direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Corso intensivo di lingua e cultura italiane con lezioni itineranti per far vivere e conoscere le città e i borghi più belli del Sud

LINGUA E CULTURA ITALIANE

Dal 9 al 23 giugno. Organizzato dalla Scuola di italiano per stranieri dell’Università di Messina e dall’Associazione Culturale AsSud

Chiusura a Matera Capitale Europea della Cultura 2019

MESSINA – Una scuola di Lingua e Cultura Italiana che va al di là dei banchi e passa per la cucina, la musica, i monti e il mare. Una scuola che, oltre alla grammatica e alle regole, insegna a conoscere il Sud, le sue bellezze, la sua storia, l’arte e le tradizioni. Esiste ed è aperta a tutti. A tutti coloro che amano l’italiano: studenti che vogliono perfezionare abilità linguistiche già acquisite, stranieri, persone mosse da esigenze di studio, di lavoro o che scelgono di imparare la lingua di Dante per passione o ragioni affettive, e, soprattutto, figli e nipoti di chi ha lasciato l’Italia molti anni fa.

 A organizzarla è l’Università di Messina e l’Associazione Culturale AsSud.

Verrà inaugurata il prossimo 9 giugno e unirà l’insegnamento di alto livello all’esperienza dal vivo dello stile di vita italiano. Il corso si svolgerà in un borgo della Calabria (Paludi, provincia di Cosenza) e presso l’Università di Messina, una delle più antiche d’Italia. Ma non solo. La scuola, infatti, è “itinerante” e prevede escursioni studiate per far vivere e conoscere l’Italia, le città e i borghi più belli del centro-sud. I corsi toccheranno Sicilia, Calabria e Basilicata e andranno al di là delle lezioni classiche in aula, dando agli studenti la possibilità di visitare luoghi come Messina, Taormina, Siracusa, Palermo senza dimenticare Reggio Calabria e i Bronzi di Riace, Rossano e Tropea, solo per citarne alcuni.  Un intero fine settimana sarà invece completamente dedicato a Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

I corsi offerti completano il curriculum degli studenti che frequentano già corsi di italiano. Invece, chi non studia italiano, ma ama la lingua di Dante, l’arte, la cucina del Bel Paese, oltre ad un corso di lingua, potrà comunque godere di un tuffo nella realtà italiana.  “Il corso inaugurale dura 2 settimane ma si possono scegliere varie opzioni: da 1 sino a 6 settimane, passando per tutte le opzioni intermedie – spiega Giuseppe Sommario vicepresidente di AsSud, ricercatore e studioso dei fenomeni migratori presso l’Università Cattolica di Milano –. Sarà un corso di lingua e cultura ma anche un modo per fare turismo culturale, lento, di ritorno. Un modo per conoscere ed immergersi nei ritmi e nello stile di vita dell’Italia meridionale, dei borghi interni. La classe sarà accompagnata in piazze, chiostri, vigneti, castelli, monasteri: in questo modo, gli studenti possono migliorare l’italiano a contatto con la realtà viva”.

Fuori dai confini nazionali, oltre due milioni di persone decidono ogni anno di apprendere l’italiano – che è la quarta lingua più studiata nel mondo -. In un mondo, dunque, sempre più attratto dalla lingua e dalla cultura italiana, la Scuola offre un percorso dinamico e coinvolgente che permette di accedere all’italiano attraverso il piacere della scoperta di luoghi, storia, arte, cinema, teatro, musica, cucina.

Un esempio di lezione itinerante è la visita a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, dove si trovano il castello aragonese in cui fu fucilato Murat e la seicentesca chiesetta di Piedigrotta. Il tutto si concluderà con l’assaggio del famoso “Tartufo di Pizzo”: la lezione diventerà quindi, allo stesso tempo, lezione di lingua, storia, cultura e tradizioni.

In Sicilia si passerà dall’analizzare i testi di alcuni scrittori (da Luigi Pirandello a Andrea Camilleri) a lavorare su scene tratte da film o serie cult di ambientazione siciliana (“Il Gattopardo”, “Nuovo cinema paradiso”, “Il commissario Montalbano”) senza trascurare la tradizione enogastronomica con la presentazione di prodotti tipici e l’analisi di ricette che hanno fatto la storia della tradizione siciliana. In Calabria è in programma la visita al museo di nazionale di Reggio Calabria. Nel corso delle lezioni verrà descritta la geografia dei luoghi e dei miti della regione, attraverso l’analisi di testi scritti, cinematografici, teatrali o televisivi. Si illustrerà inoltre la varietà linguistica della regione che vede la presenza di numerose comunità alloglotte come quella arbereshe e quella grecanica. Anche qui verrà dato spazio alla cucina e ai prodotti tipici. Occhi puntati inoltre sulla musica tradizionale: si passeranno in rassegna gli strumenti e le danze della tradizione popolare calabrese come l’organetto, la zampogna, la lira, la tarantella. Tappa speciale infine, al Festival delle Spartenze: iniziativa culturale nata nel 2016 finalizzata a riunire gli attori culturali, la società scientifica e gli enti territoriali del territorio per promuovere e sviluppare le comunità, utilizzando la migrazione in chiave positiva, come elemento interpretativo e di conoscenza. Lo studente potrà scegliere durata e luogo del corso in base alle proprie esigenze.(Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform