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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dal 15 al 17 ottobre a Triuggio e Milano il seminario internazionale di studio delle Acli “Il lavoro agricolo tra innovazione e sfruttamento”

ASSOCIAZIONI

Sostenuto dall’Eza e dall’Unione Europea

Venti relatori analizzeranno caratteristiche e fenomeni di un settore che in questi ultimi anni ha fatto registrare non poche novità in ambito imprenditoriale, tecnologico, della difesa dell’ambiente e della responsabilità sociale

 

MILANO – Si terrà a Triuggio e Milano, dal 15 al 17 ottobre prossimi, il seminario internazionale di studio delle Acli, sostenuto dall’Eza e dall’Unione Europea, sul tema “Lavoro dignitoso:per una qualità del lavoro a contrasto della precarietà. Il lavoro in agricoltura tra innovazione e sfruttamento”. L’incontro, giunto quest’anno alla sua nona edizione, metterà a tema il lavoro nel settore agricolo. Venti relatori concorreranno nelle tre giornate ad analizzare caratteristiche e fenomeni di un settore che in questi ultimi anni ha fatto registrare non poche novità, in ordine alle forme d’impresa, all’impiego delle nuove tecnologie, al “ritorno alla terra” di donne e giovani con produzioni di qualità, a nuove pratiche e relazioni tra produttori e consumatori, ad una più accentuata attenzione all’ambiente e alla responsabilità sociale. Tutto ciò rimando uno dei maggiori bacini di sfruttamento dei lavoratori, in particolar modo degli immigrati, e dell’ambiente, con diffusi fenomeni di illegalità anche molto gravi che vanno dalla riduzione in schiavitù alle frodi alimentari all’inquinamento e, più in generale, a quelle che vengono chiamate “agromafie”. Tredici i Paesi di provenienza dei partecipanti: Argentina, Belgio, Brasile, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Romania, Russia, Slovacchia, Senegal, Svizzera.

L’incontro si aprirà a Villa Sacro Cuore di Triuggio giovedì 15 ottobre alle ore 15 e si concluderà alla Cascina Triulza, in Expo, alle 13.30 di sabato 17.

La prima sessione di lavoro sul tema “Il settore agricolo tra innovazione e tradizione: uno scenario” sarà coordinata da Roberto Rossini, responsabile Funzione Studi Acli Italia e introdotta da Simonetta De Fazi del Dipartimento Internazionale Acli Italia. Seguiranno gli interventi di Piergiorgio Sciacqua, co-presidente Eza;  di Paolo Petracca, presidente Acli Milano; di p. Elio Dalla Zuanna, incaricato nazionale CEI per la formazione spirituale nelle Acli e di Alfonso Pascale Co-fondatore Confederazione italiana agricoltori e Rete Fattorie Sociali. La seconda sezione di lavoro, dal titolo “  Le antinomie del lavoro agricolo tra eccellenza e sfruttamento”, sarà aperta da Liliane Dal Piva, presidente Acli Francia e coordinata da Stefano Tassinari, vicepresidente Acli Italia, responsabile Dipartimento Economia e Lavoro Relazioni. A seguire le relazioni di Antonio Carbone, presidente dei piccoli agricoltori del sindacato europeo EFFAT e di Livio Neri, associazione studi giuridici sull’Immigrazione, nonché gli interventi di Antonio Russo, presidenza nazionale Acli Italia, responsabile Immigrazione e Legalità, di Ľubica Černá, presidente NKOS, di Marco Calvetto, responsabile Nuovi Servizi di Tutela del Patronato Acli, di Giuseppe Di Francesco, presidente Fairtrade Italia e di Mamadou Moustapha Mbaje agronomo e consulente progetto IPSIA “Alimentare lo sviluppo” – Senegal. La terza sessione, dal titolo “ Produzione agricola, sviluppo locale, sostenibilità ambientale:un nuovo patto tra produttori e consumatori e un nuovo ruolo per le parti sociali”, sarà introdotta da Duilio Zanibellato, presidente Acli Germania e coordinata da Santino Scirè vicepresidente Acli Italia. Si avranno poi le relazioni di Francesco Di Iacovo, docente di Economia e Politica agraria – Università di Pisa ed esperto di Agricoltura sociale; Giorgio D’Amore, economista, Distretti di Economia Solidale; Guido Turus, coordinatore progetto “Bioresistenze” della Confederazione Italiana Agricoltori.

