare un allungamento dei tempi a causa della necessità di risentire il Consiglio di Stato. Dal sottosegretario è stata inoltre segnalata l’eventualità che la tornata elettorale possa slittare di qualche mese rispetto alla prevista scadenza del 2014.
Dopo l’intervento della deputata Laura Garavini (Pd), che ha invitato il Governo a procedere quanto prima a rinnovare gli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo ed ha chiesto maggiori risorse per consentire l’acquisizione del pin da parte dei nostri connazionali senza l’onere di recarsi fisicamente presso le sedi consolari, Alessio Tacconi (Misto) ha evidenziato il rischio che il voto informatico possa causare una bassa affluenza dei nostri connazionali ed ha auspicato un superamento del regolamento attraverso l’avvio in pochi mesi di una vera e propria riforma dell’intero settore della rappresentanza degli italiani all’estero. Tacconi ha anche ricordato il proprio progetto di legge che prevede la soppressione del Cgie ed ha annunciato la presentazione di un disegno di legge di riforma del voto all’estero, incentrato sull’inversione del meccanismo di opzione. Dal canto suo Manlio Di Stefano (M5S) ha evidenziato l’esigenza di trovare risorse adeguate per il rinnovo dei Comites o in alternativa di prevedere l’abolizione di questi organismi di rappresentanza.
Ha poi preso la parola Marco Fedi (Pd) che ha ribadito l’impegno per una riforma del settore, auspicando al riguardo la collaborazione del Governo. Fedi ha inoltre invitato l’esecutivo a semplificare al massimo il sistema elettorale , osservando che i problemi di sicurezza non sono diversi da quelli già riscontrabili nel voto per corrispondenza. Infine il deputato del Pd Mario Marazziti ha manifestato l’orientamento favorevole del suo gruppo sullo schema di regolamento, dal momento che il provvedimento coniuga il contenimento delle spese con l’efficacia del meccanismo elettorale. Anche Marazziti ha concordato sull’opportunità di procedere ad una riforma generale del settore, al fine di eliminare alcune ridondanze presenti nell’assetto del Cgie. (Inform)