direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consiglio europeo straordinario, il Premier Conte interviene nell’Aula di Montecitorio alla vigilia del vertice di Bruxelles

CAMERA DEI DEPUTATI

“Proposta di Michel inadeguata al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione”

ROMA – “L’Italia è un contributore netto dell’Unione e non siamo disponibili ad accettare compromessi ad ogni costo”, è stato il passaggio riassuntivo del pensiero del Premier Giuseppe Conte, nell’intervento alla Camera alla vigilia del Consiglio europeo straordinario di oggi 20 febbraio, dedicato al quadro finanziario pluriennale 2021-2027.  Conte ha inoltre dichiarato come “inadeguata al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione” la proposta del Presidente Michel. “Il Consiglio europeo è chiamato a raggiungere un’intesa su qualità e quantità del bilancio europeo: nei sette anni che abbiamo davanti, esso servirà a dare attuazione alle politiche dell’Unione europea. Evidentemente non è una questione solo contabile, perché stiamo parlando dello strumento per perseguire le politiche europee”, ha spiegato Conte evidenziando come un tratto caratterizzante di questo negoziato sia nell’elevata incidenza su tutti i settori della vita dei cittadini del nostro Paese e dell’intero continente, a maggior ragione all’interno di uno scenario caratterizzato dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea e da crescenti tensioni caratterizzate da un marcato tratto neoprotezionista. “Nel prossimo settennato le politiche europee dovranno affrontare sfide complesse come la transizione verde, il governo europeo dei flussi migratori, il rilancio della crescita e dell’occupazione. Dopo la lunga crisi economica, che ha acuito anche le disuguaglianze, la politica di coesione dovrà, ancor più che in passato, contribuire a ripristinare la convergenza fra territori e assicurare maggiori e più dignitose opportunità di lavoro, in particolare, per i più giovani”, ha aggiunto Conte.

C’è poi la politica agricola comune chiamata a tutelare un settore importante dell’economia europea, salvaguardando e valorizzando al contempo il patrimonio naturale e il patrimonio culturale, anche nell’ottica di una transizione verde. Tuttavia a fronte di queste complesse sfide, lo stesso Premier Conte ha sollevato il dubbio su quale possa essere l’attuale situazione del negoziato, proprio alla vigilia dell’incontro, e si è domandato se il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, lo consideri conclusivo. “Quanto alla situazione del negoziato, dunque, la proposta che il Presidente Michel ha fatto circolare il 14 febbraio apporta alcuni, sia pur lievi, avanzamenti rispetto al precedente quadro negoziale della Presidenza finlandese, che era stato fortemente criticato da numerosi Stati membri, dalla Commissione e dal Parlamento europeo. È apprezzabile, ad esempio, che si prosegua lo sforzo di semplificazione, riducendo i programmi europei e modernizzando il bilancio, ribadendo gli obiettivi di spesa da destinare ad azioni a tutela dell’ambiente. La proposta del Presidente Michel rimane, comunque, inadeguata al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione definiti dall’agenda strategica dei leader e dal programma della Presidente della Commissione europea”, ha precisato Conte.

Il vertice di Bruxelles appare, dunque, complesso e complicato “perché basato su una proposta che non rispecchia le attese di dotare l’Unione europea di strumenti innovativi o anche solo adeguati all’elevata posta in gioco sulle priorità”, ha aggiunto Conte puntualizzando come si tratti di una preoccupazione condivisa anche dal Parlamento europeo. “In questo Consiglio europeo straordinario – ha spiegato il Premier – desidero innanzitutto richiamare gli aspetti qualificanti della nostra posizione, che rimane coerente con quanto da me illustrato lo scorso dicembre e con la risoluzione adottata, sempre a dicembre scorso, da questo Parlamento sul tema del bilancio europeo. L’Italia punta a un adeguato volume complessivo del bilancio, a una corretta distribuzione delle risorse tra politiche tradizionali e nuove priorità, alla definizione di criteri allocativi equi, alla riforma dal lato delle entrate. Non posso nascondere la nostra insoddisfazione riguardo alla proposta negoziale che sarà portata al tavolo, all’esito del Consiglio affari generali che si è riunito in vista del Consiglio europeo. L’Italia, lo sappiamo, è un contributore netto dell’Unione e non è disponibile ad accettare un compromesso ad ogni costo, sebbene il nostro saldo netto negativo diminuirà sensibilmente con il prossimo quadro finanziario pluriennale. Nella sua proposta, il Presidente del Consiglio europeo assegna al bilancio risorse pari all’1,074% del reddito nazionale lordo europeo, ovvero a circa 1.095 miliardi di euro, a prezzi del 2018: di fatto si tratta, se si fanno i conti, della proposta finlandese di 1.087 miliardi di euro, cui si aggiunge il ‘Just transition fund’di 7,5 miliardi, che recepisce per intero la richiesta che la Commissione europea ha presentato lo scorso 14 gennaio”, è stato il monito di Conte.