A seguire gli interventi di Alfredo Cucciniello, presidenza nazionale Acli Italia, responsabile Pace e Cittadinanza attiva; di Amélie Peyrard, presidente della CIJOC; di Mauro Montalbetti, presidente della Ong IPSIA; di Blebea Vasilica, Cartel Alfa e presidente del sindacato nazionale romeno dei lavoratori della terra. L’ultima sessione di lavoro, sul tema “Politiche sociali europee, mercati e accordi internazionali: il futuro della terra come bene comune”, sarà aperta da Giuseppe Rauseo, vicepresidente Acli Svizzera e vicepresidente Fai e coordinata da Michele Consiglio, responsabile Dipartimento Politica estera e Relazioni internazionali Acli Italia e vicepresidente Fai. Vi sarà poi l’intervento di saluto di Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio di Milano del Parlamento Europeo e vicedirettore del Padiglione UE in Expo. Infine la tavola rotonda con Andrea Olivero, viceministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali; Luca Jahier,  presidente del 3° Gruppo “Attività diverse” CESE; Michele Zannini, presidente Acli Terra e Gianni

“Il 2015 – si legge nella nota che accompagna il programma dell’evento – è l’anno dell’Esposizione universale di Milano, che ha messo a tema il cibo, la sua produzione, la sua qualità, la sua distribuzione.

E’ l’anno in cui è pubblicata l’enciclica “sulla cura della casa comune”, che invoca una “ecologia integrale” come unico possibile argine ai danni provocati da dissennati e non più sostenibili modelli di sviluppo. E’ l’anno che le Nazioni Unite hanno dedicato alla protezione del suolo. L’anno in cui si verifica il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio e si definiscono i 17 obiettivi dell’Agenda post-2015, tra i quali: porre fine alla fame; raggiungere la sicurezza alimentare; promuovere l’agricoltura sostenibile; garantire il diritto universale all’acqua; garantire un consumo sostenibile; ridurre gli sprechi alimentari; ridurre l’uso di sostanze chimiche in agricoltura; promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri e la biodiversità. L’anno in cui l’Europa conta un quarto della popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale; mentre decine di migliaia di profughi cercano riparo dalle guerre e dalla povertà nel vecchio continente. E’ l’anno in cui il Parlamento europeo approva le proprie raccomandazioni sul Ttip, il trattato commerciale Usa-Ue, che ha sollevato la contrarietà di milioni di cittadini europei e grande preoccupazione proprio nel settore agricolo. E’ l’anno in cui ha preso il via la riforma della Politica agricola europea, che interessa circa il 77% del territorio dell’UE, i suoi abitanti – ovvero la metà dell’intera popolazione dell’Unione – e circa 12 milioni di lavoratori. L’anno in cui in Italia viene approvata la legge sull’Agricoltura sociale e nuove norme sul fenomeno del ‘caporalato’. E in cui lo sfruttamento dei lavoratori nel settore ha portato fino alla ‘conta dei morti’. Ma è anche l’anno in cui crescono le attività secondarie legate alla multifunzionalità delle aziende agricole e i consumi di prodotti alimentari con marchi di qualità. In cui il settore agricolo fa registrare non poche novità, in ordine alle forme d’impresa, all’impiego delle nuove tecnologie, al ‘ritorno alla terra’ di donne e giovani con produzioni di qualità, a nuove pratiche e relazioni tra produttori e consumatori, ad una più accentuata attenzione all’ambiente e alla responsabilità sociale. Contemporaneamente, il settore rimane uno dei maggiori bacini di sfruttamento dei lavoratori – in particolar modo immigrati – e dell’ambiente, con diffusi fenomeni di illegalità anche molto gravi che vanno dalla riduzione in schiavitù alle frodi alimentari alle ‘agromafie’.

La complessità inestricabile di quanto è legato alla terra e alla vita – conclude la nota – ci chiama con urgenza a porre in campo nuovi e sostenibili modelli di sviluppo, ad adottare un diverso stile di vita, a riaffermare ‘in solido’ la dignità e gli inalienabili diritti di lavoratori e lavoratrici e della terra che questi curano. Favorire questi processi è responsabilità di tutti…”. (Inform)

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