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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Conferenza di fine anno, Premier Meloni: “Davanti a ristrettezze economiche servono scelte coraggiose”

GOVERNO

(Fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Si è tenuta alla Camera dei Deputati la conferenza di fine anno del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aperta dall’intervento di un rappresentante del mondo della stampa. Carlo Bartoli (Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti) ha ricordato come in Italia il mondo della comunicazione sia alle prese da tempo con dei problemi irrisolti: dai giornalisti sotto scorta e minacciati a quelli che negli anni sono stati uccisi. Bartoli ha quindi sollevato uno dei problemi principali che impediscono alla stampa di esercitare liberamente in Italia: quello delle “querele bavaglio considerate dalla UE come il principale ostacolo alla libertà d’espressione”. C’è poi il problema sociale legato al precariato nel mondo dell’informazione. Sulla legge professionale, che ha superato ormai il mezzo secoli di vita, Bartoli ha ricordato come si sia di fronte a norme obsolete, per quanto ancora in vigore e valide nei contenuti. “Informazione e comunicazione sono l’asse portante per la costruzione del nostro futuro”, ha concluso Bartoli. Il Premier Giorgia Meloni si è detta interessata a incontrare i rappresentanti della stampa per parlare di queste tematiche. “Sono disponibile ad approfondire le materie sollevate dalla stampa: questioni non affrontate per decenni”, ha dichiarato Meloni annunciando un impegno del suo governo nel trovare punti di incontro con il mondo dell’informazione.

Meloni ha poi iniziato subito a rispondere alle domande della stampa che hanno riguardato in primo luogo la tenuta della maggioranza. “Mi fido degli alleati al governo, al di là di dibattiti naturali e di sfumature nei programmi di partito c’è una visione comune. Abbiamo approvato una legge di bilancio non facile, una manovra politica con la priorità del caro bollette e dell’energia. La volontà è mantenere le scadenze e gli impegni”, ha risposto Meloni sottolineando come tutto sommato sia positivo il clima all’interno della maggioranza a fronte di un momento storico pieno di problemi con una grande emergenza energetica il cui sostegno ha un costo elevato ogni mese. “Se il quadro dovesse cambiare, parte delle risorse potrebbe liberarsi per altre questioni. Davanti a certe ristrettezze economiche bisogna avere il coraggio di fare delle scelte”, ha replicato Meloni parlando poi dell’altra questione di questi ultimi giorni: l’incidenza del Covid nella cosiddetta nuova ondata cinese. “Sul Covid c’è una nuova situazione determinata da quanto sta avvenendo in Cina e ci siamo mossi da subito in coerenza con quanto chiesto in passato: quindi abbiamo disposto il tampone per quanti arrivano dalla Cina, ma la misura non è efficace se non è presa a libello europeo ossia la misura non sarà applicabile per i voli in arrivo non direttamente dalla Cina ma attraverso scali”, ha spiegato Meloni evidenziando che si stanno monitorando i casi ma attualmente la situazione è sotto controllo in quanto si parla per ora di varianti già presenti in Italia. “Penso siano utili mascherine e tamponi ma il modello di privazioni della libertà viste in passato non mi paiono efficaci”, ha sottolineato il Premier.

