SENATO DELLA REPUBBLICA
(fonte immagine Senato)
ROMA – Si è tenuta in Commissione Esteri al Senato l’audizione del Direttore Generale Maeci per la Mondializzazione, Luca Sabbatucci, in merito al dossier riguardante la situazione in Corno d’Africa ed il ruolo dell’Italia nella cooperazione. Sabbatucci ha posto subito in rilievo la necessità del ritiro delle forze eritree dal territorio etiope ribadendo le aspettative delineate alle stesse autorità etiopi durante una serie di incontri bilaterali. Sabbatucci ha quindi evidenziato l’incontro del 4 dicembre scorso in occasione dei Med Dialogues che ha visto il Ministro Di Maio interloquire con l’Alto Rappresentante UE Borrell. Nel dossier si parla della risposta a questa emergenza umanitaria in Etiopia: a 6 milioni di euro ammontano finora gli interventi d’emergenza e, nella primavera scorsa, c’è stato anche un ponte aereo umanitario. A ciò va aggiunta la serie di donazioni umanitarie coordinate dall’Europa. E’ stata criticata la partecipazione eritrea al conflitto etiope, sottolineando l’imposizione di misure sanzionatorie di UE e USA. “L’Italia è tradizionalmente aperta al dialogo con l’Eritrea ma l’interlocuzione con Asmara è sempre più complessa”, ha spiegato Sabbatucci ricordando come la crisi etiope sia determinante anche nel vicino Sudan con migliaia di etiopi rifugiati. Quindi la condanna del colpo di stato in Sudan con l’auspicio di un ritorno alla normalità. Sabbatucci ha altresì menzionato il contributo dato al sostegno del Sudan nelle conferenze di Berlino e Parigi: 4 milioni di euro per iniziative volte allo sviluppo e 5,5 milioni in aiuti umanitari. “Anche la Somalia negli ultimi anni sembrava aver fatto passi in avanti per la progressiva reintegrazione nella comunità internazionale”, ha commentato Sabbatucci ribadendo come siano però ancora pressanti le minacce del terrorismo; sul piano bilaterale da parte dell’Italia ci sono attività di addestramento delle forze somale svolte dai Carabinieri. Questo impegno è accompagnato anche da una cooperazione culturale e universitaria. “Prosegue anche la cooperazione con Gibuti, Paese dalla connotazione strategica per operazioni di contrasto a terrorismo e pirateria”, ha spiegato Sabbatucci ricordando qui il progetto di assistenza alla gendarmeria nazionale di Gibuti sempre svolta dai Carabinieri. Da quest’anno ci sarà un focus group sull’Africa nella coalizione anti Daesh. “Anche il Kenia è sempre più punto di riferimento per la stabilità dell’area, con ruolo facilitatore nella crisi etiope dove ci sono relazioni articolate. L’Italia attribuisce nel complesso ai Paesi del Corno d’Africa un ruolo prioritario nell’azione di politica estera: la centralità dell’area è stata riconosciuta nel documento della Farnesina di partenariato con l’Africa del dicembre 2020. Sabbatucci ha parlato della donazione dei vaccini per un accesso equo: da parte italiana sono stati stanziati 416 milioni di euro e 45 milioni di dosi ai Paesi a medio-basso reddito tramite il programma Covax. Quindi ha sottolineato il ruolo delle ONG e dei religiosi italiani la cui attività è riconosciuta e apprezzata in Corno d’Africa. Particolarmente rilevante è la cooperazione culturale attraverso i corsi di lingua italiana e le attività svolte dagli Istituti Italiani di Cultura. Sabbatucci ha ricordato che le Ambasciate di Addis Abeba e Nairobi avranno due nuovi addetti scientifici; è inoltre prevista la prossima apertura di una sede ICE a Nairobi, in aggiunta a quella già esistente di Addis Abeba. “Dell’Italia viene apprezzato l’approccio di partenariato paritario con l’assenza di agende nascoste”. (Inform)