direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dal XIII Rapporto: sono 377.217 gli stranieri residenti nella città di Roma

IMMIGRAZIONE

 

Le presenze stabili di stranieri a Roma Capitale

 

Sono 377.217 gli stranieri residenti nella città di Roma a inizio 2017, per il 52,7% donne, e rappresentano il 13,1% della popolazione totale.

Quasi la metà proviene dal continente europeo e, tra questi, il 75% dall’area comunitaria, in particolare dalla Romania (i cui residenti sono aumentati del 2,5% rispetto al 2015). Questi sono in assoluto i più numerosi (90.959, un quarto della popolazione straniera), seguiti nell’ambito dell’area europea da ucraini (15.070, quasi +5% in un anno) e polacchi (12.360, -0,2%).

Il secondo continente è quello asiatico, con 125.600 residenti (oltre il 33% degli stranieri), in crescita del 5,3% rispetto al 2015. Invariate le posizioni delle prime tre collettività, che continuano

a crescere e a rappresentare circa il 73% della popolazione asiatica: filippini (41.685: +1,9%), bangladesi (30.770: +6,3%) e cinesi (18.721: +8,2%). In netto aumento anche gli indiani (+7,7%).

Registrano una forte crescita i cittadini dell’Africa, in particolare di Nigeria (+8,4%), Egitto (+6,4%) e Marocco (+2,7%). Calano invece gli americani, che costituiscono il 10,3% degli stranieri e tra i quali i più numerosi sono i peruviani (13.445, -2,5%) e gli ecuadoriani (8.182, -0,4%). La concentrazione più elevata si registra in tre municipi che accolgono oltre un terzo degli stranieri: il municipio I (45.162), il VI (44.452) e il V (40.680). Rispetto al 2015, l’incremento maggiore  si è avuto nell’area Sud-Est di Roma, in particolare nel municipio VII (+5,1%). Le cittadinanze più numerose nella Capitale sono quelle romena, filippina, bangladese e cinese.

I nuovi nati iscritti in anagrafe nel 2016 sono, tra italiani e stranieri, 22.435, con un trend decrescente non solo per i nati da madri italiane (quasi il 3% in meno del 2015), ma anche da madre straniera: queste nell’ultimo triennio hanno cumulato un decremento di oltre 5 punti percentuali. Nel complesso, le nascite nel 2016 calano così del 2,8%, anche se le donne straniere mantengono una propensione più che doppia a mettere al mondo un figlio rispetto alle italiane.

 

Il contributo al mercato del lavoro dipendente

Nella Città Metropolitana di Roma Capitale la ripresa degli indicatori economici e occupazionali registrata a partire dal 2014 si è consolidata nel corso del 2016. Tra il 2008 e il 2016 la base occupazionale si è ridotta numericamente solo nel 2009, ma negli  anni successivi, diversamente dal livello nazionale, si è avuto un costante, anche se moderato, andamento positivo e nel 2016 un incremento di occupati dell’1,5% (in Italia +1,3%). Ne risulta che il bilancio complessivo degli occupati fra il 2008 e il 2016 è positivo per la Città Metropolitana di Roma (+9,3%) e negativo per la media nazionale (-1,4%). Il tasso di occupazione dei 15-64enni nel 2016 è tornato ai livelli pre-crisi, attestandosi sul 62,6%.

Determinante per questo trend è stato il contributo dei lavoratori stranieri che hanno registrato un aumento di occupati del 98,1% fra il 2008 e il 2016, a fronte del +0,9% dei lavoratori italiani.

Tuttavia, la parziale tenuta dell’occupazione è derivata anche da politiche di riduzione dell’orario di lavoro che hanno favorito l’aumento del part-time (volontario e soprattutto involontario) e della Cassa integrazione, estesa a settori e tipologie di aziende in precedenza escluse.

Attualmente il numero dei senza lavoro si aggira a Roma attorno alle 194mila persone ed è di oltre 3 milioni in Italia. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione ha ripreso a crescere, raggiungendo un massimo storico nel 2014 (11,3%), per scendere nel 2016 al 9,8%, valore in ogni caso superiore ai valori pre-crisi (5,8% nel 2007). Fra i giovani di 15-24 anni, inoltre, il tasso di disoccupazione a Roma raggiunge il 40,2%.

Gli occupati a Roma nel 2016 sono 1 milione e 796mila, il 75% dei quali lavora nei servizi ma, considerando anche il commercio, la percentuale sale all’87,8% (in Italia è al 70%). e in Italia del 10,5%. In valori assoluti i lavoratori stranieri occupati nel Lazio sono 335.274 (su un totale di 2.335.947), di cui 281.234 nella Città Metropolitana di Roma (su un totale di 1.796.932 occupati). Il loro tasso di occupazione, nonostante un calo più forte che tra gli italiani (-2,6 punti percentuali),

resta decisamente più alto: 66,8% a fronte del 46,2%. Inoltre, alla diminuzione dei tassi di occupazione ha corrisposto, anche fra i cittadini stranieri, un notevole aumento del tasso di disoccupazione, che ha raggiunto l’11,4% a fronte del 9,5% degli italiani.

Nella maggioranza dei casi le occupazioni degli stranieri si concentrano in posti di lavoro a bassa qualificazione e spesso non corrispondenti ai livelli di istruzione e formazione: nella Città Metropolitana di Roma gli stranieri lavorano per il 43,7% in professioni qualificate (a fronte del 6,5% tra gli italiani), per il 28,5% in professioni qualificate nei servizi (italiani: 17,7%), per il 16,3% come operai (italiani: 11,0%), mentre registrano quote decisamente basse nelle professioni tecniche/impiegati (6,3% a fronte del 37,2% tra gli italiani), nelle alte specializzazioni (4,0% vs 21,7%) e come dirigenti e imprenditori (1,2% vs 3,5%).

 

Il lavoro autonomo

Solo sul territorio di Roma Capitale si contano ben 48.563 imprese gestite da lavoratori di origine straniera, pari all’8,5% di tutte le aziende a guida immigrata registrate dalle Camere di Commercio italiane a inizio 2017 (oltre 571mila). La percentuale sul totale sale all’11,4% nell’intera Città Metropolitana, dove le imprese guidate da immigrati sono 63.052, e arriva al 13,0% nel Lazio (74.067): valori di spicco che fanno di Roma la prima provincia italiana per numero di attività indipendenti “immigrate” (seguita da Milano: 9,1%, 52.150) e del Lazio la seconda regione, preceduta solo dalla Lombardia (19,3%, oltre 110mila).

A fronte di un valore medio nazionale che nell’ultimo quinquennio si è attestato al +25,8% (pari a 117mila imprese immigrate  in più), nel Lazio l’incremento dal 2011 è stato del 46,0% e del 49,8% nella Città Metropolitana di Roma. Anche stringendo l’attenzione sull’ultimo anno, la media nazionale del +3,7% sale a +5,1% nel Lazio e a +5,5% nell’area metropolitana romana.

Tra le imprese gestite da immigrati spicca la quota di pertinenza delle società di capitale, pari al 20,1% del totale nella Città Metropolitana e al 21,9% nel comune di Roma (in Italia: 12,2%).

Gli imprenditori romeni e marocchini sono i più numerosi nei comuni della provincia, a differenza di quanto si registra a Roma, dove a distinguersi sono innanzitutto i bangladesi (pari al 36,0%di tutti gli immigrati titolari di ditte individuali), seguiti da romeni (10,9%), cinesi (8,6%), egiziani (8,1%) e marocchini (4,5%).(Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform