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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Consiglio Affari esteri UE, audizione del Ministro Tajani in Senato davanti alle III Commissioni di Camera e Senato

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

(Fonte immagine Senato)

ROMA – Si è tenuta nei giorni scorsi l’audizione del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, circa gli esiti del Consiglio Affari esteri dell’Unione europea del 22-23 maggio scorsi, davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa del Senato e Esteri della Camera. Tra i punti discussi in Consiglio, Tajani ha ricordato le questioni più calde come Tunisia, Ucraina, Balcani, Corno d’Africa, Siria e Iran. In particolare sulla Tunisia Tajani ha messo in guardia sui rischi di un eventuale disimpegno dell’Europa che comporterebbe un aumento dei flussi migratori con effetti destabilizzanti. “Emerge un largo consenso sulla necessità di intervenire per fornire sostegno finanziario al Paese, facilitare il dialogo delle istituzioni tunisine con il Fondo monetario internazionale e per le riforme interne”, ha spiegato Tajani parlando di due obiettivi principali: la promozione per lo sviluppo economico e la cooperazione in ambito migratorio. Il Ministro ha anche parlato della situazione in Ucraina auspicando “una pace giusta e duratura tramite il sostegno della comunità internazionale”. Per quanto riguarda la pressione sulla Russia da parte dell’Europa, Tajani ha ricordato che l’inviato speciale UE per le sanzioni ha riferito di un lavoro svolto per evitare l’aggiramento di tali misure da parte della Russia. “L’undicesimo pacchetto di sanzioni in discussione riguarda questi temi”, ha evidenziato il Ministro. Per quanto riguarda i Balcani occidentali Tajani ha parlato dell’iter di adesione all’UE riguardante Paesi come la Macedonia del Nord “anche in un’ottica di contrasto all’espansione di influenza nella regione di attori quali Russia, Cina e Arabia Saudita”. Il Ministro ha più in generale sottolineato come l’intera regione balcanica possa essere esposta alle conseguenze del conflitto in Ucraina ma ha anche auspicato in via più specifica, citando i desiderata della stessa Bruxelles, il venir meno delle tensioni tra Belgrado e Pristina. Sul Corno d’Africa il Ministro ha esposto le problematiche riguardanti Etiopia, Somalia e Sudan. Tajani ha ricordato una recente riunione di coordinamento internazionale per gli affari umanitari in Corno d’Africa dalla quale è emersa l’idea di uno stanziamento di 70 milioni di euro per quella regione. “Il Corno d’Africa è cruciale per la stabilità del continente africano e continuerà a essere una priorità per la cooperazione italiana”, ha spiegato il Ministro ricordando più in generale l’importanza della condivisione di progetti tra Africa ed Europa. “E’ con questo spirito che l’Italia sostiene il Global Gateway, piano europeo da 150 milioni di euro da adesso al 2027 per promuovere investimenti e occupazione con il coinvolgimento del settore privato”, ha precisato Tajani. Sul fronte iraniano il Ministro ha ricordato l’ottavo pacchetto di sanzioni contro Teheran per la violazione dei diritti umani, la repressione delle proteste e le condanne capitali messe in atto. Per quanto riguarda la Siria è stato invece ricordato il percorso di ritorno del Paese nella Lega Araba, che viene monitorato con attenzione. Negli incontri bilaterali avuti con gli omologhi europei, Tajani ha quindi dialogato sulle questioni interne come ad esempio le problematiche migratorie. “Le politiche migratorie necessitano di un equilibrio tra dimensione esterna e interna: quindi un equilibrio tra responsabilità e solidarietà ma anche tra le esigenze dei Paesi del Nord e del Sud Europa per sostenerne la sostenibilità”, ha precisato Tajani a proposito del patto migratorio oggetto di dibattito tra gli Stati membri. Tra gli interventi dei vari parlamentari segnaliamo quello del deputato Paolo Formentini (Lega) che ha chiesto come si possa essere più incisivi nell’aiuto alle popolazioni africane in difficoltà, onde evitare che possano entrare nell’orbita di interesse di Paesi come Cina e Russia. Tajani ha replicato ribadendo l’impegno forte dell’Italia in Corno d’Africa, da cui anche la decisione di non chiudere l’Ambasciata in Sudan nonostante la situazione particolarmente difficile. (Inform)

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