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Crisi in Libia, Di Maio: “Le operazioni condotte a Sirte non portino a nuova escalation militare”

ESTERI

ROMA – Di ritorno da Tripoli, Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di novità politiche importanti, nel senso che l’ora di una mediazione vera non è più rinviabile, se non altro perché dalla stessa Farnesina si è auspicata una soluzione negoziale mediata dalle Nazioni Unite, nell’ambito del processo intrapreso a Berlino, lontana quindi dai campi di battaglia. Nel frattempo però dalla Libia si continua a fuggire per le violenze causate dall’instabilità politica crescente tra Sarraj e Haftar, in uno scenario divenuto negli ultimi mesi fuori controllo; non a caso è infatti proprio l’aspetto umanitario, di conseguenza quello dei flussi migratori, a preoccupare maggiormente. Di Maio ha evidenziato come la questione sia sempre più di respiro europeo, a seguito degli incontri avuti a Roma con gli omologhi di Francia e Germania. “Anche nelle fasi più drammatiche dell’epidemia il dialogo dell’Italia non si è mai interrotto perché la Libia rappresenta una priorità della nostra politica estera e della nostra sicurezza”, ha ammesso Di Maio parlando di scenari geopolitici nei quali “gli interessi dell’Italia coincidono con quelli del popolo libico stremato da anni di guerre”. Di Maio ha espresso preoccupazione per le operazioni condotte da Sarraj per liberare Sirte (contro Haftar, ndr) che potrebbero portare a nuove vittime civili. La divisione del Paese è inaccettabile in quanto sarebbe l’anticamera di nuovi conflitti armati. E’ importante che su Sirte non si arrivi quindi all’escalation militare: sia l’occasione per negoziare un ‘cessate il fuoco’ sostenibile che coinvolga tutti gli attori in gioco”, ha dichiarato Di Maio che esprime soddisfazione per la Commissione militare congiunta 5+5. “I tempi della diplomazia sono spesso più lunghi di quelli della armi – ha ammonito il Ministro – ma portano risultati ben più stabili di quelli raggiunti con la forza. La nostra diplomazia ha raggiunto un risultato importante: il Presidente Sarraj mi ha presentato la proposta libica di modifica del Memorandum 2017 in materia migratoria riformulata dall’Italia”, ha spiegato Di Maio che, da una prima lettura, ha apprezzato la proposta della Libia che dovrebbe andare nella giusta direzione recependo la richiesta italiana di difendere i diritti umani. C’è una data orientativa, quella del 2 luglio, per tornare sul testo con il Comitato appositamente istituito per il Memorandum. Di Maio ha anche fatto presente che deve cessare l’afflusso di armi nel Paese, in violazione all’embargo imposto dalla risoluzione delle Nazioni Unite. “Ho inoltre assicurato a Sarraj che l’Operazione Irini sia geograficamente bilanciata e possa agire con efficacia e imparzialità”, ha concluso Di Maio. (Inform)

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