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Coronavirus , l’arcivescovo di Bruxelles De Kesel scrive al missionario della comunità italiana don Visconti

CHIESA CATTOLICA

 

 

BRUXELLES  – “Ho appreso che la città e la diocesi di Bergamo sono particolarmente colpite dall’epidemia globale di coronavirus e che al momento sono morti 6 sacerdoti. Devi essere terribilmente colpito”. Lo scrive in un messaggio al missionario della comunità italiana di Bruxelles, don Claudio Visconti, l’arcivescovo della Capitale belga, il card. Josef De Kesel: “Ti invio questo piccolo messaggio per assicurarti la mia comunione di preghiera in questa grande prova. Possa il Signore accompagnare te e tutti i tuoi compatrioti”. Ad oggi sono 13 i sacerdoti della diocesi di Bergamo morti a causa del virus che sta colpendo l’Italia e molti Paesi europei. “Da qualche giorno siamo confinati”, ci dice don Visconti che voleva recarsi a Bergamo per andare a trovare i suoi parenti, amici e e anche sacerdoti “con alcuni dei quali ho condiviso tanti anni di seminario e poi di ministero”. Il sacerdote ricorda la telefonata di ieri di Papa Francesco al vescovo della città orobica, mons. Francesco Beschi esprimendo la sua vicinanza: “vorrei essere tra i miei compaesani. D’altro canto sono trattenuto qui a Bruxelles, non solo perché sono l’unico prete della Comunità italiana, ma anche perché il mio posto ora è qui ed i miei fratelli e le mie sorelle sono ora qui”.

La Comunità cattolica italiana di Bruxelles ha attivato alcuni canali di comunicazione su YouTube e Facebook, attraverso i quali don Visconti cerca di “testimoniare che Dio non ci abbandona e che ci vuole ancora bene, nonostante sembra muto o disattento alle tante suppliche che in questi giorni gli vengono rivolte”. A Bruxelles vivono migliaia di italiani e anche la comunità cattolica è molto numerosa. “Abbiamo sospeso come in Italia ogni forma di celebrazione pubblica, ma attraverso i mezzi di comunicazione riusciamo a trasmettere la Messa ed alcune liturgie significative per la Quaresima come la Via Crucis ed il Rosario”, ci dice don Visconti: “domenica mi han detto che ci sono stati più di 700 collegamenti. Questi collegamenti dicono sicuramente la comunione che sempre cerchiamo di costruire ma anche l’Invocazione che anche da qui con le nostre famiglie rivolgiamo al Signore, perché stia dalla nostra parte contro il virus.  Questo male – spiega don Visconti – dal suo canto sta contagiando anche qui e facendo le sue vittime, che per fortuna non sono assolutamente comparabili a quanto succede a Bergamo e in Italia. Abbiamo comunque molta paura, anche perché gli esperti ci dicono che siamo di fatto in ritardo di una decina di giorni rispetto alla sua diffusione in Italia. Confidiamo e preghiamo. Sentiamoci uniti”. (Raffaele Iaria-Migrantes Online, 19 marzo/Inform)

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