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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consiglio europeo del 19 e 20 marzo e crisi in Medio Oriente, le comunicazioni nell’Aula del Senato del Presidente del Consiglio Meloni: l’Italia non vuole entrare in guerra, ripatriati finora oltre 25 mila connazionali

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Fonte immagine Senato)

ROMA – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni è intervenuta nell’Aula di Palazzo Madama in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Nel suo intervento il Premier  ha evidenziato come questa crisi sia tra le più complesse degli ultimi decenni e imponga di agire con lucidità e serietà, affrontandola anche con uno spirito costruttivo e di coesione. “Qui non c’è un governo ‘complice’ di decisioni altrui, né tantomeno un governo ‘isolato’ in Europa e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere sui cittadini, le famiglie e le imprese”, ha rilevato Meloni parlando di un governo chiamato ad affrontare “uno dei tornanti più complessi della storia recente: e preferiremmo non doverlo fare da soli”. In proposito il Premier ha ricordato  quando, da leader dell’unica forza politica di opposizione al governo Draghi, non esitò a schierarsi con un governo che politicamente contrastava, nelle ore drammatiche dell’aggressione russa all’Ucraina. “Siamo di fronte a una evidente crisi del diritto internazionale e degli organismi multilaterali, e al venir meno di un ordine mondiale condiviso”, ha spiegato Meloni affrontando la questione della destabilizzazione globale che ne è derivata e delle ripercussioni in Medio Oriente. Il Presidente del Consiglio ha poi sottolineato che l’Italia non prenderà parte a questo conflitto in Iran . “Un’escalation militare che l’Italia si è invece impegnata, nei mesi scorsi, ad evitare, insieme a nazioni come l’Oman e il Qatar”, ha precisato Meloni parlando della minaccia nucleare rappresentata dall’Iran. Il Premier ha poi ricordato di aver promosso un coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito. “Con il Cancelliere Merz, il Primo Ministro Starmer e il Presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni, per condividere le valutazioni sull’evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare. Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d’intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell’area”, ha spiegato Meloni precisando che si sta completando l’azione di messa in sicurezza delle decine di migliaia di italiani presenti nell’area, dando assistenza a chi è rimasto bloccato. “Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare, finora, oltre 25 mila connazionali, dando priorità a chi era in transito e a chi era in situazioni di particolare fragilità. E desidero ringraziare in modo particolare tutte le Nazioni del Golfo, per il grande aiuto che ci hanno dato in questo frangente, così come il Ministero degli Esteri, l’intelligence e la Protezione civile per questo importantissimo lavoro”, ha sottolineato il Premier, andando al tema delle basi concesse agli americani in Italia che dipendono da accordi risalenti al 1954 “e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore politico”. Meloni ha ricordato che, secondo quegli accordi, ci sono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche, che non comportano dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere se concedere o meno quell’utilizzo spetterebbe – sempre in virtù di quegli accordi – al Governo. “Ma, su questo punto, ribadisco con chiarezza la posizione che il Governo ha già espresso: la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento”, ha precisato Meloni parlando quindi del rafforzamento della sicurezza interna, a partire dal presidio degli obiettivi sensibili contro eventuali rischi di terrorismo collegati a possibili cellule dormienti. Sulla questione del prezzo dell’energia il Presidente del Consiglio ha segnalato che l’Autorità per l’Energia ha istituito una apposita task force; così come sui beni di consumo. Il Ministro Urso ha attivato quello che si conosce come “Mr. Prezzi”: cioè il sistema di monitoraggio che verifica se ci sono aumenti anomali e ingiustificati dei prezzi, soprattutto alle pompe di benzina e sui generi alimentari. Sempre sui prezzi dell’energia, c’è poi un livello che dipende dall’Unione Europea, con particolare riferimento al sistema di tassazione del carbonio , il cosiddetto ETS (Emission Trading System). Nel suo intervento il Premier, al fine di contenere l’aumento dei costi dell’energia, ha chiesto una momentanea sospensione di questo meccanismo.  Meloni ha poi anticipato che al Consiglio UE si parlerà ancora una volta di Ucraina. “Il conflitto è purtroppo entrato nel suo quinto anno. E in questo lungo periodo, la posizione italiana non è mai cambiata: l’Italia resta fermamente al fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni”, ha ribadito il Presidente del Consiglio andando anche al tema dell’allargamento dell’UE, che riguarda i Balcani Occidentali. Meloni, dopo aver ribadito la sua contrarietà al superamento del voto all’unanimità nell’Unione europea,  si è quindi soffermata sul tema della discussione sul nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che si concentrerà sugli strumenti finanziari attraverso cui rafforzare la competitività del nostro sistema economico. “Su questo fronte, la proposta presentata dalla Commissione Europea il 16 luglio scorso ha segnato un cambio di passo significativo, con circa 450 miliardi di euro dedicati alla competitività e alla ricerca. Dal nostro punto di vista, competitività significa sostegno alle industrie di punta, ma anche lotta determinata alla deindustrializzazione che minaccia il nostro Continente”.  “In tema di competitività – ha aggiunto il Premier – saremo inflessibili su alcuni principi: ancora, la piena applicazione del principio di neutralità tecnologica, che un anno fa riuscimmo a introdurre nelle Conclusioni del Consiglio Europeo e che deve rimanere una bussola irrinunciabile, e il sostegno alle industrie di transizione, a partire dal settore automotive, sul quale ci aspettiamo concreti passi in avanti rispetto alla proposta eccessivamente timida presentata dalla Commissione europea”. Meloni ha poi toccato tema della Politica Agricola Comune e della Politica di coesione: “Competitività e politiche tradizionali – ha rilevato – non sono in contrasto, sono invece due facce della stessa medaglia: la coesione, infatti, contribuisce alla competitività e rafforza il Mercato interno, assicurando al contempo la convergenza dei territori”. Il Premier ha inoltre segnalato alcuni punti: consolidare gli accordi esistenti, a partire da quello con gli Stati Uniti, a seguito della nota sentenza sui dazi della Corte Suprema e delle successive decisioni dell’amministrazione americana; l’importanza del recente accordo Ue-Mercosur, che la Commissione ha annunciato di voler attuare in via provvisoria; giocare un ruolo proattivo nella definizione di nuovi accordi, a partire da quello storico con l’India; rafforzare il principio di reciprocità, come meritoriamente fa il nuovo Regolamento, che vieterà l’ingresso nel mercato europeo di prodotti agricoli trattati con antibiotici e pesticidi banditi in UE, e il sistema dei controlli doganali, per garantire parità di condizioni tra i nostri produttori e quelli extra-europei. Meloni ha anche toccato il tema migratorio evidenziando il rischio che crescente instabilità internazionale possa comportare un incremento dei flussi migratori. “Di fronte a questo rischio, a maggior ragione la posizione italiana non cambia: una cosa è la protezione umanitaria, che deve essere riservata a chi davvero la merita, come abbiamo dimostrato da ultimo nei confronti del popolo palestinese; altra cosa è l’immigrazione irregolare, che invece deve essere scoraggiata”, ha precisato Meloni. (Inform)

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