ITALIANE ALL’ESTERO
ROMA – “La cucina italoamericana nasce dall’adattamento: gli emigrati italiani hanno portato le loro ricette e la loro memoria culinaria in un Paese dove spesso gli ingredienti disponibili erano molto diversi. Da lì è nata una cucina nuova, che mantiene l’anima italiana ma si è evoluta con prodotti, quantità e gusti locali”. Lo spiega nell’intervista al magazine We the Italians a firma di Umberto Mucci la chef Alice Gregori, membro dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Nord America, “originaria della zona del Lago d’Idro, tra Lombardia e Trentino, e cresciuta nella natura, tra montagna e vita di campagna, dove spesso erano gli ingredienti a suggerire cosa cucinare” e traferitasi in California da qualche anno . “Quando ingredienti italiani autentici incontrano piatti nati dall’evoluzione italoamericana, può nascere un nuovo equilibrio molto interessante. Non si tratta di “correggere”, ma di dialogare tra tradizione e storia migratoria. Molti piatti italoamericani sono nati come adattamenti generosi e creativi, legati agli ingredienti disponibili in quel momento. Oggi, con più accesso a prodotti italiani originali e di qualità, alcuni di questi piatti possono essere reinterpretati con maggiore precisione di sapore e rispetto della materia prima”. Gregori “fin dal primo momento” si è “sentita accolta, sostenuta e parte di una vera comunità professionale” nell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Nord America . “APCI Nord America sta crescendo molto e porta avanti il lavoro dei cuochi italiani all’estero con serietà, organizzazione e spirito di collaborazione. Gli eventi e le iniziative sono sempre curati con grande professionalità e hanno un obiettivo chiaro: valorizzare la cucina italiana autentica e chi la rappresenta ogni giorno con il proprio lavoro. È un’associazione che non tutela solo la cucina come patrimonio gastronomico, ma anche la dignità e la competenza dei professionisti coinvolti, creando rete, confronto e opportunità concrete di crescita”. L’intervista integrale in inglese e in italiano è disponibile sul sito del magazine. (Inform)