Sulla questione del reddito di cittadinanza Meloni ha ricordato che “la creazione della ricchezza viene dalla creazione del lavoro: la povertà non si abbatte per decreto, lo Stato non genera lavoro ma può creare le condizioni per le aziende che sono quelle che generano lavoro”. Il Premier ha ribadito il tempo limite di sette mesi come sfida che il governo si è assunto per garantire il lavoro ai percettori del reddito che vedranno finire questo strumento a meno che non si tratti di over 60 o di persone con figli a carico. “Vogliamo affrontare la sfida di trovare a queste persone un posto di lavoro. Il Fondo sociale europeo è interamente dedicato alla formazione e si prevede che chi vi accede possa avere un rimborso: anche il PNRR prevede risorse per questo stesso obiettivo”, ha spiegato Meloni ricordando che ci sono anche lavori sui quali non è mai stata fatta formazione. Meloni poi ha ricordato che esiste una cabina di regia sul PNRR che richiede un rapporto costante con gli enti locali. “Abbiamo convocato la cabina di regia in maniera serrata, finora è stata fatta la programmazione sulla carta: ora arriva la parte complessa che trasforma gli obiettivi in cantieri e questa difficoltà è rappresentata dal caro energia e dal caro delle materie prime. Oggi abbiamo lo strumento del Repower-EU che va mediato con il PNRR.  Abbiamo 100 miliardi di investimenti nelle opere pubbliche nel PNRR. Occorre anche semplificare perché è evidente come in Italia ci siano difficoltà nel lavorare velocemente e la riforma del Codice degli appalti è fondamentale in questo senso”, ha aggiunto il Premier parlando poi della riforma fiscale che prevede il taglio del cuneo fiscale e una tassazione che tenga conto della composizione del nucleo familiare. Sulla questione della natalità sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro: “la natalità è una priorità assoluta perché è anche una materia economica”, ha evidenziato Meloni ricordando come un sistema di welfare non possa reggere a medio-lungo termine con la mancanza di natalità. Sulla riforma della giustizia poi il Premier ha rivendicato come essa sia una priorità ma anche una materia delicata da maneggiare con cura: i capisaldi sono incentrati sui temi storici della destra come la separazione delle carriere. Sulla magistratura in particolare, Meloni ha invitato a evitare “il corto-circuito nel rapporto tra intercettazioni e media, qualora non ci sia alcuna rilevanza penale”. Restando in tema Meloni ha altresì rivendicato come il primo provvedimento del governo sia stato all’insegna del contrasto alle mafie salvando il cosiddetto ergastolo ostativo. Inoltre nella legge di bilancio non sono previsti condoni ma solo rateizzazioni per chi volesse mettersi in regola con il fisco e lo stralcio delle cartelle più vecchie di sette anni e con importi inferiori a mille euro.  Il Premier ha anche sottolineato la volontà di portare avanti, possibilmente con la collaborazione di tutte le forze politiche, la riforma in senso presidenziale dello Stato.

A livello internazionale il Presidente del Consiglio ha parlato dell’ottimo rapporto con gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. “La rotta del Mediterraneo è stata considerata prioritaria a livello europeo. L’Italia dovrà avere un ruolo centrale e strategico e l’alleanza diventa fondamentale con i Paesi affacciati sul Mediterraneo”, ha spiegato Meloni che ha quindi parlato di nuovo approccio europeo verso l’Africa. “Prima di garantire il diritto a emigrare bisogna garantire quello a non farlo”, ha sottolineato il Premier invocando una sorta di piano Mattei per l’Africa non solo perché si parla di energia ma per l’approccio non predatorio verso questi Paesi. “Noi andiamo non per portare via qualcosa ma per lasciare qualcosa. Per questo c’è una grande domanda di Italia”, ha aggiunto Meloni ritenendo cruciale il tema della stabilizzazione della Libia. Sulla questione del ‘Qatar Gate’ Meloni ha chiesto di andare fino in fondo. “Non si può accettare una vulnerabilità in questo senso – ha aggiunto – da parte di istituzioni di ogni livello”.

Andando poi alle spese militari, sul raggiungimento del 2% del Pil – secondo l’accordo in sede Nato – il Presidente del Consiglio ha ricordato che “la libertà delle nazioni ha un costo e se si vuole appaltare la propria difesa ad altri bisogna sapere che quel qualcun altro non lo farà gratis”. Il Premier ha anche rivendicato la volontà dell’Italia nel mantenere gli impegni presi con la Nato. Sulla situazione drammatica che sta vivendo l’Iran, con manifestazioni di massa e repressione governativa, Meloni ha posto in evidenza il coraggio della scacchista iraniana che ha sfidato il regime gareggiando senza velo. “Quello che sta avvenendo in Iran è inaccettabile” ha sottolineato Meloni menzionando quello che è stato comunicato dal Ministro degli Esteri Tajani all’Ambasciatore di suddetto Stato in Italia.

Sull’Europa, Meloni ha invocato una confederazione di Stati comunque sovrani: “il tema dell’Alleanza atlantica e il tema dell’esercito europeo possono essere complementari, con una difesa europea che sia meno embrionale”, ha precisato il Premier che in termini sia nazionali che internazionali, sul paragone continuo e reiterato rispetto al precedente governo, ha parlato di una “sfida affascinante”, considerando anche la figura di spessore come quella dell’ex Premier Draghi. “Voglio costruire un sistema in cui non si disturbi chi crea ricchezza, passando da un’idea depressiva a un’idea di premio per chi si è messo in gioco”, ha spiegato Meloni riferendosi anche al concetto di merito, di internazionalizzazione e di strategia industriale sul mercato attuale con uno Stato che sostanzialmente non mette paletti a chi vuol fare. (Inform)

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