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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Crisi di governo, intervento del Premier Draghi nell’Aula del Senato: “All’Italia serve un nuovo patto di fiducia sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese”

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Il Premier Mario Draghi è intervenuto oggi nell’Aula Senato per fare chiarezza sulla crisi di Governo.   “Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato questo Governo fin dalla sua nascita. Il Presidente della Repubblica ha respinto le mie dimissioni e mi ha chiesto di informare il Parlamento di quanto accaduto, una decisione che ho condiviso. Le comunicazioni di oggi mi permettono di spiegare le ragioni di una scelta tanto sofferta quanto dovuta”, ha esordito Draghi parlando di un governo che all’epoca doveva essere di alto profilo, senza identificarsi con alcuna formula politica, in grado di far fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili tra cui quella sanitaria. “Tutti i principali partiti, con una sola eccezione, decisero di rispondere positivamente a quell’appello. Nel discorso di insediamento feci esplicitamente riferimento allo spirito repubblicano del governo, che si sarebbe poggiato sul presupposto dell’unità nazionale. In questi mesi l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia. Ritengo che un Presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno più ampio possibile”, ha evidenziato i Premier ricordando per esempio come lo scorso anno l’economia sia cresciuta del 6,6%. “La stesura del Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato a larghissima maggioranza da questo Parlamento, ha avviato un percorso di riforme e investimenti che non ha precedenti nella storia recente. Le riforme della giustizia, della concorrenza, del fisco, degli appalti, oltre alla corposa agenda di semplificazioni, sono un passo avanti essenziale per modernizzare l’Italia. A oggi tutti gli obiettivi dei primi due semestri del PNRR sono stati raggiunti. Abbiamo già ricevuto dalla Commissione europea 45,9 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane ulteriori 21 miliardi, per un totale di quasi 67 miliardi. Con il forte appoggio parlamentare della maggioranza e dell’opposizione, abbiamo reagito con assoluta fermezza all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, ha rilevato Draghi sottolineando la celerità delle misure adottate dal Governo per superare la dipendenza energetica dalla Russia. Il Premier ha anche fatto riferimento al coinvolgimento delle comunità locali nel PNRR, che lo ha reso “il più grande progetto di trasformazione dal basso della storia recente”. Tornando alla crisi, Draghi ha ricordato che “non votare la fiducia a un governo di cui si fa parte è un gesto politico chiaro, che ha un significato evidente: non è possibile minimizzarlo, perché viene dopo mesi di strappi e ultimatum”. E’ stata menzionata quindi la mobilitazione di questi giorni da parte di cittadini, associazioni e territori a favore della prosecuzione del governo. “Una mobilitazione senza precedenti ed impossibile da ignorare – ha aggiunto Draghi – che ha coinvolto il terzo settore, la scuola, l’università, il mondo dell’economia, delle professioni, dell’imprenditoria e dello sport: si tratta di un sostegno immeritato, ma per il quale sono enormemente grato. Due appelli mi hanno colpito in modo particolare: il primo è quello di circa duemila sindaci, il secondo è quello del personale sanitario”. Draghi ha quindi ricordato gli obiettivi ancora da raggiungere. “Entro la fine di quest’anno dobbiamo raggiungere 55 obiettivi, che ci permetteranno di ricevere una nuova rata da 19 miliardi di euro. Gli obiettivi riguardano temi fondamentali, come le infrastrutture digitali, il sostegno al turismo, la creazione di alloggi universitari e borse di ricerca, la lotta al lavoro sommerso. Completare il PNRR è una questione di serietà verso i nostri cittadini e verso i partner europei. La riforma del codice degli appalti pubblici intende assicurare la realizzazione in tempi rapidi delle opere pubbliche e il rafforzamento degli strumenti di lotta alla corruzione”, ha rilevato Draghi evidenziando che tenere le mafie lontane dal PNRR è il modo migliore per onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

“La riforma tocca i servizi pubblici locali, inclusi i taxi e le concessioni di beni e servizi, comprese le concessioni balneari. Il disegno di legge deve essere approvato prima della pausa estiva per consentire, entro la fine dell’anno, l’ulteriore approvazione dei decreti delegati come previsto dal PNRR. Per quanto riguarda la giustizia, abbiamo approvato la riforma del processo penale, del processo civile e delle procedure fallimentari, e portato in Parlamento la riforma della giustizia tributaria. Queste riforme sono essenziali per avere processi giusti e rapidi, come ci chiedono gli italiani. È una questione di libertà, democrazia e anche prosperità”, ha spiegato Draghi ricordando come le scadenze segnate dal PNRR siano molto precise: ad esempio entro fine anno devono essere firmati i decreti attuativi della legge delega civile e penale. Tuttavia, accanto al PNRR, c’è bisogno anche di un’agenda sociale. “L’aumento dei costi dell’energia e il ritorno dell’inflazione hanno causato nuove disuguaglianze che aggravano quelle prodotte dalla pandemia. Fin dall’avvio del governo abbiamo condiviso con i sindacati e le associazioni delle imprese un metodo di lavoro che prevede incontri regolari e tavoli di lavoro. Bisogna adottare entro i primi giorni di agosto un provvedimento corposo per attenuare l’impatto su cittadini e imprese dell’aumento dei costi dell’energia e poi rafforzare il potere d’acquisto, soprattutto delle fasce più deboli della popolazione”, ha aggiunto il Premier ricordando anche come a livello europeo sia in via di approvazione definitiva una direttiva sul salario minimo. Sul fronte energetico, invece, è stato menzionato il recente incontro ad Algeri volto a diversificare i fornitori. “Per farlo, c’è bisogno delle necessarie infrastrutture. Dobbiamo accelerare l’istallazione dei rigassificatori a Piombino e a Ravenna. Non è possibile affermare di volere la sicurezza energetica degli italiani e poi allo stesso tempo protestare contro questa infrastruttura. Inoltre la siccità e le ondate di calore anomalo che hanno investito l’Europa nelle ultime settimane ci ricordano l’urgenza di affrontare con serietà la crisi climatica nel suo complesso. In Europa – ha proseguito Draghi – si discuterà presto anche della riforma delle regole di bilancio e di difesa comune e del superamento del principio dell’unanimità. In tutti questi campi l’Italia ha molto da dire con credibilità, spirito costruttivo e senza alcuna subalternità”, ha aggiunto il Premier. “All’Italia – ha concluso Draghi chiedendo ha partiti di sostenere ancora il Governo – non serve una fiducia di facciata che svanisce davanti ai provvedimenti scomodi; serve un nuovo patto di fiducia sincero e concreto, come quello che ci ha permesso finora di cambiare in meglio il Paese. I partiti e voi parlamentari siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti? Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi e che si è poi affievolito? Sono qui oggi in quest’Aula solo perché gli italiani lo hanno chiesto”. (Inform)

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