Per il rafforzamento del mercato interno, si registra invece un incremento della dotazione per il programma spaziale europeo e per la definizione delle allocazioni del programma Erasmus+ (pari a 21 miliardi di euro); vengono poi esplicitate le risorse da destinare a Digital Europe (6,7 miliardi di euro) e a InvestEU (11,3 miliardi di euro), ma in misura ridotta rispetto alla proposta più valida, formulata dalla Commissione nel 2018. “Queste proposte non tengono conto del ruolo fondamentale di questi strumenti nella promozione degli investimenti privati, in particolare a favore dell’innovazione e della transizione verde. Permane, inoltre, la nostra insoddisfazione per l’ulteriore riduzione delle dotazioni di Horizon Europe, in particolare per la mancata compensazione dei tagli subiti dal ‘Connecting Europe Facility’ nei suoi capitoli dedicati all’energia e al digitale. Quanto a sicurezza e difesa, ad un aumento della dotazione del Fondo europeo della difesa, la proposta associa un arretramento incomprensibile sul programma per la mobilità militare. Quanto alla migrazione, il calo consistente delle risorse destinate a Frontex appare coerente con il nostro auspicio che mezzi e obiettivi siano proporzionati. Meritano supporto il nuovo strumento di cooperazione internazionale e la flessibilità necessaria al suo corretto ed efficace utilizzo in un contesto geopolitico internazionale, caratterizzato da una crescente incertezza”, ha auspicato il Premier parlando poi della questione dell’area del Mediterraneo e dell’Africa subsahariana dove l’Unione europea deve assumere un ruolo più profilato come attore globale perché la cooperazione internazionale rappresenta un altro esempio concreto di come, mettendo in comune le risorse, si possono ottenere risultati migliori rispetto a quelli prodotti dall’azione individuale degli Stati membri”.

Critiche dal Premier Conte sono giunte parzialmente anche per quanto riguarda i fondi sociali e di coesione. “Tra gli aspetti negativi, devo menzionare l’ingiustificata riduzione del Fondo sociale europeo plus, ossia lo strumento principe attraverso il quale prevenire ed attutire gli effetti negativi della transizione sul tessuto sociale europeo: non parlo solo della transizione verde ma anche di quella digitale. Tra i fondi di coesione avanza lo strumento per la competitività e la convergenza chiamato BICC: grazie all’azione del Governo in sede negoziale, esso poggia su criteri allocativi condivisibili e a noi, nel complesso, favorevoli. L’Italia sarebbe beneficiaria netta di questo strumento, con un rientro di oltre il 17%, pari a oltre 2,2 miliardi di euro nel settennato. I fondi ottenuti tramite il BICC consentiranno di finanziare il Programma nazionale di riforme strutturali e investimenti pubblici nel quadro del semestre europeo. Il nostro giudizio positivo è, tuttavia, temperato dal fatto che la dotazione è nel complesso modesta poiché ragioniamo di 12,9 miliardi di euro. L’Italia pertanto insisterà affinché in futuro sia possibile un rifinanziamento che aumenti le risorse complessivamente disponibili e introduca una più robusta funzione di stabilizzazione”, ha aggiunto Conte che nutre perplessità anche sulla rubrica di spesa dedicata alla politica agricola e marittima comune, per la riduzione del Fondo per lo sviluppo rurale e per le non ben precisate dotazioni per altri due strumenti di particolare importanza per il nostro Paese: il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e il programma LIFE, che tutela la natura e le biodiversità.

“Nella proposta del Presidente Michel valutiamo positivamente il mantenimento della risorsa IVA, ed al Consiglio europeo discuteremo i dettagli delle proposte per l’introduzione congiunta di nuove risorse legate alla tassazione della plastica non riciclabile e al cosiddetto ‘Emission trading system’. Continuiamo a reputare inaccettabile il mantenimento del sistema di correzione – i ‘rebates’ – che consente ad alcuni tra gli Stati membri più ricchi di vedere artificialmente ridotto il loro contributo al bilancio europeo. Unitamente alla maggior parte degli Stati membri, insieme anche alla Commissione e al Parlamento europeo, il Governo italiano ribadirà la necessità di rivedere radicalmente il sistema delle correzioni, che discendono dal ‘rebate’ che venne concesso al Regno Unito nell’ormai lontano 1984. Conte ha invece valutato in modo positivo la possibile istituzione di una nuova ‘carbon border tax’. “Finalmente la proposta di Michel offre un’apertura, pur condizionata, a questa richiesta fondamentale, che mira ad evitare ulteriori aggravi degli sforzi già richiesti ai cittadini europei e chiede a tutti i beneficiari dell’Unione di contribuire ai benefici che traggono dal mercato unico”. Concludendo il suo intervento, il premier Conte ha tenuto a ricordare come sia stato espresso un primo apprezzamento di massima verso il programma preannunciato dalla Presidente Von der Leyen di fronte al Parlamento europeo. “Intravedemmo, allora, il sincero proponimento della neo Presidente di imprimere, a fronte delle note sfide globali, un ambizioso salto di qualità alla politica dell’Unione. Di fronte a questa proposta di bilancio del Presidente del Consiglio dell’Unione europea, la nostra iniziale insoddisfazione muove esattamente dalla constatazione che di tale ambizione resta scarsa traccia. Registriamo certamente qualche progresso, ma di ambizione, francamente, ne rinveniamo ben poca”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform