direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Convenzione contro violenza di genere, dal Coordinamento Donne Acli un tulipano per la Turchia

ASSOCIAZIONI

ROMA – “Non potrete cancellare in una notte anni di nostre lotte. Ritira la decisione, applica la Convenzione” così lo slogan delle donne turche dopo che il governo della Turchia ha annunciato che si ritirerà dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Questo accordo internazionale è paradossalmente noto come Convenzione di Istanbul poiché ratificato nella città turca, promosso dal Consiglio d’Europa nel 2011 ed entrato in vigore nel 2014, per prevenire e combattere la violenza contro le donne, lo stupro coniugale e le mutilazioni genitali femminili. Le donne del Coordinamento Donne Acli, unitamente a tutta l’Associazione, esprimono profondo sgomento e grande preoccupazione per la decisione presa da Ankara. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità in Turchia almeno il 40 per cento delle donne turche è vittima di violenza compiuta dal proprio partner, rispetto a una media europea del 25 per cento.

“Riteniamo tale decisione inaccettabile per la vita delle donne turche e segno di un continuo e progressivo arretramento dei diritti delle donne che mai ci saremmo aspettate. Dichiariamo la nostra piena solidarietà alle donne della Turchia ed esprimiamo loro la nostra vicinanza nelle numerose manifestazioni che si stanno svolgendo ora nel loro Paese” ha dichiarato Chiara Volpato, Responsabile nazionale del Coordinamento Donne Acli, che ha proposto un’idea simbolica per testimoniare la vicinanza alle donne turche nella loro battaglia: “martedì 30 marzo metteremo un tulipano sulla pagina Facebook delle Acli e su quella di tutte noi. È il fiore simbolo del Paese e la sua fioritura avviene proprio tra fine marzo e i primi di aprile –  ha concluso Volpato.–  L’iniziativa si rivolge a tutte le donne e agli uomini che intendono manifestare la propria condanna verso questa decisione”. (Inform)

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