ITALIANI ALL’ESTERO
Raccolta fondi lanciata al Forum delle Associazioni di Parigi per la prosecuzione in Appennino del progetto sui “resistenti”
PARIGI – Il progetto “I geni dell’Antifascismo” iniziato dalle associazioni Fratellanza Reggiana, Emilia-Romagna di Parigi e di Liegi, Leonardo da Vinci di Liegi, ANPI e Jardins numériques ha portato l’équipe composta dal geostorico Antonio Canovi, dalla fotografa Veronica Mecchia e dalla regista Chiara Zappalà a filmare resistenti e discendenti nella regione parigina e in Belgio, nelle zone di Liegi, Seraing, a Genk, Rebecq, la Louvière, Bruxelles… tutti avamposti dell’emigrazione italiana (v. anche Inform http://comunicazioneinform.it/nel-70-della-morte-di-rino-della-negra-mostra-in-francia-organizzata-dallassociazione-fratellanza-reggiana/ ndr) .
La ricerca si è concentrata sulle persone che hanno vissuto la Resistenza in Italia e poi all’estero e sui loro discendenti e familiari per capire in cosa consiste l’eredità intellettuale ed etica lasciata alle generazioni successive. Alla trasmissione di valori e delle idee antifasciste però si sono aggiunti due aspetti fondamentali. Innanzitutto i protagonisti di queste lotte, in gran parte ignorate, oggi come allora, hanno poi intrapreso lavori nelle miniere, nelle cave di gesso, hanno lavorato in fabbrica o come muratori. Alcuni sono malati o morti di silicosi. Quasi tutti si sono fatti una “situazione” e hanno garantito ai loro figli un futuro migliore, ma la resistenza, la lotta per la libertà e condizioni di vita migliore li ha accompagnati per tutta la vita. Da qui l’importanza di rendere loro giustizia, facendo conoscere le loro storie.
L’altro aspetto che ci è sembrato un’evidenza è l’importanza dei luoghi. In prevalenza provenienti dall’Appennino tosco-emiliano, i testimoni hanno raccontato i luoghi in cui sono nati e cresciuti in contrasto al paesaggio che hanno trovato in Belgio o in Francia: gli Appennini, i pascoli, i campi, le montagne, il villaggio, la casa in pietra, in opposizione alle miniere, alle cave, alle fabbriche immense, alle acciaierie, ai terril, ai fumi e al grigiore del mondo industriale. Gli italiani, al contrario forse di tutti gli altri migranti, hanno costruito con le loro mani i luoghi di abitazione e di lavoro, hanno cambiato il paesaggio urbano e rurale, spesso riproducendo stili di vita conosciuti: il giardino, sempre presente e pieno di fiori, il balcone che dà sulla strada (mentre i nordici preferiscono il giardino sul retro), l’uso di materiali naturali e poveri, le estensioni della casa: tocchi di italianità riconoscibili a prima vista.
Come documentare allora questo loro ennesimo lavoro di adattamento e di costruzione senza andare a filmare e a fotografare i luoghi d’origine ? La spedizione nell’Appennino è prevista per la prima settimana di agosto 2014. In programma : Guastalla, Concordia, Fossoli, Carpi, Valle del Dolo, Valle del Dragone, Cerrè Sologno, Benedello, Montefiorino, Secchio, Serravezza, Borgotaro e altri. Ma questa parte del progetto non rientra nelle sovvenzioni della Regione Emilia-Romagna e della Federazione Wallonie Bruxelles che sostengono l’azione.
Gli organizzatori hanno quindi lanciato un crowfunding: anche 15 euro potrebbero essere sufficienti per rendere questo viaggio nei luoghi della memoria antifascista possibile. I fondi raccolti verranno usati per pagare il viaggio, il vitto, la stampa delle foto mentre il lavoro fisico ed intellettuale dell’équipe sarà frutto del volontariato e dell’entuasiamo dei suoi componenti.
In Francia, le associazioni Emilia-Romagna e Fratellanza reggiana hanno promosso il crowdfunding al Forum delle associazioni italiane, il 14 giugno. Altri eventi di promozione sono previsti nel corso del mese di giugno ed inizio luglio. ( Tutte le informazioni sul sito : www.resistenti.eu e sulla pagina facebook “i geni dell’antifascismo”) (Emiliano-Romagnoli nel mondo/Inform)